Carattere e descrizione dei Segugi Svizzeri
Quattro varietà in un solo standard: colori, aspetto, carattere e salute
Il Segugio Svizzero non è un cane solo: sotto lo stesso standard ci sono quattro varietà, che si distinguono soltanto per il colore. Sono il Bernese, il Giura, il Lucernese e quello di Svitto.
In questa pagina: le quattro varietà, com’è fatto, quelle orecchie, il carattere e la salute.
Sommario
Il Segugio Svizzero in breve
Razza svizzera, gruppo 6 sezione 1.2 (segugi di taglia media), standard FCI 59, con prova di lavoro. Altezza 49-59 cm nei maschi e 47-57 nelle femmine, senza tolleranze. Esiste in quattro varietà di colore, e caccia lepre, capriolo, volpe e a volte cinghiale, in modo indipendente, dando voce. Lo standard lo definisce vivace, sensibile, docile e molto attaccato al padrone. In Italia sono nati 2.750 cuccioli in dieci anni.
Le quattro varietà del Segugio Svizzero

La prima cosa da capire è che Segugio Svizzero è un nome collettivo. Le varietà sono quattro, hanno un unico standard e differiscono solo per il colore: taglia, struttura, testa e carattere sono gli stessi.
Nella foto: un Segugio del Bernese.
Il Segugio del Bernese è bianco con macchie nere o con la mantellina nera, e ha le focature sopra gli occhi, sulle guance, all’interno delle orecchie e attorno all’ano. Il bianco può avere una picchiettatura nera leggerissima.
Il Segugio del Giura è fulvo con la mantellina nera, a volte con una velatura scura, oppure nero focato con le focature sopra gli occhi, sulle guance e sugli arti. È la varietà più diffusa in Italia, di gran lunga.
Il Segugio del Lucernese è la più particolare: il suo colore è il blu, che non è un blu vero ma il risultato della mescolanza fittissima di peli neri e bianchi, con macchie nere e focature. È lo stesso principio del roano.
Il Segugio di Svitto è bianco con macchie arancio o con la mantellina arancio, e il bianco può avere una leggerissima picchiettatura arancio.
C’è poi un dettaglio che quasi nessuno standard si prende la briga di scrivere: il testo descrive anche il colore della pelle di ogni varietà. Nera sotto il pelo nero, marmorizzata bianco e nero sotto il bianco, grigio scuro sotto l’arancio nel Segugio di Svitto. È il livello di dettaglio di chi quei cani li ha guardati per.
Com’è fatto un Segugio Svizzero

Lo standard descrive un cane di taglia media, con una buona conformazione che indica forza e resistenza, e con una testa che gli dà, testualmente, un’aria di nobiltà.
Le misure sono 49-59 cm nei maschi e 47-57 nelle femmine, e qui lo standard è insolitamente rigido: nessuna tolleranza per il sotto o il sopra taglia. Fuori da quei numeri si è squalificati.
Le proporzioni sono date con tre rapporti: la lunghezza del corpo sta all’altezza al garrese come 1,15 a 1, l’altezza al garrese è circa il doppio della profondità del torace, e muso e cranio hanno la stessa lunghezza.
Il collo è allungato ed elegante, con la pelle lassa alla gola ma senza una giogaia evidente: è un segugio leggero, non un cane da traccia pesante.
Sul movimento lo standard chiede un’andatura sciolta, regolare e coprente, con una forte spinta del posteriore, e aggiunge due dettagli da giudice esperto: il dorso deve restare orizzontale e la testa deve oscillare lateralmente pochissimo.
Il pelo è corto, liscio e denso, e molto fine su testa e orecchie. Manutenzione: una spazzolata quando serve.
Le orecchie, che sono la firma della razza

Se devi riconoscere un Segugio Svizzero, guardate le orecchie: sono lunghe, strette e ripiegate e ritorte su se stesse.
Lo standard è preciso su tre punti. L’attaccatura è sotto la linea dell’occhio e verso la parte posteriore del cranio, e mai nella loro massima larghezza: è il dettaglio che dà a questi cani la testa stretta e nobile.
La lunghezza: devono arrivare almeno alla punta del tartufo. In alcuni soggetti la superano parecchio.
La forma: stretti, pendenti, ripiegati e ritorti, arrotondati in punta, morbidi e coperti di pelo fine. Quella torsione naturale è tipica dei segugi continentali e serve a convogliare gli odori verso il muso.
Il resto della testa segue: cranio allungato, stretto, asciutto e nobile, con la protuberanza occipitale visibile e senza rughe né solco frontale. Gli assi di cranio e muso sono leggermente divergenti.
Sugli occhi lo standard chiede uno sguardo dolce e mette fra i difetti gli occhi chiari e l’espressione penetrante. E fra le squalifiche mette entropion ed ectropion anche se operati: una formula netta, che dice quanto la palpebra sia un punto da guardare in questa razza.
I colori delle quattro varietà
Qui c’è tutto quello che distingue una varietà dall’altra, e conviene vederle una accanto all’altra.
Il Giura è quello che in Italia si chiama semplicemente giurassiano, ed è il cane da lepre che i cacciatori italiani conoscono. Nelle nostre registrazioni è il 90 per cento di tutti i Segugi Svizzeri nati.
Il Lucernese è il più raro e il più riconoscibile: quel blu picchiettato ricorda da vicino i segugi francesi bleu de Gascogne, e non è un caso, perché lo standard stesso dice che i mercenari svizzeri riportavano a casa segugi francesi.
Il Bernese e quello di Svitto hanno la stessa struttura di disegno, bianco con macchie, e cambia solo il colore delle macchie: nere con focature nel primo, arancio nel secondo.
Il pelo, uguale in tutte e quattro, è corto, liscio e denso, e molto fine su testa e orecchie: la manutenzione è una spazzolata quando serve.
Una nota che vale per tutte e quattro: il colore non è un criterio di lavoro. Un cacciatore svizzero sceglie la varietà del suo cantone per tradizione, non perché una cacci meglio dell’altra.
Il carattere del Segugio Svizzero

Il capitolo del carattere è di una riga sola, ma contiene una parola che nei segugi si legge di rado: vivace e appassionatamente dedito alla caccia, sensibile, docile e molto attaccato al suo padrone.
Sensibile è la parola che cambia tutto. Chi si aspetta il segugio duro e distaccato resta spiazzato: questi cani reagiscono male ai modi bruschi e si chiudono se trattati con durezza.
Molto attaccato al padrone è l’altra sorpresa. Non è un cane da canile che vive per conto suo: è un cane che cerca il contatto con la persona che lo porta a caccia.
Il resto del carattere sta nella riga sull’utilizzazione, ed è puro mestiere: caccia in modo indipendente, dando voce, e anche su terreni difficili cerca e caccia con grande determinazione.
Indipendente non contraddice sensibile: significa che quando è al lavoro decide da solo, perché il cacciatore è lontano e non può dirgli niente.
La voce, come in tutti i segugi, è uno strumento di lavoro: è così che il cacciatore segue una caccia che non vede. In casa, di conseguenza, è un cane che si fa sentire.
In famiglia, se lavora, è tranquillo e affettuoso. Con gli altri cani va d’accordo, perché anche quando caccia da solo vive spesso in gruppo.
Con gatti e animali piccoli vale la solita avvertenza dei cani da caccia: la convivenza si costruisce da cuccioli e non si dà mai per scontata.
Quanto vive un Segugio Svizzero e di cosa si ammala
È un segugio rustico da lavoro, con una vita media di 12-14 anni. Studi epidemiologici pubblicati non ce ne sono.
Il punto debole numero uno sono le orecchie, e basta guardarli: lunghe, strette, ripiegate e ritorte, aderenti alla testa. Non passa aria, e le otiti sono il problema più frequente di tutti i segugi con orecchie così. Controllo e pulizia dopo ogni uscita.
Il secondo sono gli occhi. Lo standard mette entropion ed ectropion fra le squalifiche, e specifica anche se operati: quando un testo arriva a scriverlo, vuol dire che nella popolazione qualcuno ci ha provato. Le palpebre dei genitori vanno guardate dal vivo.
Poi ci sono le cose che vengono dal lavoro: ariste, spine, tagli ai cuscinetti. Cinque minuti di controllo dopo ogni uscita risolvono quasi tutto.
E c’è il peso, che in un cane da caccia è una questione seria: un segugio grasso non lavora, e le articolazioni pagano.
Per il resto è una razza selezionata sul lavoro da secoli, senza esagerazioni morfologiche di nessun tipo.
A chi è adatto il Segugio Svizzero
È adatto ai cacciatori, e in Italia lo è in modo molto concreto: il giurassiano è uno dei cani da lepre più usati del nostro paese.
È adatto a chi può dargli chilometri e lavoro di naso tutti i giorni. Non è un cane da due uscite al guinzaglio.
È adatto a chi ha altri cani e a chi vive in campagna.
È adatto a chi cerca un cane affettuoso: al contrario di quello che molti pensano dei segugi, questo è un cane molto legato al suo umano.
Non è adatto all’appartamento in città, per la voce e per il bisogno di muoversi.
Non è adatto a chi lo vuole libero senza recinzione: con un naso così, su una traccia, se ne va.
Non è adatto a chi ha modi bruschi. Lo standard usa la parola sensibile, e con questa razza vale.
E non è adatto a chi lo prende per il colore: se cerchi il Lucernese blu perché è bello, sappiate che in Italia ne nascono pochissimi e che è un cane da caccia come gli altri tre.





