Allevamento dello Scottish Terrier

Quanto costa un cucciolo, i 16 affissi italiani e il conto della toelettatura

Lo Scottish Terrier in Italia è una razza di nicchia: pochi allevamenti, poche cucciolate all’anno e liste d’attesa quasi sempre. In questa pagina trovi i prezzi reali, la voce di spesa che quasi nessuno mette in conto, i numeri ENCI e le domande da fare a un allevatore.

Sommario

Quanto costa un cucciolo di Scottish Terrier

Femmina di Scottish Terrier color grano insieme ai suoi cuccioli

In un allevamento con affisso ENCI un cucciolo di Scottish Terrier costa fra i 1.000 e i 1.600 euro. La forbice si muove poco: i cuccioli sono pochi e la domanda è stabile.

La voce che sorprende chi non conosce i terrier a pelo duro è un’altra: la toelettatura. Fra i 50 e i 70 euro ogni due o tre mesi per dodici anni fanno una cifra da calcolare prima, non dopo.

Sul mantenimento siamo sui 60-90 euro al mese. Mangia poco, ma con l’età vanno messi in conto controlli più frequenti, soprattutto per il capitolo vescica.

DovePrezzo indicativoCosa comprende
Allevamento con affisso ENCI1.000-1.600 euroPedigree, vaccinazioni, microchip, genitori testati per von Willebrand
La toelettatura50-70 euro ogni due o tre mesiIl pelo duro va strippato o tosato: e una voce fissa per tutta la vita
Il mantenimento60-90 euro al meseMangia poco, ma vanno messi in conto i controlli e la toelettatura

Un’ultima cosa sul colore: se cerchi un cucciolo grano o tigrato, mettiti in conto di aspettare di più. Sono colori ufficiali dello standard, ma in Italia il nero è di gran lunga il più allevato, e chi te li propone come rari a prezzo maggiorato sta approfittando di questo.

Regione per regione

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Le iscrizioni ENCI anno per anno

Sono numeri piccoli e ballerini, tipici di una razza tenuta in piedi da pochi appassionati.

AnnoCuccioli iscritti in Italia
2015119
2016114
201794
2018123
201963
2020128 (il massimo)
2021124
202255 (il minimo)
202395
202483

Il totale del decennio è di 998 cuccioli, con il massimo di 128 nel 2020 e il minimo di 55 nel 2022. Con volumi così, un paio di allevamenti che saltano un anno bastano a dimezzare la statistica: la razza non è in crollo, è semplicemente piccola.

Gli allevamenti con affisso ENCI dedicati allo Scottish sono sedici: quattro in Lombardia, tre in Emilia Romagna, due in Toscana e due in Campania, uno in Puglia e uno in Umbria.

Con questi numeri la lista d’attesa è la regola, ed è meglio così: su una razza con temi genetici documentati, un allevatore che ha sempre cuccioli pronti è un allevatore da guardare con più attenzione, non con più entusiasmo.

Le domande da fare a un allevatore di Scottish Terrier

La prima riguarda un test del DNA: i genitori sono testati per la malattia di von Willebrand? Nella razza è documentata la forma di tipo III, la più grave, e il test esiste.

La seconda riguarda un’altra malattia con test disponibile, l’osteopatia craniomandibolare: si manifesta fra i quattro e i sette mesi con dolore alla mandibola e in genere regredisce, ma un cucciolo che la sviluppa passa mesi difficili.

La terza è la più importante di tutte su questa razza, e non ha una risposta documentale: quanti anni sono vissuti i tuoi cani e di cosa sono morti? Con un rischio di tumore della vescica così alto, la storia di una linea vale più di qualsiasi certificato.

La quarta riguarda il carattere: guarda i genitori e come reagiscono a te. Cerchi cani dignitosi e riservati, non cani che si nascondono. Lo standard mette il soggetto eccessivamente timido fra i difetti eliminatori, e in un terrier la timidezza è un problema.

Infine una domanda pratica che dice molto sull’allevamento: fai lo stripping? Un allevatore che lavora il pelo a mano conosce la razza a fondo, e in genere è anche quello che ti insegnerà come gestirlo a casa.