Allevamento dello Scottish Terrier
Quanto costa un cucciolo, i 16 affissi italiani e il conto della toelettatura
Lo Scottish Terrier in Italia è una razza di nicchia: pochi allevamenti, poche cucciolate all’anno e liste d’attesa quasi sempre. In questa pagina trovi i prezzi reali, la voce di spesa che quasi nessuno mette in conto, i numeri ENCI e le domande da fare a un allevatore.
Sommario
Quanto costa un cucciolo di Scottish Terrier

In un allevamento con affisso ENCI un cucciolo di Scottish Terrier costa fra i 1.000 e i 1.600 euro. La forbice si muove poco: i cuccioli sono pochi e la domanda è stabile.
La voce che sorprende chi non conosce i terrier a pelo duro è un’altra: la toelettatura. Fra i 50 e i 70 euro ogni due o tre mesi per dodici anni fanno una cifra da calcolare prima, non dopo.
Sul mantenimento siamo sui 60-90 euro al mese. Mangia poco, ma con l’età vanno messi in conto controlli più frequenti, soprattutto per il capitolo vescica.
Un’ultima cosa sul colore: se cerchi un cucciolo grano o tigrato, mettiti in conto di aspettare di più. Sono colori ufficiali dello standard, ma in Italia il nero è di gran lunga il più allevato, e chi te li propone come rari a prezzo maggiorato sta approfittando di questo.
Le iscrizioni ENCI anno per anno
Sono numeri piccoli e ballerini, tipici di una razza tenuta in piedi da pochi appassionati.
Il totale del decennio è di 998 cuccioli, con il massimo di 128 nel 2020 e il minimo di 55 nel 2022. Con volumi così, un paio di allevamenti che saltano un anno bastano a dimezzare la statistica: la razza non è in crollo, è semplicemente piccola.
Gli allevamenti con affisso ENCI dedicati allo Scottish sono sedici: quattro in Lombardia, tre in Emilia Romagna, due in Toscana e due in Campania, uno in Puglia e uno in Umbria.
Con questi numeri la lista d’attesa è la regola, ed è meglio così: su una razza con temi genetici documentati, un allevatore che ha sempre cuccioli pronti è un allevatore da guardare con più attenzione, non con più entusiasmo.
Le domande da fare a un allevatore di Scottish Terrier
La prima riguarda un test del DNA: i genitori sono testati per la malattia di von Willebrand? Nella razza è documentata la forma di tipo III, la più grave, e il test esiste.
La seconda riguarda un’altra malattia con test disponibile, l’osteopatia craniomandibolare: si manifesta fra i quattro e i sette mesi con dolore alla mandibola e in genere regredisce, ma un cucciolo che la sviluppa passa mesi difficili.
La terza è la più importante di tutte su questa razza, e non ha una risposta documentale: quanti anni sono vissuti i tuoi cani e di cosa sono morti? Con un rischio di tumore della vescica così alto, la storia di una linea vale più di qualsiasi certificato.
La quarta riguarda il carattere: guarda i genitori e come reagiscono a te. Cerchi cani dignitosi e riservati, non cani che si nascondono. Lo standard mette il soggetto eccessivamente timido fra i difetti eliminatori, e in un terrier la timidezza è un problema.
Infine una domanda pratica che dice molto sull’allevamento: fai lo stripping? Un allevatore che lavora il pelo a mano conosce la razza a fondo, e in genere è anche quello che ti insegnerà come gestirlo a casa.

