Addestramento ed educazione dello Scottish Terrier

Come si lavora con un cane indipendente che scava e decide da solo

Lo Scottish Terrier è molto intelligente e per niente ubbidiente, e le due cose non sono in contraddizione: semplicemente non lavora per farti piacere. In questa pagina trovi come impostare i primi mesi, come si gestiscono lo scavo e l’istinto da terrier, e quali attività lo soddisfano.

Sommario

Come si educa uno Scottish Terrier

Cucciolo di Scottish Terrier che impara a nuotare

La regola numero uno è capire con chi hai a che fare: lo standard lo definisce indipendente e molto intelligente, e nella pratica significa che valuta ogni richiesta prima di decidere se conviene.

Funzionano il cibo, le sessioni corte e il tono allegro. Non funziona ripetere un comando cinque volte alzando la voce: se non si è mosso alla prima, alla quinta ha solo deciso che la faccenda non lo riguarda.

Non funzionano nemmeno i metodi duri, e non per moralismo: uno Scottish trattato male non si sottomette, si impunta. È un cane che porta rancore alle situazioni, e le esperienze negative se le ricorda a lungo.

Le cose utili da insegnare presto sono tre: il richiamo, pagato sempre bene, il lascia, perché raccoglie di tutto, e il farsi maneggiare, visto che dal toelettatore ci andrà per tutta la vita.

Un consiglio pratico che vale per tutta la razza: chiudi ogni sessione con un esercizio che gli riesce. Lo Scottish ha un ego, e finire in bellezza fa parte del metodo.

Lo scavo, l’istinto e il richiamo

Scottish Terrier nero che annusa il terreno

È un terrier da tana e va detto prima di prenderlo: scava. Non per dispetto e non per noia soltanto, ma perché è il mestiere per cui è stato costruito, gambe corte e struttura massiccia comprese.

La strada che funziona non è impedirglielo, è dargli un posto dove farlo: un angolo del giardino, una vasca con la sabbia, una zona in cui nascondere premi da dissotterrare. Un terrier a cui si vieta di scavare e basta trova comunque un modo.

Sull’istinto di inseguimento vale la stessa onestà. Un piccolo animale che scappa accende una reazione automatica, e il richiamo in quel momento arriva dopo. Si allena, si paga bene, ma in aree non recintate la longhina è la scelta ragionevole.

Con gli altri cani è audace ma mai aggressivo, dice lo standard, e la socializzazione dei primi mesi serve proprio a mantenerlo così. Attenzione ai rapporti fra maschi adulti, che nei terrier vanno sempre curati.

Un’ultima cosa che riguarda la vita in casa: lo Scottish è attento al minimo rumore, lo scrive anche il suo standard. Segnala volentieri, e se nessuno gli insegna quando smettere diventa un cane che abbaia più del necessario.

Che attività fare con uno Scottish Terrier

Non gli servono chilometri, gli serve qualcosa da fare. Due uscite vere al giorno, con il tempo di annusare, e qualche gioco che usi la testa bastano a tenerlo equilibrato.

L’attività che gli calza meglio è la ricerca olfattiva, in casa o in giardino: premi nascosti, scatole da esplorare, tappetini da annusare. È la versione domestica del lavoro in tana, e lo stanca molto più di una passeggiata lunga.

Funziona bene anche l’agility in versione tranquilla, con salti bassi per via delle gambe corte e della schiena, e la rally obedience, che alterna esercizi semplici a spostamenti continui.

Quello che non funziona è la vita da soprammobile. Uno Scottish che non ha niente da fare diventa un cane che abbaia, che scava dove non deve e che sviluppa manie: non è cattiveria, è noia in un cane nato per lavorare.

Sul caldo, un’attenzione pratica: con quel doppio mantello nero d’estate soffre. Le uscite lunghe si spostano all’alba e alla sera, come per tutti i cani scuri.