Storia ed origine del Pudel Pointer
Un barone silesiano, una Pudel di nome Molly e un Pointer regalato a un futuro imperatore
Quasi tutte le razze hanno un’origine nebulosa, fatta di cani di paese e di ipotesi. Il Pudel Pointer no: sappiamo chi lo ha voluto, in che anno, e come si chiamavano i due cani da cui è partito tutto.
In questa pagina: Hegewald e l’idea del 1881, Molly e Tell, il club del 1897 e l’esperimento di incrocio che è ancora aperto.
Sommario
Chi ha creato il Pudel Pointer e perché

L’uomo che ha avuto l’idea si chiamava Sigismund Freiherr von Zedlitz und Neukirch, e nella cinofilia venatoria tedesca dell’Ottocento firmava con lo pseudonimo Hegewald.
Nella foto: un Pointer inglese, cioè una delle due razze di partenza. Delle prime cucciolate del 1881 non esistono fotografie utilizzabili.
Il problema che Hegewald voleva risolvere è quello di tutti i cacciatori tedeschi dell’epoca. Il Pointer inglese era arrivato sul continente ed era straordinario: cerca ampia, ferma solida, velocità. Ma era uno specialista del campo, con il pelo corto, poca voglia di acqua fredda e nessuna vocazione per il bosco e per il recupero del ferito.
Il cacciatore tedesco non aveva bisogno di uno specialista. Aveva bisogno di un cane solo che facesse tutto, e infatti lo standard oggi lo definisce con l’aggettivo che riassume l’intera cinofilia venatoria tedesca: versatile, capace di lavorare in campo, nel bosco e in acqua.
L’idea di Hegewald è di una semplicità disarmante: prendere il naso, la cerca e la ferma del Pointer e aggiungerci il pelo, l’acqua e la docilità del Pudel, il cane da acqua tedesco.
La prima cucciolata nasce nel 1881, in Slesia. Da lì in poi la razza non ha più preso sangue da altre razze da ferma: lo standard lo dice con una frase netta, è nata completamente isolata dalle altre razze da ferma.
Molly e Tell, i due cani da cui è partito tutto

I nomi si sono conservati. La fattrice era una Pudel di nome Molly. Il maschio era un Pointer di nome Tell.
Nella foto: un Barbone cordato. Non è un Pudel Pointer, ma mostra bene che tipo di pelo la razza abbia ereditato dal ramo Pudel.
Su Tell c’è un dettaglio che sembra inventato e invece è documentato dai club di razza: veniva dal canile del Principe di Galles, ed era stato regalato a colui che sarebbe diventato il Kaiser Friedrich III. Il Pointer, all’epoca, era un cane di corte oltre che un cane da caccia.
Una cucciolata sola, però, non fa una razza. La base di allevamento vera si costruisce fra il 1885 e il 1895, con altri ceppi di Pointer e di Pudel messi insieme uno alla volta.
I club di razza tramandano anche i numeri di quella fase: sette Pudel e circa novanta Pointer. Il rapporto dice già tutto sulla direzione presa. Il Pudel ha dato il pelo, l’acqua e la testa; il Pointer ha dato quasi tutto il resto, ed è per questo che lo standard, un secolo dopo, descrive il risultato come un Pointer di tipo pesante.
Il Pudel del 1881 non era un barboncino da salotto

Qui serve una precisazione, perché il nome della razza in italiano trae in inganno più di quanto aiuti.
Nella foto: un Barbone grande di oggi. Il Pudel da caccia dell’Ottocento aveva la stessa origine, ma non veniva toelettato e lavorava in palude.
Il Pudel tedesco dell’Ottocento era un cane da acqua: recuperava le anatre, aveva un pelo lanoso che spesso si incordava da solo e una fama di intelligenza che nella cinofilia venatoria era ben nota. Il barboncino da esposizione, con le tosature geometriche, è una specializzazione successiva della stessa razza.
Però il Pudel Pointer non è un barbone incrociato. È una razza che ha smesso di prendere sangue esterno più di cento anni fa e che da allora si riproduce su se stessa, con un libro genealogico e delle prove di lavoro obbligatorie.
La differenza fra un incrocio e una razza sta tutta qui: non nel punto di partenza, ma in quanti decenni di selezione sono passati sopra a quel punto di partenza.
Il club del 1897 e la selezione sul lavoro
Il 17 luglio 1897, a Darmstadt, Hegewald fonda insieme al cinofilo venatorio Oberlaender, al secolo Carl Rehfus, il Verein der Pudelpointer-Zuechter, l’associazione degli allevatori di Pudel Pointer.
Quel club esiste ancora, con il nome di Verein Pudelpointer, ed è il motivo per cui questa razza è arrivata fino a noi senza dividersi in due, una linea da esposizione e una da lavoro, come è successo a quasi tutte le razze da caccia.
La regola che lo ha impedito è semplice e non è mai stata allentata: per riprodurre un Pudel Pointer in Germania bisogna aver superato le prove di lavoro. Nella pratica: la VJP, la HZP con la prova su sangue, oppure la VGP, più la prova della voce in caccia e una valutazione morfologica almeno sufficiente.
A queste si aggiunge il referto dell’anca e l’esclusione dei soggetti con difetti di carattere. Un cane bellissimo che non ha mai lavorato, qui, non entra in riproduzione.
La stessa logica è arrivata in Nord America, dove i club di razza ammettono alla riproduzione solo soggetti che hanno superato le prove NAVHDA. È una razza rimasta dentro il mondo della caccia per scelta, non per caso.
L’esperimento di incrocio che va avanti dal 1990
C’è una cosa che il Verein Pudelpointer fa e che quasi nessun altro club di razza al mondo si permette: dal 1990 ha riaperto l’incrocio con le due razze di partenza.
Il club lo chiama Zuchtversuch, esperimento di allevamento, ed è esattamente quello che Hegewald fece nell’Ottocento: si prende un Pointer o un Pudel, lo si incrocia con un Pudel Pointer, e si seguono i discendenti generazione per generazione. Oggi il programma è alla terza generazione.
Il motivo è la base genetica. Una razza numericamente piccola, chiusa da più di un secolo, si impoverisce: aumentano i geni recessivi in doppia copia, e con loro le malattie ereditarie. Riaprire il libro è il modo più diretto per rimettere variabilità dentro una popolazione.
È anche un modo scomodo, perché per due o tre generazioni i cani non sono perfettamente nel tipo e qualche cliente storce il naso. Il fatto che un club lo faccia lo stesso, per trentasei anni di fila, dice che l’obiettivo dichiarato non è il ring.
Per chi guarda la cinofilia da fuori, questa è la cosa più interessante di tutta la storia del Pudel Pointer: una razza nata da un incrocio dichiarato nel 1881 che, centoquarant’anni dopo, considera ancora l’incrocio uno strumento e non un tabù.
Il Pudel Pointer oggi
In Germania nascono circa 200 cuccioli l’anno iscritti al libro del club. Non sono pochi per una razza di nicchia, ma sono un decimo di quanto fa un Bracco tedesco a pelo duro.
Fuori dalla Germania la razza è presente in Austria, nei paesi scandinavi e soprattutto in Nord America, dove i cacciatori di uccelli acquatici l’hanno adottata con entusiasmo negli ultimi trent’anni.
In Italia il Pudel Pointer, semplicemente, non c’è. Le registrazioni ENCI dicono zero nascite e zero affissi: non è mai stato allevato nel nostro paese, e i pochi soggetti presenti sono importati.
Non è difficile capire perché. In Italia il posto che il Pudel Pointer occupa in Germania è già occupato, e bene, dal Bracco tedesco a pelo duro e dallo Spinone. Una razza da caccia si diffonde dove serve, e qui non serviva.

