Allevamento del Pudel Pointer
Zero nascite in Italia: come si fa ad avere un cucciolo di questa razza
Su questa razza la pagina Allevamento comincia con un dato che non lascia spazio a interpretazioni: in Italia il Pudel Pointer registra zero nascite e zero affissi. Non è mai stato allevato qui.
In questa pagina: quanto costa, dove si va a prenderlo, perché la selezione tedesca è una delle più severe d’Europa e cosa guardare in una cucciolata.
Sommario
Quanto costa un cucciolo di Pudel Pointer

All’origine, cioè in Germania o in Austria, un cucciolo con pedigree costa fra i 1.000 e i 1.500 euro. Sono cifre normali per un cane da caccia con prove di lavoro alle spalle.
A questi vanno aggiunti dai 200 ai 400 euro fra viaggio, passaporto e pratiche, perché il cucciolo bisogna andarlo a prendere: le nascite italiane sono zero, e non c’è nessun affisso registrato in Italia per questa razza.
In Germania il libro genealogico del club registra circa 200 cuccioli l’anno. Non sono pochissimi, ma sono distribuiti su cucciolate piccole e su una lista di attesa che può arrivare a un anno.
C’è poi una cosa che spiazza chi è abituato ad altre razze: gli allevatori tedeschi vi chiederanno a cosa ti serve il cane. Non è scortesia. È una razza che i club hanno tenuto apposta dentro il mondo della caccia, e a chi non caccia i cuccioli si vendono con molta cautela.
Il primo anno costa fra i 900 e i 1.200 euro fra vaccinazioni, microchip, sverminazioni ed eventuale sterilizzazione, e poi il mantenimento di un cane da 25-30 chili che lavora si assesta sui 90-130 euro al mese.
La toelettatura è quasi una voce a zero: il pelo duro vuole una spazzolata a settimana e qualche stripping leggero, e non va tosato.
Perché la selezione di questa razza è così severa
Il Pudel Pointer ha uno dei regolamenti di riproduzione più duri della cinofilia europea, e per chi compra un cucciolo questa è una notizia ottima.
Per portare un cane alla riproduzione in Germania servono, tutti insieme: il referto ufficiale dell’anca, le prove di lavoro superate (la VJP, la HZP con la prova su sangue oppure la VGP), la prova della voce in caccia, una valutazione morfologica almeno sufficiente e l’assenza di difetti di carattere.
In più c’è la regola che nasce dal paragrafo sulla salute dello standard: i soggetti in cui emerge una predisposizione genetica alla displasia dell’anca o all’epilessia vengono esclusi dalla riproduzione.
In Nord America la logica è la stessa con un altro sistema di prove: i club ammettono alla riproduzione solo cani che hanno superato i test NAVHDA.
Il risultato di tutto questo è che un cucciolo di Pudel Pointer con pedigree del club arriva da due genitori che hanno lavorato e che sono stati controllati. In una razza da caccia è la cosa che conta di più, molto più del colore o del titolo di bellezza.
Cosa chiedere e cosa guardare in una cucciolata
Se decidete di andare a prendere un cucciolo in Germania o in Austria, le domande da fare sono poche e precise.
La prima è il referto dell’anca di entrambi i genitori, che in questa razza è obbligatorio e quindi deve esserci sempre. Se manca, sei fuori dal circuito del club.
La seconda sono le prove di lavoro superate dai genitori. Chiedi quali, non se: VJP, HZP, VGP sono sigle che l’allevatore vi elencherà volentieri.
La terza è l’epilessia, e va fatta senza imbarazzo: chiedi se in linea ci sono stati casi. È una domanda che in questa razza è normale, perché è lo standard stesso a nominarla.
Sul cucciolo, il primo controllo sono gli occhi e le palpebre: devono essere aderenti, perché entropion ed ectropion di qualsiasi grado sono squalifiche dello standard, e le palpebre senza ciglia pure.
Il secondo è il pelo. Anche in un cucciolo si capisce se il pelo sarà duro o morbido, e il pelo corto è una squalifica: cerca l’accenno di barba sul muso, che nei cuccioli nel tipo si vede già.
Il terzo è il colore, che deve essere unicolore marrone, foglia morta o nero, con al massimo piccole macchie bianche.
Il quarto è come reagiscono i cuccioli ai rumori e alle novità. In una razza in cui la debolezza di carattere è una squalifica, un cucciolo che si nasconde è un segnale.
E l’ultima domanda è per te: hai un lavoro da dare a questo cane tutti i giorni, per i prossimi dodici anni? Se la risposta è no, questa non è la razza giusta, e un allevatore serio ve lo dirà prima di noi.

