Allevamento del Prazsky Krysarik

Ventuno cuccioli in sei anni, undici nel solo 2024

In Italia il Pražský Krysařík è appena arrivato: le API dell’ENCI, sul codice 363, registrano 21 cuccioli in sei anni e un solo affisso. Ma undici di quei ventuno sono nati nel solo 2024.

In questa pagina: quanto costa, dove si cerca, le domande sulla salute e la domanda specifica da fare se il cucciolo è merle.

Sommario

Quanto costa un cucciolo di Pražský Krysařík

Cucciolo di Prazsky Krysarik marrone seduto su un tappeto rosso

Un cucciolo con pedigree costa fra i 1.200 e i 2.000 euro. È il prezzo normale di una razza minuscola, poco numerosa e con cucciolate di pochissimi soggetti.

I numeri italiani raccontano una razza che sta entrando adesso: 2 cuccioli nel 2019, zero nel 2020 e nel 2021, 3 nel 2022, 5 nel 2023 e 11 nel 2024.

L’unico affisso registrato è in provincia di Pavia, ed è un allevamento che segue anche altre razze.

Il paese di riferimento resta la Repubblica Ceca, dove la razza è nazionale e ha una popolazione consistente. È nell’Unione Europea, quindi al viaggio bastano il passaporto europeo e l’antirabbica in regola.

Il primo anno costa fra i 500 e gli 800 euro fra vaccinazioni, microchip, sverminazioni ed eventuale sterilizzazione, e poi il mantenimento di un cane da meno di tre chili si assesta sui 40-60 euro al mese. È una delle razze più economiche da mantenere che esistano.

La toelettatura non serve in nessuna delle due varietà: il pelo corto si passa con un panno, quello moderatamente lungo con una spazzola morbida.

VoceQuantoNote
Cucciolo con pedigree1.200-2.000 euroPrezzi da razza minuscola e poco numerosa
Nascite in Italia21 in sei anniCon undici cuccioli nel solo 2024
Affissi in ItaliaUno soloIn provincia di Pavia
Il paese di riferimentoRepubblica CecaÈ nella UE: bastano passaporto e antirabbica
AttesaMesiLe cucciolate sono piccolissime
Primo anno500-800 euroVaccinazioni, microchip, sverminazioni, sterilizzazione
Mantenimento al mese40-60 euroUn cane da meno di tre chili
ToelettaturaZero euroAnche la varietà a pelo lungo si gestisce con una spazzola

Le domande da fare, e quella sul merle

Testa di un Prazsky Krysarik merle con le orecchie erette

Le domande di salute in questa razza si costruiscono su una fonte che di solito nessuno legge in quest’ottica: le squalifiche dello standard.

La prima è la fontanella. Lo standard squalifica i soggetti con la fontanella aperta, il che significa che nella popolazione la cosa esiste. È un controllo che il veterinario fa in pochi secondi sul cucciolo, e va fatto.

La seconda è la dentatura: più di quattro denti mancanti, o due o più incisivi assenti, sono una squalifica. In una bocca così piccola conviene guardarla.

La terza è la rotula, con un controllo ortopedico sui riproduttori, come in tutti i cani sotto i tre chili.

La quarta riguarda i tempi: un cucciolo di una razza da due chili e mezzo non va ceduto troppo presto, per il rischio di ipoglicemia nelle prime settimane. Un allevatore che ve lo offre a otto settimane scarse non vi sta facendo un favore.

E poi c’è la domanda specifica, quella che vale se il cucciolo è merle: quanti dei due genitori sono merle?

La risposta giusta è uno solo. L’accoppiamento merle per merle produce cuccioli doppi merle, in cui i rischi di sordità e di anomalie oculari sono documentati e seri. Non è una questione di gusto estetico: è genetica, e un allevatore serio quell’accoppiamento non lo fa mai.

Lo standard, per parte sua, mette dei paletti anche sul singolo soggetto merle: la presenza di blu nell’occhio fino al 50 per cento dell’area è un difetto, oltre il 50 per cento è una squalifica.

Cosa guardare in una cucciolata

I controlli morfologici sono pochi e semplici, e riguardano soprattutto le cose che lo standard difende con le squalifiche.

Il primo è la testa: il cranio deve essere largo quanto è lungo e mai più largo, perché la testa a mela è una squalifica, e lo è anche un muso troppo corto.

Il secondo sono le orecchie: triangolari, fermi e naturalmente erette. Nel cucciolo si alzano man mano, ma orecchie definitivamente pendenti sono una squalifica.

Il terzo è il colore: le focature devono esserci anche sulla testa – un focato che non le ha è squalificato – e sull’avampetto devono formare due triangoli separati.

Il quarto è il bianco: una macchia sul petto più grande di 1 cm quadrato è un difetto, oltre 2 cm quadrati è una squalifica, e il bianco in qualunque altro punto del corpo o degli arti squalifica.

Il quinto è il pelo: non devono esserci zone glabre in nessuna parte del corpo.

E l’ultima domanda è per te: sei pronti a gestire un cane da 2,6 chili per dodici o quindici anni, con tutto quello che comporta in termini di attenzione? Se sì, è un cane che dà moltissimo e che chiede pochissimo.