Storia ed origine del Posavski Gonic

Un cane dipinto nel 1474 e ancora al lavoro oggi

I cenni storici dello standard del Posavski Gonič sono fra i più ricchi di tutta la nomenclatura FCI, e per un motivo semplice: questa razza ha ritratti datati. Il primo è un affresco del 1474.

In questa pagina: l’antenato illirico, i due affreschi, il manoscritto del vescovo e i numeri italiani, che sono una sorpresa.

Sommario

Il cane dell’affresco di Beram

Chiesa di Santa Maria delle Lastre a Beram, in Istria

Lo standard lo racconta così: nella cappella del cimitero accanto al villaggio di Beram, in Istria, si trova nell’affresco datato 1474, l’Adorazione dei tre Re, un cane color frumento scuro con le orecchie pendenti. Questa fu la prima raffigurazione del segugio della Sava.

Nella foto: la chiesa di Santa Maria delle Lastre a Beram, quella che conserva l’affresco. Gli affreschi dell’interno non sono disponibili come immagini libere, quindi qui c’è l’edificio e non il dipinto: ci sembra giusto dirlo.

Conviene inquadrare il posto. La chiesa di Sveta Marija na Škriljinah è uno dei cicli pittorici più famosi della Croazia, affrescato nel 1474, ed è conosciuta soprattutto per la sua Danza macabra.

Che dentro un ciclo del genere ci sia anche un cane da caccia riconoscibile non è strano: nel Quattrocento i cani nelle scene sacre erano normali, ed è per questo che gli affreschi sono una fonte così preziosa per la cinofilia.

Il secondo ritratto citato dallo standard è del Cinquecento: l’affresco d’altare La maternità della Santa Vergine Maria nella chiesa della Madre degli Angeli a Veli Lošinj, dove è raffigurato quello che il testo chiama l’antenato del Posavatz di oggi.

Prima di tutto questo, lo standard indica l’origine remota: la razza discende da un tipo di segugio illirico rosso con marcature. È il ceppo da cui vengono anche altri segugi balcanici.

Il manoscritto del vescovo e il nome della valle

Posavski Gonic rosso frumento di profilo su un ring

La terza fonte citata dallo standard è un manoscritto del 1719 del vescovo di Đakovo, Petar Bakić, e contiene l’informazione più interessante di tutte.

Il vescovo scrive che l’allevamento di questi segugi era già ben noto nel XIV secolo. Non parla di cani generici: parla di allevamento, cioè di una selezione consapevole, tre secoli prima che nascesse la cinofilia come la conosciamo.

Nel 1854 Franjo Bertić descrive la razza, ed è la prima descrizione moderna che le fonti citano.

Il nome dice da dove viene: Posavski significa della Posavina, cioè della valle della Sava, il grande fiume che attraversa Slovenia, Croazia, Bosnia e Serbia prima di gettarsi nel Danubio a Belgrado. È una zona di boschi umidi e di pianure alluvionali, e il cane è fatto per quel terreno.

La FCI pubblica il primo standard della razza l’8 aprile 1955. Lo standard oggi in vigore è quello croato del 3 novembre 2014, pubblicato nella versione internazionale il 29 maggio 2015.

Ha senso notare una cosa: fra il cane dipinto nel 1474 e quello descritto oggi, la descrizione del colore non è cambiata. Rosso frumento con le marcature bianche, orecchie pendenti, taglia media. Non capita spesso.

Il paradosso italiano

Posavski Gonic seduto in un bosco

Qui arriva il dato che sorprende. In Italia il Posavski Gonič è considerato una razza rara, e sul nostro sito sta fra quelle poco conosciute. Ma le API dell’ENCI, sul codice 154, registrano 746 cuccioli in dieci anni.

Non è un errore: fra il 2015 e il 2024 le nascite annuali vanno da 52 a 111, con una media di settantacinque cuccioli all’anno. Sono numeri da razza viva, non da razza rara.

Il secondo numero è quello che spiega il primo: gli affissi registrati sono uno, in provincia di Nuoro, in Sardegna.

La conclusione si tira da sé: questa razza in Italia è allevata quasi interamente da cacciatori che fanno riprodurre i propri cani senza un allevamento registrato. È esattamente la stessa struttura che si vede nel Petit Bleu de Gascogne, l’altra razza di questo sito con numeri simili.

Non è un giudizio negativo. Molte delle migliori linee da lavoro italiane nascono così, e in una razza riconosciuta con prova di lavoro il criterio di selezione è quello giusto.

Cambia però la strada per arrivare a un cucciolo, e cambiano le domande da fare: ne parliamo nella pagina dell’allevamento.

QuandoCosa succede
L’antenatoUn tipo di segugio illirico rosso con marcature
1474Un cane frumento con le orecchie pendenti compare in un affresco a Beram, in Istria
Che affrescoL’Adorazione dei Magi nella chiesa di Santa Maria delle Lastre
XVI secoloUn secondo affresco a Veli Losinj mostra un antenato della razza
1719Il vescovo Petar Bakic ne parla in un manoscritto
Cosa scriveChe l’allevamento di questi segugi era già noto nel XIV secolo
1854Franjo Bertic descrive il segugio della Sava
8 aprile 1955La FCI pubblica il primo standard della razza
3 novembre 2014Data dello standard oggi in vigore
In Italia746 cuccioli in dieci anni, ma un solo affisso