Addestramento ed educazione del Posavski Gonic

Il segugio che lo standard definisce facile da addestrare

Nel capitolo comportamento dello standard c’è una frase che negli altri segugi non si trova quasi mai: la razza è facile da addestrare. È vera, ed è utile capire fin dove arriva.

In questa pagina: come si lavora con questa razza, il richiamo e il naso, la voce, il movimento che serve e gli errori tipici.

Sommario

Come si addestra un Posavski Gonič

Posavski Gonic visto di fronte, con la lista bianca e il collare

Si parte da tre parole dello standard che vanno lette insieme: facile da addestrare, docile e molto devoto al proprietario. Per un segugio da seguita è una combinazione fortunata.

Il metodo è il rinforzo positivo con sessioni brevi. Lo standard mette la timidezza eccessiva fra le squalifiche e definisce il cane né nervoso né aggressivo: la durezza non serve e con un cane docile è anche controproducente.

La devozione al proprietario è la leva vera. Questo non è un cane che lavora per conto suo come certi primitivi: guarda dove sei, torna a verificare, e su questo si costruisce.

Il richiamo parte quindi da una base migliore della media dei segugi. Va comunque allenato da cucciolo e pagato bene, e va detto onestamente che davanti a una pista fresca perde anche in questa razza: la longhina nei primi mesi serve.

L’istinto di seguita compare presto e non si insegna. Quello che si può fare è indirizzarlo, e chi vuole lavorare seriamente si fa seguire da chi i segugi li conduce.

Un vantaggio pratico di questa razza è la versatilità: lo standard la definisce segugio universale e la indica adatta anche al lavoro alla traccia, al guinzaglio. Vuol dire che si può lavorare su una disciplina controllata, e non solo sulla cerca libera.

La voce, e cosa aspettarsi

Lo standard la chiama chiara e melodiosa. Nel gergo venatorio è un complimento; in un condominio è un’altra cosa, e conviene saperlo prima.

La voce di un segugio serve a dire al conduttore dove è e cosa sta facendo. Si sente da centinaia di metri, e nel bosco anche di più.

Cosa funziona: lavorare sul silenzio a comando in casa, non rinforzare mai l’abbaio da eccitazione o da richiesta, e soprattutto stancare il cane. Un segugio che ha lavorato dorme; un segugio annoiato canta.

Cosa non funziona: pretendere che un cane selezionato da secoli sulla voce diventi silenzioso. Chi ha bisogno di un cane silenzioso deve scegliere un’altra razza, e non c’è niente di male a dirlo.

Un’ultima nota: la voce di questa razza è descritta come chiara, cioè acuta e ben distinta. Non è il basso profondo di un segugio grande, ma non per questo si sente di meno.

Di quanto movimento ha bisogno

Femmina di Posavski Gonic in un giardino

Lo standard apre con resistenza eccellente, e non è una formula. Un adulto chiede due o tre ore al giorno fra movimento e lavoro di naso.

Il naso viene prima delle gambe. Un’ora di ricerca olfattiva stanca questo cane più di due ore di passeggiata, e la nose work è l’attività di sostituzione più sensata per chi non caccia.

La pista di sangue è la disciplina in cui questa razza rende di più, e non lo diciamo noi: lo standard la indica esplicitamente come cane da traccia al guinzaglio. In Italia le prove di pista esistono e sono anche un servizio utile.

Il mantrailing è la terza strada e sfrutta le stesse qualità.

Il dog trekking gli si adatta perfettamente: è un cane da distanza con una struttura asciutta e resistente.

L’obedience funziona meglio di quanto ci si aspetti da un segugio, proprio per quella frase dello standard sull’addestrabilità.

Nel primo anno valgono le regole di sempre: niente salti ripetuti, niente esercizio forzato e niente corsa lunga su asfalto prima dei dodici mesi.

Gli errori tipici con questa razza

Il primo è fraintendere il facile da addestrare. Significa che il cane collabora, non che il richiamo funzioni con il naso su una pista fresca.

Il secondo è sottovalutare la voce. È la cosa che manda in crisi più famiglie ed è anche la più prevedibile.

Il terzo è non usare il naso. Un segugio senza lavoro olfattivo è un cane svuotato, e in casa si vede.

Il quarto è trascurare le orecchie. Pendenti, aderenti e in mezzo ai rovi: senza controllo settimanale le otiti arrivano.

Il quinto è tenerlo fermo. Lo standard apre con resistenza eccellente, e un cane così che non lavora ingrassa e si spegne.

Il sesto è prenderlo come cane da guardia: è socievole con tutti, e l’unica cosa che fa è annunciare chi arriva.