Addestramento ed educazione del Porcelaine

Naso, voce e chilometri: come si gestisce un segugio da lepre

Il Porcelaine è un cane semplice da capire e difficile da contenere: fa una cosa sola, cioè seguire una traccia, e la fa benissimo. Educarlo vuol dire lavorare sul rapporto e accettare quello che la selezione ha messo dentro questo cane.

In questa pagina: le priorità dei primi mesi, il richiamo, la voce, quanto movimento serve e la manutenzione.

Sommario

Le priorità dei primi mesi

Porcelaine bianco e arancio in piedi su un tappeto blu

La prima priorità è il richiamo, e con un segugio va cominciato il primo giorno: ogni settimana che passa il naso prende più spazio, e recuperare dopo è molto più difficile.

La seconda è la socializzazione, che in questa razza è in discesa: è un cane da muta, socievole per selezione con i cani e cordiale con le persone. Basta portarlo in giro.

La terza è il guinzaglio. Venticinque chili di segugio che parte su una traccia sono difficili da tenere: si insegna quando pesa dieci chili, non dopo.

La quarta è l’abitudine alla manipolazione, in particolare delle orecchie: lunghe e ripiegate, andranno controllate ogni settimana per tutta la vita.

Sul metodo: rinforzo positivo e cibo. I segugi lavorano per il naso e per lo stomaco, e le sessioni devono essere brevi e concrete. Non è un cane da obbedienza formale: chiedergli precisione da cane da pastore è una battaglia persa e inutile.

Il richiamo, la voce e il recinto

Sono i tre temi pratici della convivenza con un segugio, e conviene affrontarli con onestà.

Il richiamo. Un Porcelaine su una traccia fresca è un cane che ha smesso di ascoltare: non per disobbedienza, ma perché è esattamente quello per cui esiste. Lo standard lo dice chiaro: il suo lavoro è dirigere il selvatico verso il cacciatore, e per farlo deve seguire la pista fin dove serve.

Si costruisce comunque, e si costruisce bene: in spazi chiusi, pagando sempre, senza mai chiamarlo per fare qualcosa che non gli piace. Ma fuori, in zone con selvaggina, la lunghina resta la scelta ragionevole per tutta la vita.

La voce. È un segugio francese: ha un abbaio profondo, sonoro e continuo quando segue una pista. Non si toglie, perché è lo strumento del suo mestiere. Si gestisce in casa distinguendo l’avviso dalla chiacchiera, ma chi vive in condominio deve sapere che questa razza non è pensata per quel contesto.

Il recinto. Non salta come un podenco, ma segue il naso: se sente qualcosa sotto la rete, scava. La recinzione va controllata in basso e le cancellate vanno chiuse.

Un’ultima cosa che riguarda la vita di tutti i giorni: è un cane che ama gli altri cani. Se puoi portarlo in gruppo, in campo o in passeggiata, è il modo più semplice per renderlo felice.

Quanto movimento serve e cosa gli piace fare

Serve tanto, e non si scappa: almeno due ore al giorno fra movimento e naso, tutti i giorni. È un cane costruito per galoppare leggero per ore, e senza sfogo diventa un problema in casa.

L’attività naturale è il lavoro di naso: nose work, ricerca olfattiva, mantrailing. Un’ora di traccia stanca un segugio più di tre ore di passeggiata al guinzaglio.

Il dog trekking è la seconda scelta ovvia: resistenza, cuscinetti duri e abitudine ai terreni difficili sono nel suo corredo.

In inverno gli sport da tiro come il canicross gli riescono bene, perché ha fiato e struttura da galoppatore. D’estate, con quel pelo raso, va gestito il caldo comunque: uscite presto e acqua sempre.

Per chi caccia, ovviamente, il discorso è diverso: la razza è iscritta con prova di lavoro, e la caccia alla lepre è il suo mestiere. Un Porcelaine che lavora è un cane che in casa non dà nessun problema.

Per chi non caccia, il consiglio pratico è questo: costruite una routine che comprenda almeno una uscita lunga al giorno in un posto dove possa annusare liberamente, in sicurezza. Le passeggiate brevi al piede non funzionano con questa razza.

La manutenzione, e gli errori tipici

Sul pelo non c’è nulla da fare: raso, fine, adagiato e brillante. Un guanto di gomma ogni tanto, e basta. Nessun toelettatore, nessun costo.

Quello che invece va fatto tutte le settimane è controllare le orecchie, che lo standard vuole fini, ben rigirate in dentro: sono belli da vedere e perfette per trattenere umidità e semi.

E le zampe: spazi fra le dita, cuscinetti, unghie. Dopo ogni uscita in campagna.

Fidarsi del richiamo in campo aperto. Su una traccia fresca non vi sente.

Prenderlo in appartamento. La voce e il bisogno di naso non sono compatibili con un condominio.

Dargli solo passeggiate al piede. Senza lavoro di naso non si stanca mai.

Dimenticare le orecchie. È la prima causa di visite dal veterinario nei segugi.

Farlo ingrassare. Un segugio in carne perde velocità e resistenza.

Lasciarlo solo tutto il giorno. È un cane da muta: la solitudine prolungata lo logora.