Carattere e descrizione del Pointer
Aspetto, colori del manto e temperamento: il ritratto completo della razza
Il Pointer inglese è il cane da ferma per eccellenza, tanto che il suo standard porta il numero 1 della lista FCI. In questa pagina trovi quanto è grande, perché il suo muso ha quel profilo concavo che non si vede in nessun’altra razza, i colori ammessi, il carattere che lo standard definisce aristocratico e la malattia genetica che porta il suo nome.
Sommario
Il Pointer in breve
Il Pointer, o Pointer inglese, è un cane da ferma britannico di taglia grande: 63-69 centimetri nei maschi e 61-66 nelle femmine, con il pelo corto e lucido nei colori bianco e limone, arancio, fegato o nero. Lo standard lo definisce aristocratico, con un temperamento gentile ed equilibrato. Vive 12-15 anni ed è una delle razze da caccia più diffuse in Italia.
Quanto è grande un Pointer

È un cane grande e leggero insieme: 63-69 centimetri nei maschi, 61-66 nelle femmine, con un peso che lo standard non indica e che nella pratica sta fra i 20 e i 30 chili.
La descrizione dell’aspetto generale è una delle più belle di tutta la cinofilia e spiega meglio di qualsiasi misura che cane sia: simmetrico e ben costruito in ogni sua parte; il suo profilo presenta una serie di curve aggraziate. Un aspetto forte ma elegante.
Quelle curve non sono un vezzo estetico: sono la ragione per cui un Pointer può galoppare per ore su terreno vario senza consumarsi. L’andatura richiesta è sciolta, che copre molto terreno, e lo standard chiude con una precisazione secca: decisamente non steppante, cioè niente passo alto e teatrale.
Il mantello è coerente con il resto: corto, duro, uniforme e decisamente lucido. Zero toelettatura, ma anche zero protezione dal freddo, cosa che conta se pensi di tenerlo fuori d’inverno.
Il muso concavo, la firma del Pointer
Se guardi la foto di profilo vedi una cosa che nessun’altra razza ha con questa evidenza: la linea del muso non è dritta, è leggermente incavata. È scritto nello standard ed è il dettaglio che ti fa riconoscere un Pointer anche in silhouette.

Le parole esatte sono queste: muso dal profilo un po’ concavo, che termina al livello delle narici, dando un aspetto leggermente incavato al muso, con una leggera depressione sotto gli occhi. Le narici devono essere ampie, morbide e umide, perché questo è prima di tutto un naso con quattro zampe.
Anche gli occhi hanno una descrizione insolita, che riguarda l’espressione più che la forma: brillanti e dall’espressione gentile, non spavaldi né fissi, non sprezzanti. È raro che uno standard descriva uno sguardo con questa precisione, e dice molto sul carattere che si vuole nella razza.
Un dettaglio pratico per chi guarda un cucciolo: nei soggetti bianco e limone lo standard ammette il tartufo e le rime palpebrali più chiari. Non è un difetto di pigmentazione, è previsto.
I colori del Pointer
Lo standard elenca quattro combinazioni normali: bianco e limone, bianco e arancio, bianco e fegato e bianco e nero. In Italia il più comune è il bianco e arancio, ma nessuno dei quattro vale più degli altri.
E poi c’è una riga che sorprende chi conosce altre razze da ferma: anche i mantelli monocolore e tricolore sono corretti. Un Pointer quasi interamente nero o fegato non è un cane fuori standard, è semplicemente meno comune.
Quello che conta, più del colore, è la qualità del pelo: fine, corto, duro, perfettamente liscio e decisamente lucido. Un mantello opaco su un Pointer è spesso il primo segnale che qualcosa nella gestione o nella salute non va.
Il carattere del Pointer

Lo standard usa una parola sola e la mette per prima: aristocratico. Poi aggiunge svelto, con apparenza di forza, resistenza e velocità, e chiude con quella che conta di più per chi ci vive insieme: temperamento gentile, equilibrato.
È la cosa che sorprende chi si aspetta un cane da caccia duro: il Pointer in casa è dolcissimo. Non è un cane da guardia, non è diffidente, non è aggressivo con nessuno, e con i bambini è di una pazienza notevole. Lo standard mette fra i difetti eliminatori sia l’aggressività sia la timidezza eccessiva.
È anche un cane sensibile, che si spegne con i metodi duri e collabora molto volentieri con chi lo tratta bene. Chi ha avuto Pointer racconta sempre la stessa cosa: sono cani appiccicosi, che dormono addosso e che ti seguono da una stanza all’altra.
Il rovescio della medaglia è tutto in campagna. Un Pointer è selezionato per galoppare per ore cercando l’aria, con un’ampiezza di cerca che può portarlo molto lontano. Non è un cane che ti gira attorno: è un cane che va, e poi torna a controllare dove sei.
Questo vuol dire che l’energia non è quella di un cane sportivo qualunque: è altissima. Un Pointer che fa due giri dell’isolato al guinzaglio è un cane che sta male, e lo dimostra in casa come farebbe qualunque cane frustrato.
In compenso, quando ha avuto la sua dose di lavoro, si trasforma: passa il resto della giornata a dormire nel posto più comodo che trova, e nessuno direbbe che è lo stesso cane visto in campagna un’ora prima.
Quanto vive un Pointer e di cosa si ammala
Vive 12-15 anni ed è una razza rustica, tenuta sana da due secoli di selezione sul lavoro. La lista dei problemi è corta, ma contiene una cosa che riguarda solo lui e da conoscere.

Si chiama sindrome da automutilazione acrale ed è una neuropatia sensoriale ereditaria documentata proprio nel Pointer. I cuccioli colpiti, intorno ai quattro mesi, smettono di sentire dolore alle estremità: si leccano e si mordono le zampe fino a ferirsi seriamente, senza rendersene conto.
Nel 2016 uno studio pubblicato su PLOS Genetics ne ha individuato la causa in una mutazione a monte del gene GDNF. È recessiva, quindi due genitori sani portatori possono produrre cuccioli malati, e soprattutto esiste il test del DNA. È la prima domanda da fare a un allevatore.
Il resto è quello che ci si aspetta da un atleta di taglia grande: displasia dell’anca, problemi alle palpebre come entropion ed ectropion, e nei soggetti molto bianchi una maggiore frequenza di sordità congenita.
Poi ci sono i danni da lavoro, che con un cane che galoppa in terreni difficili sono la routine: tagli ai cuscinetti, spine, forasacchi nelle orecchie e nel naso. Dopo ogni uscita si controllano zampe, orecchie e pancia, e in estate si controlla due volte.
A chi è adatto il Pointer
È adatto a chi caccia, prima di tutto: è lì che questo cane dà il meglio e lì che trova la sua ragione. Un Pointer che lavora è un cane completo, e in casa diventa il compagno più facile del mondo.
È adatto anche a chi non caccia ma corre: chi fa canicross, chi va in bicicletta, chi passa i fine settimana in montagna. Non parliamo di una passeggiata lunga, parliamo di ore di movimento vero ogni settimana.
È adatto a chi vuole un cane dolce e senza manutenzione: niente toelettatura, niente odore, poche malattie, tanto affetto. In casa, quando è appagato, è di una tranquillità disarmante.
Non è adatto a chi vive in appartamento senza tempo da dedicargli, a chi cerca un cane da guardia, a chi vuole un cane che resti nel raggio di venti metri al parco. E non è adatto a chi si aspetta un richiamo perfetto in campo aperto: si allena, ma la cerca è nel suo sangue.
Se invece cerchi un cane instancabile fuori e gentilissimo dentro casa, il Pointer è una delle scelte migliori che ci siano. Quando cerchi un cucciolo, la regola resta quella di sempre: genitori testati e allevatore che ti chiede come vivrà il cane.





