Addestramento ed educazione del Piccolo Munsterlander
Un cane che impara con facilita, e un istinto predatorio da gestire
Lo standard dice due cose che, messe insieme, spiegano tutto: è intelligente e impara con facilità, ma ha anche un appassionato e perseverante istinto predatorio. Tradotto: l’educazione di base è semplice, la gestione della caccia no.
Qui dentro: le priorità dei primi mesi, come si costruisce il richiamo in un cane con quell’istinto, quanto movimento serve e quali attività lo appagano.
Sommario
Le priorità dei primi mesi
Con un cane che impara in fretta il rischio è il contrario di quello solito: si insegnano tante cose e si trascurano le due che contano. La prima è la calma, cioè imparare a spegnersi quando non succede niente; la seconda è il richiamo, da costruire prima che scopra quanto è interessante il mondo.
Il metodo è il rinforzo positivo: questo è un cane sensibile e attento all’uomo, e con lui la durezza è del tutto inutile. Lo standard parla di buona solidità di nervi, ma un cane equilibrato lo si rovina lo stesso, se lo si tratta male.
La socializzazione è facile perché è amichevole per costituzione, e la convivenza con altri cani pure: lo standard scrive che può lavorare in muta. Va invece fatto un lavoro specifico sulla città e sui rumori, se il cane vivrà in famiglia.
Sulla ferma vale la regola di tutti i cani da ferma: non si forza nel cucciolo, l’istinto arriva da solo. Il riporto, invece, si gioca subito con oggetti morbidi.
E come sempre nelle razze da lavoro: prima dei dodici-diciotto mesi niente salti, niente corse lunghe su asfalto e niente bicicletta.
L’istinto predatorio e quanto movimento serve

Quel perseverante istinto predatorio dello standard è la cosa da tenere a mente: davanti a un fagiano che si alza o a un capriolo, questo cane parte e insiste. Non si cancella, si gestisce con il guinzaglio nelle zone con fauna e con un richiamo allenato per anni.
Il conto del movimento è di circa due ore al giorno fra passeggiate e attività, con dentro qualcosa che gli faccia usare la testa. La taglia contenuta aiuta: è più semplice stancare un cane da cinquantaquattro centimetri che un Kurzhaar da sessantasei.
L’acqua è un capitolo a parte: il suo pelo è descritto come impermeabile e pensato anche per gli ostacoli dei corsi d’acqua. Nuotare è una delle attività più complete e più appaganti che gli si possano offrire.
Sul fronte del naso, i giochi di ricerca e il nose work valgono quanto una passeggiata lunga e salvano le giornate di pioggia.
Che attività fare con un Piccolo Munsterlander
Le discipline che gli calzano sono quelle dei cani da ferma polivalenti: i working test, che riproducono cerca e riporto senza selvaggina, la pista di sangue sportiva, il mantrailing e il nose work.
Per il movimento puro vanno bene il dog trekking e il canicross, e grazie alla taglia contenuta anche l’agility è praticabile da adulto senza forzare.
Quello che conta più della disciplina è la varietà: un cane definito dal suo standard versatile si annoia a fare sempre la stessa cosa, e alterna volentieri naso, acqua e movimento.
Un’ultima nota che vale per tutti i cani da caccia tenuti in famiglia: la regolarità. Due o tre appuntamenti fissi a settimana più le passeggiate quotidiane fanno la differenza fra un cane equilibrato e un cane che si inventa qualcosa da fare in casa.

