Allevamento del Petit Basset Griffon Vendeen
Quanto costa un cucciolo, il test per il glaucoma e i sei allevamenti italiani
Il Petit Basset Griffon Vendéen in Italia c’è, ma va cercato: 354 cuccioli iscritti all’ENCI fra il 2015 e il 2024, con una tendenza in netto calo, e sei affissi attivi in cinque regioni.
In questa pagina: quanto costa, la domanda sanitaria che conta, cosa chiedere a un allevatore e i numeri anno per anno.
Sommario
Quanto costa un cucciolo di Petit Basset Griffon Vendeen
Un cucciolo con pedigree costa in Italia fra i 1.000 e i 1.600 euro. Con sei allevamenti attivi e poco più di una dozzina di cuccioli l’anno, la lista d’attesa è la norma.
Nel prezzo di un allevatore serio ci sono la prima vaccinazione, il microchip, le sverminazioni, l’iscrizione al libro genealogico, i controlli sanitari dei riproduttori e due mesi di cucciolata cresciuta in mezzo alla gente.
Il mantenimento è quello di un cane fra i quindici e i venti chili: 60-90 euro al mese fra cibo e ordinaria amministrazione.
Sulla toelettatura c’è una buona notizia: quasi non serve. Il pelo di questa razza non si tosa e non si sagoma, va solo spazzolato, e lo si fa in casa in dieci minuti un paio di volte a settimana.
La spesa che invece nessuno mette in conto è la recinzione. Un segugio che scava e che segue le tracce ha bisogno di un giardino chiuso, controllato anche sotto la rete. È il tipo di investimento che si fa una volta e che evita il peggio.
Un avvertimento sui cuccioli senza pedigree: in una razza con numeri così piccoli, l’unica garanzia che il cane sia un PBGV, e non un incrocio somigliante, è il documento.
La domanda da fare all’allevatore: gli occhi
Il tema sanitario principale della razza riguarda gli occhi. Il Kennel Club chiede il test del DNA per il glaucoma primario ad angolo aperto, che nella sigla dei laboratori è il POAG-5.
Il glaucoma è un aumento della pressione all’interno dell’occhio. Nella forma ereditaria il danno è progressivo e, se non viene individuato in tempo, porta alla cecità. Un cane doloroso, per giunta: il glaucoma fa male.
Il test del DNA si fa una volta sola e dice se un cane è esente, portatore o affetto. Come per tutte le malattie recessive, la regola pratica è semplice: basta che uno dei due genitori sia esente perché nessun cucciolo si ammali.
La seconda cosa da chiedere è lo schema ufficiale per gli occhi, cioè la visita periodica da uno specialista, con un referto recente: la data conta quanto l’esito.
La terza è la diversità genetica, che il Kennel Club mette esplicitamente fra le priorità di questa razza. Con dodici cuccioli l’anno in Italia, chiedere da che linee vengono i genitori non è pedanteria.
Una domanda in più che vale sempre: dove sono cresciuti i cuccioli? Un cane da muta cresciuto in mezzo ad altri cani e ai rumori di casa parte molto avvantaggiato.
Cosa guardare quando si va a vedere una cucciolata

La prima cosa da guardare non sono i cuccioli: è la madre. In una razza descritta come docile ma volitiva, il temperamento della femmina dice molto su come saranno i figli.
La seconda sono gli anteriori. Lo standard mette gli anteriori torti o semitorti fra i difetti eliminatori, e non è un capriccio estetico: è esattamente il difetto per cui, prima di Abel Dezamy, questi cani lavoravano male. Le zampe davanti devono essere diritte.
La terza è il pelo. Deve essere duro: un cucciolo con il pelo morbido, setoso o lanoso avrà da adulto un mantello che lo standard considera un difetto eliminatorio.
La quarta è la taglia dei genitori. La forbice è stretta (34-38 cm, con un centimetro di tolleranza) e la taglia fuori standard è eliminatoria: un allevatore serio sa esattamente quanto misurano i suoi cani e ve lo dice.
L’ultima è la più semplice: chiedi di vedere i cani adulti in movimento. Lo standard chiede un’andatura molto sciolta e senza sforzo, ed è una cosa che si vede in dieci secondi.
Il Petit Basset Griffon Vendeen in Italia, anno per anno
I numeri raccontano una razza che sta perdendo terreno. Il decennio si apre con 58 cuccioli nel 2015, 54 nel 2016 e 56 nel 2017: cifre da razza minore ma stabile.
Poi la discesa: 43 nel 2018, un crollo a 17 nel 2019, una ripresa a 44 nel 2020, e infine 22, 33, 14 e 13.
In totale 354 cuccioli in dieci anni, ma con la seconda metà del periodo che vale poco più della metà della prima.
Gli affissi attivi sono sei: due in Veneto (province di Treviso e Venezia), uno in Liguria (Genova), uno in Piemonte (Novara), uno in Lombardia (Pavia) e uno in Sicilia (Agrigento). Per l’elenco aggiornato si guarda il sito dell’ENCI.
Se non trovi posto, l’alternativa naturale è la Francia, dove la razza è a casa sua e dove i numeri sono ben altri. In quel caso il pedigree straniero si fa trascrivere all’ENCI presentando il documento originale del kennel club di origine.
Ha senso aggiungere una cosa: in Francia questo cane è ancora un cane da caccia vero, e molte cucciolate nascono in ambienti venatori. Non è un male, anzi: sono cani selezionati anche sul lavoro. Va solo saputo che il cucciolo arriverà con un motore acceso.

