Carattere e descrizione dell’Ogar Polski
Il segugio polacco: taglia, sella nera e focature, voce e carattere
L’Ogar Polski è il segugio nazionale della Polonia: un cane di taglia grande – 56-65 cm nei maschi – muscoloso e piuttosto pesante, con la sella nera e le focature, e una voce che i cacciatori chiamano dare voce.
In questa pagina: com’è fatto, il mantello, il carattere – che lo standard descrive meglio di quasi tutti gli altri segugi – la salute e a chi è adatto.
Sommario
L’Ogar Polski in breve
Razza polacca, gruppo 6 (segugi e affini) sezione 1.1 (segugi di grande taglia), con prova di lavoro, standard FCI 52. Altezza 56-65 cm nei maschi e 55-60 nelle femmine. Mantello con sella nera o grigio scuro e focature dal giallo scuro al mogano. Le prime notizie sui cani da caccia in Polonia sono dell’XI secolo; la razza moderna nasce nel 1959 da quattro cani importati dopo la guerra. In Italia non è mai nata.
Com’è fatto un Ogar Polski

È un segugio di taglia grande: 56-65 cm nei maschi e 55-60 nelle femmine, per un peso che sta di solito fra i 25 e i 32 chili. Il peso non è fissato dallo standard, che chiede solo che sia proporzionato.
La frase che lo descrive meglio è nell’aspetto generale, ed è di un’onestà rara: muscoloso, di costruzione piuttosto pesante, che assicura resistenza ma non velocità. Pochi standard ammettono che il proprio cane non è veloce.
L’andatura lo conferma: trotto lento, e in caccia un galoppo non molto veloce. Questo è un cane che non prende la preda correndo: la consuma.
La testa è piuttosto pesante e di profilo disegna un rettangolo. Il labbro superiore è spesso e pendente, con gli angoli in pieghe, e le guance sono carnose.
Gli occhi sono leggermente obliqui, marrone scuro, con un’espressione dolce – e lo standard aggiunge un dettaglio che raramente si legge: nei cani anziani la palpebra inferiore può essere un po’ lassa.
La pelle è liscia e tesa sul corpo, ma forma rughe sulla fronte, e la giogaia pende in pieghe: è la faccia da segugio classica.
La coda ha una descrizione da cane di lavoro: pendente arriva appena sotto il garretto, e durante la caccia il cane la porta sotto la linea dorsale e leggermente di lato.
Il mantello: sella nera e focature

Il colore dell’Ogar Polski è uno solo, ma descritto con precisione: una sella nera o grigio scuro che copre nuca, dorso, entrambi i fianchi e la parte superiore della coda, e focature in tutte le sfumature dal giallo scuro al mogano.
Le focature stanno su testa – specialmente sopra gli occhi – muso, orecchie, davanti al collo, spalle, avampetto, ventre, cosce e arti.
C’è un dettaglio che si vede in tutte le foto e che è nello standard: le orecchie sono sempre di una sfumatura più scura di focato rispetto al resto.
Il bianco è ammesso ma solo in posti precisi: lista sulla testa e sulla canna nasale, macchia sul petto, bianco sugli arti o solo sulle dita, e punta della coda.
Il pelo è corto e liscio su testa, muso, orecchie e arti; sul resto del corpo è di media lunghezza, fitto e duro, un po’ più lungo su nuca, natiche e sotto la coda. Il sottopelo è denso e morbido: è un cane fatto per stare fuori nei boschi polacchi.
Per chi lo tiene la gestione è minima: una spazzolata a settimana e nessuna toelettatura.
Il carattere dell’Ogar Polski

Il capitolo del comportamento di questo standard è uno dei più belli da leggere, perché spiega anche il gergo dei cacciatori: l’Ogar, come tutti i segugi, insegue la selvaggina sulla traccia calda abbaiando forte.
E poi il dettaglio che nessun altro standard mette: la voce è più bassa nel maschio e più alta nella femmina. Chi caccia con una muta riconosce i propri cani dalla voce, e la razza è stata selezionata anche su questo.
Lo standard spiega perfino i termini: l’abbaio sulla traccia i cacciatori lo chiamano dare voce, e l’inseguimento rumoroso si chiama la caccia.
Poi arriva la frase che sorprende chi conosce i segugi: questo eccezionale cane da caccia è anche un ottimo cane di famiglia, facile da mantenere, devoto alla casa e diffidente con gli estranei.
È insolito. La maggior parte degli standard dei segugi da muta si limita a descrivere il lavoro; questo dice esplicitamente che il cane sta bene anche in famiglia.
Le due cose da mettere in conto restano quelle di tutti i segugi: abbaia, e con una voce profonda che si sente da lontano, e segue le tracce, quindi il richiamo va lavorato e lo spazio recintato serve.
Aggressività e timidezza sono squalifiche, insieme a una terza voce che nella nomenclatura si legge di rado: il soggetto atipico.
Quanto vive e di cosa si ammala

Su questa razza non esistono studi sanitari pubblicati: è una popolazione piccola e concentrata in Polonia. L\’aspettativa di vita è di 12-14 anni.
Il problema più frequente è quello di tutti i segugi con le orecchie lunghe e pendenti: le otiti. L’orecchio chiuso trattiene umidità e calore, e nei cani che lavorano in acqua e nel sottobosco il rischio aumenta.
La gestione è semplice ma va fatta: controllo settimanale, pulizia con un prodotto adatto e asciugatura sempre dopo il bagno o dopo il lavoro in acqua.
Le altre cautele sono quelle dei cani grandi che lavorano: lastre ufficiali di anche e gomiti dei riproduttori, e attenzione alla torsione dello stomaco, con pasti divisi e niente attività intensa vicino ai pasti.
Le pieghe di labbra e giogaia vanno tenute asciutte: dopo che beve, un segugio con queste labbra si porta dietro mezza ciotola.
Il resto sono i rischi del bosco: forasacchi, spine, zecche e tagli ai cuscinetti. E il peso: un segugio che non lavora ingrassa in fretta, e trenta chili diventano trentotto senza che ve ne accorgiate.
A chi è adatto l’Ogar Polski

È adatto a cacciatori e a persone che vivono in campagna con spazio recintato, e – lo dice lo standard, non noi – può essere anche un buon cane di famiglia, cosa che nei segugi da muta non è scontata.
Non è adatto al condominio: la voce di un segugio da cinghiale non è una cosa che si gestisce in un appartamento.
Non è adatto a chi vuole un cane da sguinzagliare al parco: una traccia interessante vince su qualsiasi richiamo.
Non è adatto a chi tiene animali piccoli in giardino, anche se il predatorio di questo segugio è meno esplosivo di quello di un terrier.
Non è adatto a chi cerca obbedienza formale: è un cane che lavora con il naso e con la testa bassa.
È adatto invece a chi cerca un cane rustico, resistente, dolce in casa e con una voce che nei boschi si sente a chilometri. In Italia, però, non ne è mai nato uno: chi lo vuole parte dalla Polonia.

