Carattere e descrizione del Mastiff
Aspetto, colori del manto e temperamento: il ritratto completo della razza
Il Mastiff, che in Italia molti chiamano mastino inglese, è il cane più pesante del mondo e uno dei più tranquilli che ci siano. In questa pagina trovi quanto è grande e perché lo standard non lo dice, i tre colori ammessi e la regola della maschera nera, il carattere descritto dallo standard e la parte che va letta prima di tutto il resto: quanto vive e di cosa si ammala.
Sommario
Il Mastiff in breve
Il Mastiff, o mastino inglese, è un cane da guardia britannico di taglia gigante: in genere 70-80 centimetri al garrese per 68-100 chili, anche se lo standard FCI non indica né altezza né peso. Pelo corto nei colori albicocca, fulvo o tigrato, sempre con la maschera nera. Lo standard lo descrive come calmo, affettuoso con i padroni, ma buon guardiano. Vive 7-10 anni.
Quanto è grande un Mastiff

Qui c’è una sorpresa che quasi nessuno racconta: lo standard FCI del Mastiff non indica né l’altezza né il peso. Non c’è nessun numero, in tutto il documento. È una scelta rara, che questa razza condivide con poche altre.
Al posto delle misure c’è una frase che vale come dichiarazione di intenti: la taglia è desiderabile, ma solo se viene associata alla qualità e se viene mantenuta l’assoluta solidità della costruzione. L’altezza e la sostanza sono importanti se le due cose sono armoniosamente combinate.
Tradotto: grosso sì, ma non a scapito della struttura. È un modo elegante di dire che un Mastiff enorme e cedevole nelle articolazioni vale meno di un Mastiff più contenuto e solido, e in una razza dove la gente insegue i chili è una precisazione che pesa.
Nella pratica un maschio adulto sta sui 76 centimetri al garrese e oltre, le femmine dai 70, e il peso viaggia fra i 68 e i 100 chili. È la razza più pesante del mondo, più del San Bernardo e più dell’Alano, che invece la batte in altezza.
Sul record c’è un nome che gira sempre: Zorba, un Mastiff inglese finito sul Guinness dei primati nel 1989 con circa 155 chili. La categoria è stata poi ritirata proprio per non incoraggiare chi ingrassava i cani per battere un primato.
La testa del Mastiff e le rughe che vanno e vengono
La testa è la parte che lo standard descrive con più cura: deve apparire ben squadrata da qualsiasi parte la si guardi, e la larghezza deve essere pari ai due terzi della lunghezza totale.

C’è poi un dettaglio che è utile conoscere prima di guardare un cucciolo: la fronte deve essere piatta ma formare rughe quando il cane è in attenzione. Le pieghe sono un’espressione, non un arredamento fisso. Un Mastiff corrugato anche mentre dorme ha semplicemente troppa pelle, ed è la strada che porta ai problemi alle palpebre.
Il muso è corto e largo, ma deve restare funzionale: il collo è molto muscoloso, con una circonferenza di appena due o tre dita inferiore a quella del cranio, un dettaglio che dice quanto sia potente la parte anteriore di questo cane.
Tutto questo insieme dà quello che lo standard chiama la combinazione di imponenza e coraggio: un cane che non deve sembrare feroce, deve sembrare solenne.
I colori del Mastiff
I colori ammessi sono tre: albicocca, fulvo e tigrato. Nessuno vale più degli altri, e le sfumature dentro ciascuno sono libere. Quello che invece non è libero è la maschera.
Lo standard è preciso: in ogni caso muso, orecchie e tartufo devono essere neri, con il nero che contorna i bordi degli occhi e si estende verso l’alto, nella regione situata fra le orbite. È la firma della razza, quella che rende riconoscibile un Mastiff anche da lontano.
L’unico divieto esplicito riguarda il bianco: eccessivo bianco su corpo, torace o piedi è inaccettabile. Una traccia minima si tollera, una pettorina bianca no. E attenzione, come sempre, a chi vende colori rari: nel Mastiff non ne esistono, ci sono tre colori e basta.
Il carattere del Mastiff

Lo standard lo riassume in tre righe da leggere per intero: una combinazione di imponenza e coraggio. Calmo, affettuoso con i padroni, ma buon guardiano. Normalmente indifferente con gli estranei; la timidezza è inaccettabile.
La parola chiave è indifferente. Il Mastiff non è un cane che aggredisce e non è nemmeno un cane che fa le feste: gli estranei li registra, li valuta e in genere decide che non lo riguardano. Se qualcosa non gli torna si mette in mezzo, e con novanta chili non serve che faccia altro.
In casa è calmo in un modo che sorprende. Dorme moltissimo, si muove piano, non è un cane che gira per la casa cercando qualcosa da fare. È affettuosissimo con la sua famiglia e ha la tendenza, tipica dei molossi, a piazzarsi addosso alle persone senza rendersi conto di quanto pesa.
Con i bambini di famiglia è notoriamente paziente, ma la taglia va gestita: un colpo di coda involontario a un bambino piccolo basta a farlo cadere. È una questione di fisica, non di carattere.
La timidezza, dice lo standard, è inaccettabile, e insieme all’aggressività è un difetto eliminatorio. Un Mastiff insicuro è un problema serio proprio per la mole, ed è il motivo per cui la socializzazione da cucciolo non è un optional.
Ultima cosa, quella che diverte chi ci vive: è un cane testardo in silenzio. Non discute e non ringhia, semplicemente rallenta e ti guarda. E quando decide di non muoversi sono novanta chili di opinione contraria.
Quanto vive un Mastiff e di cosa si ammala
Questa è la parte da leggere prima di innamorarsi della razza: il Mastiff vive 7-10 anni. È una delle vite più brevi della cinofilia, ed è il prezzo che si paga per una mole simile. Chi sceglie un Mastiff lo fa sapendo che sarà una storia intensa e breve.
I temi di salute sono quelli dei giganti, ma con qualche accento suo. Le displasie di anca e gomito sono frequenti: nei controlli ufficiali circa il 19% dei soggetti risulta negativo, quindi le radiografie dei genitori sono la base minima da pretendere.
La torsione dello stomaco è l’emergenza da conoscere prima che accada, perché il Mastiff ha uno dei toraci più profondi in assoluto: pasti frazionati, niente attività intensa dopo mangiato e riconoscere i segni può salvargli la vita.
C’è poi una cosa che riguarda proprio questa razza: la cistinuria di tipo III, un difetto renale documentato nel Mastiff che porta a calcoli e blocchi urinari. Esiste un test del DNA sul marcatore associato, e un allevatore serio lo conosce.
Sul quotidiano, la regola d’oro riguarda il primo anno e mezzo: un cucciolo che deve arrivare a settanta o ottanta chili va fatto crescere piano. Niente salti, niente scale, niente corse su superfici dure e soprattutto niente sovralimentazione per farlo diventare grosso in fretta. È il danno più comune e il più evitabile.
A chi è adatto il Mastiff
È adatto a chi cerca un cane tranquillo e ha lo spazio per un animale di questa mole. Non ha bisogno di sport, non chiede chilometri, si accontenta di passeggiate regolari e passa la maggior parte della giornata a dormire. Sulla carta è un cane facile da tenere.
È adatto a chi ha già avuto molossi, o quantomeno a chi sa che un cane da guardia da ottanta chili va educato dal primo giorno, perché quello che non insegni a venti chili non lo correggi più a ottanta.
È adatto anche a chi ha un budget serio: fra cibo, veterinario e farmaci dosati sul peso, il mantenimento sta sui 200-300 euro al mese, e un intervento chirurgico su un cane di questa taglia costa in proporzione.
Non è adatto a chi vive in un piccolo appartamento senza spazi, a chi non ha modo di gestire il caldo d’estate, a chi cerca un compagno sportivo. E non è adatto a chi non sopporta la bava, perché con quelle labbra ce n’è, ovunque.
Ma soprattutto non è adatto a chi non è pronto ad accettare che sette-dieci anni sono pochi. Se invece ti va bene tutto questo, il Mastiff è uno dei cani più solenni e affettuosi che si possano tenere in casa. Quando cerchi un cucciolo, la regola resta la stessa: genitori radiografati e allevatore che risponde alle domande.




