Allevamento del Mastiff
Quanto costa un cucciolo, i 9 affissi italiani e le domande da fare
Il Mastiff in Italia è una razza rara e cara da mantenere, e questo cambia il modo di cercare un cucciolo: pochi allevamenti, liste d’attesa e la necessità di guardare i controlli sanitari più che il prezzo. In questa pagina trovi i numeri veri e le domande da fare prima di lasciare una caparra.
Sommario
Quanto costa un cucciolo di Mastiff

In un allevamento con affisso ENCI un cucciolo di Mastiff costa fra i 1.500 e i 2.500 euro. È una forbice normale per un molosso gigante, e dentro ci sono i controlli sui genitori, il pedigree, le vaccinazioni, il microchip e le prime otto settimane con la madre.
Ma su questa razza il prezzo d’acquisto è la voce meno importante del conto. Il mantenimento di un cane da ottanta chili viaggia sui 200-300 euro al mese fra cibo e accantonamento veterinario, e ogni farmaco, ogni anestesia e ogni intervento costa in proporzione al peso.
Ha senso fare un conto onesto prima, non dopo: sette-dieci anni di un cane così sono un impegno economico serio, e un’operazione d’urgenza per una torsione dello stomaco può costare quanto il cucciolo.
Sul risparmio vale la solita regola, che qui pesa il doppio: su un cane da guardia di ottanta chili, il carattere dei genitori e i loro controlli valgono più di qualsiasi sconto. Un Mastiff insicuro o displasico costa molto di più di quello che hai risparmiato.
Le iscrizioni ENCI anno per anno
Sono numeri piccoli e altalenanti, tipici di una razza tenuta in piedi da pochi allevamenti.
Il totale del decennio è di 740 cuccioli, con il minimo nel 2015 a 34 e il massimo nel 2018 a 115. Gli allevamenti con affisso ENCI dedicati alla razza sono nove: quattro nel Lazio, tre in Toscana e due in Sicilia.
Con numeri così, la lista d’attesa è la norma e ha senso mettersi in coda invece di cercare scorciatoie. Un dettaglio che aiuta a capire il contesto: la razza è stata ricostruita dopo il 1945 partendo da pochissimi soggetti, quindi la variabilità genetica è limitata e le scelte dell’allevatore contano più che altrove.
Le domande da fare a un allevatore di Mastiff
La prima riguarda le articolazioni: radiografie ufficiali di anca e gomito di entrambi i genitori, con i risultati alla mano. Nei controlli internazionali circa il 19% dei Mastiff risulta negativo, quindi non è una formalità.
La seconda è specifica di questa razza: i genitori sono testati per la cistinuria? È un difetto renale documentato nel Mastiff, esiste un test del DNA sul marcatore associato e un allevatore serio lo conosce senza che tu debba spiegarglielo.
La terza è quella che su un molosso gigante vale più di tutte: quanti anni sono vissuti i tuoi cani e di cosa sono morti? Su una razza che vive sette-dieci anni, la longevità della linea è l’informazione più importante che esista.
La quarta riguarda il carattere: chiedi di vedere i genitori e guarda come reagiscono a te. Cerchi un cane indifferente e tranquillo, non uno che si agita e nemmeno uno che si nasconde. Lo standard mette la timidezza fra i difetti inaccettabili proprio per questo.
Infine le solite: dove crescono i cuccioli, se puoi vedere la madre, a che età li consegna, e che indicazioni dà sulla crescita. Un allevatore che ti spiega quanto e come far mangiare un cucciolo nel primo anno e mezzo ti sta dando la cosa più utile di tutte.

