Allevamento del Manchester Terrier
Quanto costa un cucciolo, il test per la JDCM e i numeri italiani
Il Manchester Terrier in Italia è in crescita: 217 cuccioli iscritti all’ENCI in dieci anni, con il picco di 38 nel 2022 e tre affissi attivi.
In questa pagina: quanto costa, la domanda sanitaria che viene prima di tutte, cosa chiedere a un allevatore e i numeri anno per anno.
Sommario
Quanto costa un cucciolo di Manchester Terrier
Un cucciolo con pedigree costa in Italia fra i 1.200 e i 1.800 euro. Con tre allevamenti attivi e una ventina o trentina di cuccioli l’anno, è una razza che si trova senza attese impossibili.
Nel prezzo di un allevatore serio ci sono la prima vaccinazione, il microchip, le sverminazioni, l’iscrizione al libro genealogico, i test genetici dei riproduttori e due mesi di cucciolata cresciuta in casa.
Il mantenimento è basso: 50-70 euro al mese per un cane da sei o otto chili. E c’è una voce che in questa razza semplicemente non esiste: la toelettatura. Con un pelo fitto, liscio, corto e lucente bastano un panno e una spazzola morbida.
L’unica spesa in più rispetto ad altri cani piccoli è il cappottino invernale, che con questo pelo non è un accessorio di moda.
Il cucciolo senza pedigree è da evitare, e in questa razza per una ragione precisa: esiste una malattia cardiaca ereditaria fatale che si previene solo con un test genetico sui riproduttori, e senza documenti non sai nemmeno chi siano.
La domanda da fare prima di tutte: il test per la JDCM

La JDCM, cardiomiopatia dilatativa giovanile, è la ragione per cui in questa razza il test genetico non è una formalità: è una malattia fatale che colpisce i cani giovani e che può causare morte improvvisa.
È causata da una mutazione del gene ABCC9, che regola un canale del potassio nel cuore, e si trasmette in modo autosomico recessivo: servono due copie del gene perché il cane si ammali.
Questo è insieme il problema e la soluzione. Il problema: un cane portatore sta perfettamente bene e non dà nessun segnale, quindi la mutazione circola senza farsi vedere. Si stima che circa il venti per cento della popolazione mondiale dei Manchester toy e degli English Toy Terrier sia portatrice.
La soluzione: basta che uno dei due genitori sia libero perché nessun cucciolo di quella cucciolata possa ammalarsi. Un solo test del DNA, fatto una volta nella vita del riproduttore, chiude la questione.
La domanda da fare, testuale: i genitori sono testati per la JDCM? Posso vedere i referti di tutti e due? Un allevatore preparato ve li manda subito; una risposta vaga è il momento giusto per cercare altrove.
La seconda domanda riguarda la malattia di von Willebrand di tipo 1, un disturbo della coagulazione anch’esso con test del DNA, che il Kennel Club britannico mette fra gli schemi prioritari della razza.
Cosa chiedere a un allevatore di Manchester Terrier
Oltre ai due test genetici, ci sono le domande che valgono per ogni razza e alcune specifiche.
Sul carattere: chiedi di vedere la madre e osserva come reagisce a te. Lo standard vuole un cane acuto, sveglio, allegro e soprattutto giudizioso: un adulto pauroso o sopra le righe è un segnale.
Su dove crescono i cuccioli: in casa, in mezzo ai rumori e alle persone. In una razza riservata con gli estranei le prime otto settimane pesano molto.
Sui piccoli animali: chiedi se in allevamento ci sono gatti e come si comportano i cani. È un’informazione pratica utilissima se hai un gatto a casa.
Poi le condizioni minime di sempre: consegna non prima dei 60 giorni, microchip, vaccinazioni e pedigree.
E una domanda che ti conviene fare per te stessi: chiedi di vedere un adulto in casa. Il Manchester è un cane che in fotografia sembra severo ed elegante, e dal vivo è tutta un’altra cosa: appiccicoso, allegro e sempre sotto la coperta.
Il Manchester Terrier in Italia: i numeri dell’ENCI

Fra il 2015 e il 2024 l’ENCI ha iscritto 217 cuccioli di Manchester Terrier, ed è una delle poche razze di questa serie che negli ultimi anni è cresciuta invece di calare.
La prima metà del decennio si muove fra i 13 e i 24 cuccioli l’anno. Poi la crescita: 23 nel 2020, 30 nel 2021, il picco di 38 nel 2022, 28 nel 2023 e 17 nel 2024.
Gli affissi attivi sono tre: due in Emilia Romagna, in provincia di Bologna e di Rimini, e uno in Sardegna, in provincia di Sassari.
Il motivo di questa piccola fortuna italiana è facile da capire: è un cane piccolo che non perde pelo, non ha odore, non richiede toelettatura, vive quattordici o sedici anni ed è equilibrato in casa. È il profilo che oggi molte persone cercano, e il Manchester ce l’ha per natura.
Il consiglio pratico è quello di sempre: contatta tutti e tre gli allevamenti, chiedi i referti dei test prima di parlare di prezzi e prenotazioni, e se puoi andate a vedere gli adulti.

