Addestramento ed educazione del Cane Lupo Cecoslovacco

Perché non funziona il metodo del pastore tedesco, e cosa funziona invece

Il Cane Lupo Cecoslovacco impara in fretta, e questa è la parte facile. La parte difficile è che decide se gli interessa. Qui trovi come si costruisce il richiamo su un cane con un predatorio alto, quanto movimento serve, che recinzione ci vuole, quali attività rendono su questa razza e i tre errori che si pagano cari.

Sommario

Perché non si addestra come un pastore tedesco

Il pastore tedesco è stato selezionato per eseguire: gli dai un comando, lo fa, e se glielo ripeti venti volte lo fa venti volte meglio. Il Cane Lupo Cecoslovacco non funziona così.

Cane Lupo Cecoslovacco condotto al trotto nel ring di una esposizione

Lui capisce l’esercizio alla terza ripetizione. Alla quinta si chiede perché lo stiate ancora facendo. Alla decima si allontana. Non è disobbedienza: è un cane che valuta il senso di quello che gli chiedi, e la ripetizione fine a se stessa per lui non ne ha.

Da qui discendono tre regole pratiche. Le sessioni sono corte, cinque minuti sono già tanti, e si chiude sempre mentre il cane vorrebbe ancora giocare. Si cambia spesso, perché la varietà tiene viva l’attenzione più di qualsiasi premio. E si lavora in positivo: sulle correzioni dure questa razza non si sottomette, si chiude, e recuperare la fiducia costa mesi.

Un’altra differenza che spiazza: il Cane Lupo Cecoslovacco non lavora per compiacerti. Lavora per il cibo, per il gioco, per la caccia e per il piacere di fare qualcosa insieme a te. Se cerchi un cane che ti guardi negli occhi in attesa di ordini, hai preso la razza sbagliata; se invece ti diverte l’idea di negoziare con un pari, questo è il cane giusto.

Le prime sedici settimane decidono tutto

Su questa razza la socializzazione precoce non è un consiglio: è la differenza tra un cane che vive nel mondo e un cane che ne ha paura.

La diffidenza è scritta nello standard, quindi c’è comunque. Quello che decidi tu è quanto grande sarà il mondo dentro cui quella diffidenza è gestibile. Un cucciolo che tra le otto e le sedici settimane ha visto città, autobus, bambini, ombrelli, biciclette, pavimenti scivolosi e persone con il cappello diventerà un adulto prudente ma sereno. Un cucciolo cresciuto in giardino diventerà un adulto che si spaventa in centro, e a trenta chili un cane spaventato è un problema serio.

Il lavoro comincia prima di te, dall’allevatore: le prime otto settimane in un ambiente domestico, con rumori e persone, contano quanto le tue. È una delle domande da fare quando scegli la cucciolata.

Una cosa che non funziona: forzarlo. Se un cucciolo di questa razza ha paura di qualcosa e tu lo trascini verso quella cosa, hai peggiorato la situazione e hai speso un pezzo della sua fiducia. Si lavora a distanza, si accorcia poco alla volta, e si lascia sempre che sia lui a fare l’ultimo passo.

Il richiamo, il guinzaglio e la recinzione

Cane Lupo Cecoslovacco che gioca sulla sabbia in riva a un lago

Queste tre cose vanno insieme, perché rispondono tutte alla stessa domanda: come si tiene un cane che ha un istinto predatorio alto e una capacità di allontanarsi che non ti aspetti.

Il richiamo si costruisce da subito e non si smette mai. Si paga sempre, ogni volta, con qualcosa che valga: un cane che torna e non trova niente di interessante impara che tornare non conviene. E non si richiama mai per fare qualcosa che al cane non piace, tipo mettere il guinzaglio e andare a casa. Anche con un lavoro fatto bene, molte persone che convivono con questa razza scelgono di non lasciarlo mai libero in aree non recintate: non è una sconfitta, è realismo.

Il guinzaglio lungo da dieci o quindici metri è l’attrezzo giusto, non un ripiego. Gli lascia la libertà di annusare e di allontanarsi, ti lascia il controllo, e soprattutto permette di allenare il richiamo in sicurezza per mesi. Va usato su pettorina, mai sul collare.

La recinzione è la voce che nessuno mette in conto quando decide di prendere un cane lupo cecoslovacco, e poi diventa la prima spesa. Serve alta almeno due metri, perché saltano, e chiusa anche sotto o con una fondazione interrata, perché scavano. Una rete da un metro e mezzo, per questo cane, è un suggerimento.

Una precisazione che fa risparmiare frustrazione: se scappa, non sta scappando da te. Sta seguendo qualcosa. È una differenza che conta, perché significa che il lavoro da fare non è sulla relazione ma sulla gestione dell’ambiente.

Quanto movimento serve

Molto più di quello che pensi, e soprattutto di un tipo diverso. Il metro non è quanto corre ma quanto a lungo: questo è un cane da resistenza, non da scatto.

Un adulto in salute ha bisogno di almeno due ore al giorno fuori casa, con una parte in cui può muoversi liberamente e annusare. Due giri dell’isolato al guinzaglio corto non sono un’uscita: sono un passaggio. Nel fine settimana, un’escursione di quattro o cinque ore in montagna è nelle sue corde, e alla fine sarà lui a chiederti se si continua.

Al movimento va aggiunta la testa, che su questa razza stanca più delle gambe. Venti minuti di ricerca olfattiva in giardino valgono un’ora di corsa. Nascondere il cibo, farglielo cercare, usare tappetini e giochi di attivazione mentale: sono le cose che tengono buono un cane lupo cecoslovacco nelle giornate in cui piove.

E poi c’è la cosa più semplice e più sottovalutata: fargli annusare. Una passeggiata di un’ora in cui decide lui dove mettere il naso lo appaga più di dieci chilometri di corsa a fianco della bici.

Le attività giuste per un Cane Lupo Cecoslovacco

Non tutti gli sport cinofili rendono su questa razza. Quelli che funzionano hanno due caratteristiche: durano e hanno un senso per il cane.

Due Cani Lupo Cecoslovacchi che camminano affiancati in un campo

Il mantrailing è probabilmente l’attività migliore in assoluto. È ricerca di una persona su traccia olfattiva: il cane usa il naso, decide lui il percorso, e tu lo segui. È esattamente il rapporto che questa razza vuole, e i risultati arrivano in fretta.

Il canicross, il dog trekking e in generale gli sport di traino sono la seconda famiglia. Qui gioca la struttura: torace stretto, arti lunghi, trotto radente, resistenza al freddo. Un cane lupo cecoslovacco in tiro su un sentiero innevato è nel posto per cui è stato costruito.

Funzionano bene anche la ricerca olfattiva sportiva e le prove di obedience, a patto di dosare le ripetizioni. Rendono meno l’agility, dove la richiesta di velocità e precisione ripetuta lo annoia in fretta, e le discipline di difesa, dove la sua reattività selettiva non è quello che serve.

Un’ultima nota che vale per tutte: questo cane non lavora per il punteggio. Se l’attività diventa un dovere smette di funzionare, e lo capisci subito perché comincia a fare le cose lentamente.

I tre errori che si pagano

Il primo è prenderlo e lasciarlo in giardino ad aspettare che cresca. È l’errore più comune e il più difficile da recuperare: a un anno ti ritrovi un cane grande, spaventato dal mondo e fisicamente ingestibile. Le prime sedici settimane non tornano.

Il secondo è trattarlo come un lupo. Le teorie sul capobranco, sul mettersi sopra, sul mangiare per primi: su questa razza non solo non funzionano, fanno danni. Non è un lupo, è un cane che porta il 30% di genoma lupino, ed è comunque un animale che con l’uomo ci convive da settanta generazioni. Quello che vuole è chiarezza, non sottomissione.

Il terzo è mollare sulla coerenza. Se il divano è vietato deve essere vietato sempre, anche il giorno in cui sei stanco. Questa razza testa le regole con una pazienza notevole, e ogni eccezione viene registrata e riutilizzata. Non è furbizia: è un animale che cerca il confine reale, e se il confine si sposta continuerà a cercarlo.

Se rientri a casa e trovi il disastro, la domanda giusta non è cosa c’è che non va in lui: è cosa gli è mancato oggi.