Carattere e descrizione del Lhasa Apso

Quanto e grande, i colori del mantello e il carattere di un cane tibetano

Il Lhasa Apso sembra un cane da salotto e invece è un cane di montagna: viene dal Tibet, e ogni dettaglio del suo aspetto, a partire dal pelo che gli copre gli occhi, ha un motivo pratico. In questa pagina trovi quanto è grande, tutti i colori ammessi, il carattere descritto dallo standard e i temi di salute che chi lo sceglie deve conoscere.

Sommario

Il Lhasa Apso in breve

Il Lhasa Apso è un cane da compagnia originario del Tibet, alto 25 centimetri nei maschi e con un peso che lo standard non indica, in pratica 6-8 chili. Ha un pelo lungo, pesante, diritto e duro che gli ricade sugli occhi, e un carattere che il documento FCI riassume in tre parole: allegro e deciso, sveglio e talvolta riservato con gli estranei. Vive 12-15 anni.

TagliaPiccola
Altezza al garreseMaschi 25 cm, femmine leggermente più piccole
PesoNon indicato dallo standard: in genere 6-8 kg
Vita media12-15 anni, con soggetti che arrivano a 18
MantoLungo, pesante, diritto e DURO, con moderato sottopelo
ColoriDorato, sabbia, miele, grigio scuro, ardesia, fumo, nero, bianco, pluricolore
Livello di energiaMedia: passeggiate quotidiane, niente sport di resistenza
Adatto aChi vive in appartamento e ha venti minuti al giorno per il pelo

Quanto è grande un Lhasa Apso

Primo piano di un Lhasa Apso col pelo che ricade davanti agli occhi

Lo standard indica un’altezza ideale di 25 centimetri al garrese per i maschi e leggermente meno per le femmine. Il peso non compare: nella pratica un Lhasa adulto sta fra i sei e gli otto chili.

Sotto tutto quel pelo c’è un cane più lungo che alto e compatto: la lunghezza dalla spalla alla natica, dice il documento, supera l’altezza al garrese. L’aggettivo che lo standard usa è robusto, e non è un caso.

Il dettaglio più famoso è il pelo che ricade sugli occhi, con baffi e barba. Ma la frase che quasi nessuno cita è quella subito dopo: ma senza alterare la capacità visiva del cane. Il ciuffo è tipico, l’ostacolo alla vista no.

Sui denti c’è una particolarità che sorprende chi arriva da altre razze: la chiusura corretta è a forbice rovesciata, con gli incisivi superiori che appoggiano dietro quelli inferiori. In molte razze sarebbe un difetto, qui è lo standard.

Il muso è di circa 4 centimetri, un terzo della lunghezza della testa, con la canna nasale diritta. Conviene dirlo: il Lhasa non è un cane brachicefalo, non ha il muso schiacciato dello Shih Tzu o del carlino, e non ha i problemi respiratori che ne derivano.

La coda è portata sopra il dorso e, dice il documento con una nota affettuosa, spesso ha un nodo all’estremità.

CosaCosa dice lo standard
Altezza al garreseMaschi 25 cm, femmine leggermente più piccole
PesoNon indicato: nella pratica 6-8 kg
ProporzioniPiù lungo che alto: la lunghezza spalla-natica supera l’altezza
MusoCirca 4 cm, un terzo della lunghezza della testa, canna nasale diritta
Chiusura dei dentiA forbice ROVESCIATA: nel Lhasa e quella corretta
CodaPortata sopra il dorso, spesso con un nodo all’estremita

Il pelo del Lhasa Apso e a cosa serve

Lo standard descrive un pelo lungo, pesante, diritto e duro, non lanoso né serico, con moderato sottopelo. Quel duro è importante: il Lhasa non ha il pelo morbido da peluche che molti si aspettano, e non deve averlo.

Il motivo lo scrive il documento stesso, nella parte storica, ed è la cosa più bella di questa razza: il suo pelo, lungo e duro, con un denso sottopelo, gli fa da isolante durante l’inverno, ed il pelo ricadente davanti agli occhi lo protegge dal vento, dalla polvere e dai riverberi di luce.

Tradotto: quel ciuffo è un paio di occhiali da sole tibetani. In un altopiano dove il sole rimbalza sulla neve, serve a non restare abbagliati.

C’è anche una riga che dice tutto sul buon senso di questo standard: il pelo non deve mai impedire il movimento. Un Lhasa con un mantello così lungo da non poter camminare non è un Lhasa più bello, è un Lhasa fuori standard.

Sul piano pratico questo significa venti minuti al giorno, o quasi, di spazzolatura se si tiene il pelo lungo. Chi non ha quel tempo può tenerlo corto, ed è una scelta legittima: nella pagina sull’addestramento trovi come si gestisce l’uno e l’altro.

I colori del Lhasa Apso

Qui lo standard è di una generosità rara. L’elenco è lungo: dorato, sabbia, miele, grigiastro scuro, ardesia, fumo, pluricolore, nero, bianco o brunastro.

Sabbia e miele
Sabbia e miele
Le tonalita chiare, spesso con la maschera scura sul muso.
Bianco
Bianco
Più raro degli altri e il più impegnativo da tenere pulito.
Pluricolore
Pluricolore
Più colori insieme, senza che nessuno valga più degli altri.

E poi arriva la frase che chiude ogni discussione: tutti ugualmente accettabili. Non c’è un colore migliore, non c’è un colore raro che valga di più, non c’è una gerarchia.

Conviene saperlo prima di leggere un annuncio: se qualcuno ti chiede di più per una tonalità rara, ti sta raccontando qualcosa che il documento ufficiale della razza smentisce in tre parole.

Una cosa vera, invece, è che il colore di un cucciolo di Lhasa può cambiare crescendo, a volte parecchio: molti soggetti schiariscono con l’età.

ColoreNota
DoratoUno dei più diffusi e dei più richiesti
Sabbia e mieleLe tonalita chiare, spesso con la maschera scura sul muso
Grigiastro scuro, ardesia, fumoI grigi, dal più chiaro al quasi nero
NeroAmmesso al pari degli altri
BiancoPiù raro, e il più impegnativo da tenere pulito
BrunastroLe tonalita sul marrone
PluricolorePiù colori insieme: perfettamente in standard
La regolaLo standard chiude con TUTTI UGUALMENTE ACCETTABILI: nessun colore vale di più

Il carattere del Lhasa Apso

Lhasa Apso col pelo lungo e il ciuffo raccolto

Lo standard lo liquida in due righe che però sono precise: allegro e deciso. Sveglio, serio ma talvolta riservato con gli estranei.

Deciso è l’aggettivo che spiega tutto. Il Lhasa non è un cane arrendevole: ha opinioni, e non cambia idea per farti piacere. Chi cerca un cane piccolo che esegue e basta resterà sorpreso, e non in senso positivo.

Riservato con gli estranei è l’altra chiave. Non è timidezza e non è aggressività, è distanza: valuta chi arriva, decide con calma e non si butta addosso alle persone. Con i suoi, invece, è tutt’altra cosa.

Dalla riservatezza viene anche la sua fama di segnalatore: il Lhasa avvisa. In un appartamento significa che sentirai la sua opinione sull’ascensore, sul pianerottolo e sul citofono, ed è un tema su cui si lavora fin da cucciolo.

Sveglio, infine, è vero: capisce in fretta, impara volentieri se la cosa lo diverte e si annoia se gli si chiede di ripetere. Le sessioni corte funzionano, le lezioni lunghe no.

Con i bambini va bene, con un’avvertenza che riguarda lui: sotto quel pelo c’è un cane da sei chili, che non ama essere strapazzato e che, essendo deciso, prima o poi lo fa capire. Con gli altri cani convive tranquillamente se è stato socializzato da giovane.

Quanto vive un Lhasa Apso e di cosa si ammala

Lhasa Apso accucciato nella sua cuccia

Vive 12-15 anni, e non è raro trovare soggetti che arrivano ai diciotto. È una razza longeva, ma ha un problema serio che va conosciuto prima di scegliere un allevamento: la displasia renale.

È una malformazione congenita dei reni, che vengono al mondo già mal formati. Si manifesta spesso prima dei cinque anni, con sete e urinazione eccessive, calo di peso e spossatezza. Non esiste una cura: si può solo sostenere il cane e allungargli la vita con la dieta e le terapie.

Non c’è un test del DNA affidabile per questa, e per questo l’unica arma è la trasparenza dell’allevamento sulla storia sanitaria della linea. È una domanda che va fatta, e la reazione dell’allevatore dice già molto.

Il secondo tema riguarda gli occhi. C’è l’atrofia progressiva della retina, che porta lentamente alla cecità e che nel Lhasa è legata a una mutazione specifica del gene IMPG2: qui il test del DNA esiste, quindi va chiesto.

E c’è l’occhio secco, la cheratocongiuntivite secca: l’occhio produce poche lacrime, si arrossa e si riempie di secrezione. Si diagnostica con un test semplice in ambulatorio e si gestisce con le gocce, ma va presa presto.

Il resto è quello di tutti i cani piccoli: la lussazione della rotula, con la solita regola dei salti dal divano da evitare, e il peso da tenere sotto controllo, che sotto tutto quel pelo è più facile perdere di vista di quanto si creda.

CosaDi che si trattaCosa fare
Displasia renaleMalformazione congenita dei reni, spesso vista prima dei cinque anniChiedere la storia sanitaria della linea: e il tema serio della razza
Atrofia progressiva della retinaPorta alla cecita, nel Lhasa e legata al gene IMPG2Esiste il test del DNA: chiederlo sui genitori
Occhio seccoLa cheratocongiuntivite secca: occhio arrossato e appiccicosoSi diagnostica con un test semplice e si tiene sotto controllo
Lussazione della rotulaIl problema di tutti i cani piccoliNiente salti dal divano e peso sotto controllo
Il pelo e la pelleSotto un mantello così i problemi si vedono tardiSpazzolare a fondo e non solo in superficie

A chi è adatto il Lhasa Apso

È adatto a chi vive in appartamento e cerca un cane piccolo ma non fragile. Il Lhasa non ha bisogno di correre per chilometri, gli bastano due o tre uscite vere al giorno.

È adatto a chi apprezza un cane con carattere. Se ti piace l’idea di un cane che ha opinioni, che ti guarda, che decide di venire perché ha deciso lui, qui trovi quello che cerchi.

È adatto anche a chi vive da solo o a chi ha una casa tranquilla: è un cane che sta bene con le sue persone e che non ha bisogno di confusione intorno.

Non è adatto a chi non ha tempo per il pelo. È il punto su cui la gente sottovaluta questa razza: venti minuti al giorno se lo si tiene lungo, oppure la scelta di tenerlo corto, che va fatta con consapevolezza e non per resa.

Non è adatto a chi vuole un cane obbediente per natura, né a chi non sopporta un cane che segnala. E non è adatto a chi cerca un peluche da tenere in braccio: sotto la frangia c’è un cane di montagna con un carattere tutto suo.

Se invece ti riconosci in questo ritratto, il passo successivo è la pagina sull’allevamento: in Italia i Lhasa nascono in pochi posti, e sapere cosa chiedere conta il doppio.