Allevamento del Lapinporokoira
Ventuno cuccioli in dieci anni in Italia: dove si cerca e cosa chiedere
In Italia il Lapinporokoira è una razza da lista d’attesa: le API dell’ENCI, sul codice 284, registrano 21 cuccioli in dieci anni e un solo affisso, in provincia di Pordenone.
In questa pagina: quanto costa, dove si cerca, quali controlli chiedere ai genitori e cosa guardare in una cucciolata.
Sommario
Quanto costa un cucciolo di Lapinporokoira
In Italia un cucciolo con pedigree costa indicativamente fra i 1.000 e i 1.500 euro. Il problema, più che il prezzo, è la disponibilità: con un solo affisso registrato le cucciolate sono un evento, e negli anni 2015, 2016, 2017 e 2022 non ne è nata nessuna.
In Finlandia, dove nel 2021 sono stati registrati 334 cuccioli, l’offerta è tutta un’altra cosa e i prezzi sono quelli di un cane da lavoro nordico.
Se il cane arriva dall’estero, alle spese si aggiungono viaggio e pratiche, fra i 300 e i 600 euro, più passaporto europeo e vaccinazione antirabbica in regola.
Il primo anno costa fra i 700 e i 1.000 euro tra vaccinazioni, microchip, sverminazioni ed eventuale sterilizzazione. Poi il mantenimento si assesta sugli 80-110 euro al mese per un cane da venticinque chili che si muove molto.
La toelettatura non è una voce di spesa: il pelo è duro e si pulisce da solo, serve una spazzolata a settimana e la pazienza durante le due mute annuali.
Dove si cerca, e cosa chiedere

Il riferimento è la Finlandia, dove la razza vive e lavora, più il singolo affisso italiano in Friuli Venezia Giulia. Qualche soggetto si trova anche in Svezia e negli altri paesi nordici.
La prima domanda è il certificato oculistico dei genitori. In Finlandia la razza rientra nel PEVISA, il programma contro le malattie ereditarie, e per questa razza il programma richiede l’esame degli occhi dei riproduttori: è una condizione per registrare la cucciolata, non un optional.
La seconda sono le lastre ufficiali di anche. I risultati della razza sono buoni, ma resta un cane da lavoro di venticinque chili.
La terza riguarda il carattere dei genitori: lo standard vuole un cane docile, calmo e amichevole, e mette aggressività e timidezza fra le squalifiche. Passare del tempo con la madre dice più di dieci telefonate.
La quarta riguarda voi. In una razza che il kennel club nazionale sconsiglia a chi cerca solo compagnia, un allevatore serio vi chiederà come vivi, quanto uscite e cosa hai in mente di fare con il cane. Se non ve lo chiede, è il segnale sbagliato.
E la quinta è la domanda che chiarisce tutto: il cucciolo è un Lapinporokoira o un Finnish Lapphund? Sono due razze diverse dal 1966, e chi le confonde nel parlare potrebbe confonderle anche altrove.
Cosa guardare in una cucciolata

I cuccioli di questa razza nascono scuri e cambiano parecchio nei primi mesi. Ci sono comunque cose che si vedono già, e altre che si chiedono.
Il primo controllo è il colore: fondo nero in una delle sue sfumature – anche grigiastro o marrone scuro – con le marcature più chiare su testa, arti e parti basse. Il bianco su collo, petto e arti è ammesso. Un cucciolo fulvo o sable è fuori standard, perché quei colori squalificano.
Il secondo è la coda: deve essere attaccata bassa. Una coda che a quattro mesi si arrotola sul dorso non è tipica della razza.
Il terzo sono le orecchie: si alzano nelle prime settimane. Un orecchio appena ripiegato in punta è accettato dallo standard, quelli pendenti no.
Il quarto è il pelo: sotto le mani si deve sentire il sottopelo. Il pelo morbido o ondulato è un difetto, e l’assenza di sottopelo pure.
Il quinto è il comportamento: cuccioli curiosi, che vengono avanti, che seguono i rumori. È una razza descritta come docile e amichevole, e un cucciolo che si nasconde in fondo al box va guardato con attenzione.
E il sesto sono le carte: pedigree, certificato oculistico e lastre delle anche di entrambi i genitori.
Il Lapinporokoira in Italia, oggi
I numeri dell’ENCI raccontano una razza presente ma con il fiato corto: 21 cuccioli fra il 2015 e il 2024, con il picco di sette nel 2021 e sei nel 2023, e quattro anni completamente a zero.
L’unico affisso registrato è in provincia di Pordenone, in Friuli Venezia Giulia, ed è dedicato solo a questa razza. Non è poco: significa che qualcuno ha scelto di portarla avanti in un paese dove le renne non ci sono.
Per chi la cerca, la conseguenza pratica è semplice: bisogna mettersi in lista e aspettare, oppure guardare alla Finlandia, dove ne nascono più di trecento all’anno.
E conviene ripetere la cosa più importante, perché nelle razze rare l’entusiasmo fa danni: questo è un cane da lavoro, e il kennel club del suo paese lo sconsiglia a chi cerca solo un cane da compagnia. Prenderlo per l’aspetto e scoprirlo dopo non fa un favore a nessuno, tanto meno al cane.

