Addestramento ed educazione del Lapinporokoira
Un cane che vuole un lavoro, e che abbaia mentre lo fa
Lo standard del Lapinporokoira lo definisce docile e volenteroso al lavoro: tradotto, è un cane facile da addestrare e difficile da tenere senza far niente.
In questa pagina: come si gestisce l’abbaio, come si dà un lavoro a un cane da renne che vive in Italia, cosa fare con l’istinto di conduzione e quali attività funzionano.
Sommario
L’abbaio: è lo strumento di lavoro

Nello standard c’è scritto: abbaia prontamente quando lavora. Non è una nota a margine, è il modo in cui questo cane muove le renne. Chi lo prende deve sapere che la voce fa parte del pacchetto.
Il primo passo è capire quando abbaia. Un Lapinporokoira che abbaia mentre lavora o gioca sta facendo il suo mestiere; uno che abbaia da solo in giardino per mezz’ora sta dicendo che si annoia.
Sul secondo caso si lavora togliendo il motivo: non lasciarlo fuori da solo per ore, schermare la recinzione dove passa la gente, riempirgli la giornata di attività vere.
Sul primo si lavora con il controllo: si insegna un comando di silenzio premiando i secondi in cui smette, e lo si allena a bassa eccitazione prima di provarlo in mezzo al gioco.
Quello che non funziona è urlare: per un cane selezionato per lavorare con la voce, una persona che alza la voce è una persona che partecipa.
In condominio questa razza è una scelta difficile, e conviene dirlo prima di comprarla e non dopo.
L’istinto di conduzione in una vita normale
Un cane che per generazioni ha riportato le renne al gruppo non smette di farlo perché vive in Italia. L’istinto si vede quando qualcuno corre, quando un membro della famiglia si allontana dal gruppo, quando i bambini giocano in giardino.
La gestione non è reprimere, è reindirizzare. Il cane deve avere un modo lecito di fare quella cosa: un gioco che insegue, un oggetto da spingere, un’attività che ha un inizio e una fine.
Il treibball – lo sport in cui il cane spinge grandi palloni verso una porta – è la traduzione sportiva più diretta del suo mestiere. Non serve avere renne per fare condotta.
Con i bambini si lavora su entrambi i lati: si insegna al cane un’alternativa e si insegna ai bambini a fermarsi invece di scappare, perché un bambino che corre urlando è il segnale di partenza più efficace del mondo.
E si tiene presente una cosa: questo cane non morde per condurre come fanno gli heeler, lavora soprattutto con il movimento e con la voce. Il problema, in casa, è più il rumore che i denti.
Quanto lavoro gli serve

Il Kennel Club finlandese scrive che non è un cane adatto a chi vuole solo un cane da compagnia. È la frase più utile che si possa leggere prima di prenderne uno.
Un adulto ha bisogno di due ore al giorno fra movimento vero e lavoro di testa, e di un impegno costante: non basta la settimana bianca di attività seguita da dieci giorni di divano.
In Finlandia molti soggetti fanno agility – la costruzione asciutta e il movimento libero glielo permettono – obedience, rally obedience e prove di lavoro. L’ammissione alle prove di lavoro è uno dei motivi per cui le registrazioni sono cresciute.
La nose work funziona sempre e costa poco in termini di articolazioni: dieci minuti di ricerca stancano più di mezz’ora di passeggiata distratta.
Il dog trekking è la sua dimensione naturale: il trotto instancabile di cui parla lo standard è fatto per le distanze.
L’attenzione va al caldo: è un cane artico con doppio mantello, e in estate l’attività si sposta all’alba e alla sera.
Gli errori tipici con questa razza
Il primo è prenderlo per il suo aspetto. Somiglia a un cane da compagnia nordico, ma è un cane da lavoro con la voce inclusa.
Il secondo è confonderlo con il Finnish Lapphund e aspettarsi lo stesso cane. Sono due razze separate dal 1966, e il Lapinporokoira è quello più orientato al lavoro.
Il terzo è punire l’abbaio invece di gestirlo: si ottiene un cane confuso, non un cane silenzioso.
Il quarto è lasciarlo solo in giardino tutto il giorno pensando che lo spazio basti. Non basta mai, in nessuna razza da lavoro.
Il quinto è strafare col caldo: un cane artico che corre a mezzogiorno d’agosto è un cane in difficoltà, anche se non ve lo dice.
Il sesto è non dargli niente da imparare. È docile e vuole compiacere: se non gli insegnate voi qualcosa, impara da solo, e le sue idee raramente coincidono con le tue.

