Allevamento del Kuvasz

Quanto costa un cucciolo e perché in Italia non ne nasce nemmeno uno

Il Kuvasz è una delle pochissime razze riconosciute dalla FCI che in Italia non ha né nascite né allevamenti. In questa pagina trovi cosa dicono i numeri ENCI, quanto costa un cucciolo all’estero e le domande da fare quando si compra a distanza.

Sommario

Quanto costa un cucciolo di Kuvasz

Cucciolo di Kuvasz di nove settimane sdraiato sulla sabbia

Un cucciolo di Kuvasz con pedigree FCI costa fra i 1.000 e i 1.800 euro. Il prezzo però è la parte più semplice: la difficoltà vera è trovarlo.

Siccome in Italia non ci sono allevamenti, il riferimento sono l’Ungheria, dove la razza è di casa, e poi Austria, Germania, Slovacchia e Repubblica Ceca. Ai costi del cucciolo si aggiungono quindi i viaggi, che sono almeno due: uno per vedere i cani e uno per prendere il cucciolo.

VoceQuantoNota
Cucciolo con pedigree FCI1.000-1.800 euroIn Italia non ci sono allevamenti: si guarda a Ungheria, Austria, Germania e Slovacchia
Il viaggio200-500 euroAndare a vedere i cuccioli e poi tornare a prenderli
Mantenimento90-150 euro al meseCibo per un cane da 50-60 kg, antiparassitari, veterinario
Recinzioneda mettere in contoUn guardiano senza confini chiari e un problema per tutti
Le cure di un cane grandepiù care della mediaDalle anestesie ai farmaci, tutto si paga a peso

Il mantenimento è quello di un cane da cinquanta o sessanta chili: fra i 90 e i 150 euro al mese solo di cibo e gestione ordinaria, senza contare che in un cane di questa mole ogni cura veterinaria costa più che in un cane piccolo, perché i farmaci si dosano a peso.

C’è poi una spesa che non è un’opzione: la recinzione. Un guardiano senza confini seri è un problema per il vicinato e un rischio per il cane stesso.

Le domande da fare a un allevatore di Kuvasz

La prima riguarda le anche: i genitori hanno le lastre ufficiali, e con quale risultato? In un cane che arriverà a sessanta chili questa è la domanda numero uno, e la risposta deve essere un documento, non una rassicurazione.

La seconda riguarda la tiroide e gli occhi, che insieme alle anche compongono i controlli chiesti ai riproduttori dal club americano della razza.

La terza riguarda il carattere dei genitori, e va verificata di persona. Lo standard chiede un cane coraggioso e sicuro di sé: un riproduttore pauroso o incontrollabile è un problema che si trasmette ai cuccioli.

La quarta riguarda la consanguineità. Dopo il crollo della guerra la base genetica della razza è rimasta stretta, quindi chiedere il pedigree completo e guardare quanto si ripetono gli stessi nomi non è pignoleria.

La quinta riguarda l’ambiente in cui crescono i cuccioli. Un guardiano che nasce isolato in un box e vede solo l’allevatore parte con uno svantaggio serio: deve incontrare persone, rumori e situazioni fin dalle prime settimane.

E poi c’è la parte che riguarda l’acquisto a distanza. Le regole sono semplici e non si negoziano: vedere i cuccioli e la madre di persona almeno una volta, diffidare di chi propone spedizioni con corriere, verificare che pedigree, microchip e passaporto europeo siano in regola, e ricordare che un cucciolo non può viaggiare prima delle quindici settimane se deve attraversare le frontiere con la vaccinazione antirabbica in regola.

Un allevatore serio, sentendoti dall’estero, ti farà a sua volta molte domande. Se non te ne fa nessuna, è il segnale che stai parlando con la persona sbagliata.

Il Kuvasz in Italia: i numeri dell’ENCI

I dati italiani si riassumono in una riga: fra il 2015 e il 2024 l’ENCI non ha registrato nessuna nascita di Kuvasz, e non risulta nessun allevamento con affisso dedicato alla razza.

È una situazione che nel panorama delle razze FCI si vede raramente. Perfino razze considerate rarissime hanno qualche cucciolata ogni due o tre anni: qui la casella è vuota.

Il motivo principale è la concorrenza in casa. L’Italia ha il Pastore Maremmano Abruzzese, che fa lo stesso mestiere, ha la stessa taglia e lo stesso mantello bianco, ed è disponibile ovunque. Chi cerca un guardiano bianco, da noi, trova prima lui.

Per chi vuole comunque un Kuvasz la conseguenza pratica è doppia: non solo il cucciolo va cercato all’estero, ma anche dopo, in Italia, sarà un cane che quasi nessuno riconosce. Lo scambieranno per un Maremmano o per un Golden bianco, e ai controlli veterinari sarà spesso il primo esemplare della razza che il veterinario si trova davanti.

Non è un motivo per rinunciarci, ma è bene saperlo prima: prendere un Kuvasz in Italia significa accettare di essere quasi soli.