Allevamento del Piccolo Levriero Italiano

Quanto costa un cucciolo, i 25 affissi italiani e cosa chiedere

Il Piccolo Levriero Italiano è una razza italiana con numeri sani e allevamenti ben distribuiti. In questa pagina trovi i prezzi reali, i numeri ENCI e le domande da fare, con un capitolo dedicato a quello che va messo in conto prima di prendere un cane così fragile.

Sommario

Quanto costa un cucciolo di Piccolo Levriero Italiano

Due cuccioli di Piccolo Levriero Italiano

In un allevamento con affisso ENCI un cucciolo di Piccolo Levriero Italiano costa fra i 1.200 e i 2.000 euro. Con venticinque allevamenti e poco più di trecento cuccioli l’anno, la disponibilità è discreta ma l’attesa esiste.

Il mantenimento ordinario è basso, fra i 50 e gli 80 euro al mese: è un cane da quattro chili con un pelo che non chiede nulla.

DovePrezzo indicativoCosa comprende
Allevamento con affisso ENCI1.200-2.000 euroPedigree, vaccinazioni, microchip e controlli sui genitori
Il mantenimento50-80 euro al meseCibo, antiparassitari e accantonamento veterinario
Il guardaroba30-80 euroCappottini e maglioni: con quel pelo raso non sono un vezzo
Le cure dentali150-300 euro a detartrasiIn questa razza e una voce ricorrente, non un’eventualita

Ci sono però due voci che in questa razza vanno messe in conto e che altrove non esistono. La prima è il guardaroba: cappottini e maglioni per l’inverno, che con quel pelo raso sono una necessità pratica.

La seconda, più importante, sono le cure dentali. La malattia parodontale in questa razza è molto frequente, e una detartrasi in anestesia costa fra i 150 e i 300 euro. Con lo spazzolino quotidiano si diradano molto, ma difficilmente si azzerano.

Le domande da fare a un allevatore

La prima riguarda gli occhi: i riproduttori sono stati visitati? L’atrofia progressiva della retina è presente nella razza, e una visita oculistica recente è una richiesta normale.

La seconda riguarda l’epilessia: ci sono stati casi in linea? Non esiste un test genetico che la escluda in questa razza, quindi conta la trasparenza dell’allevatore.

La terza riguarda le rotule, che nei cani di questa taglia e leggerezza sono un tema ricorrente.

La quarta è la più importante e riguarda la gestione dei cuccioli: come li tengono nei primi mesi, che superfici hanno sotto le zampe, come evitano i salti. Un allevatore che conosce la razza ti parla delle fratture prima che tu glielo chieda, e ti spiega come organizzare la casa.

La quinta riguarda il carattere dei genitori. Lo standard mette fra i difetti da squalifica il cane timido oltremodo: cerchi soggetti riservati ma sereni, che ti guardano senza tremare e senza nascondersi.

Un’ultima domanda tecnica da fare: la taglia dei genitori. Con un intervallo così stretto, dai 32 ai 38 centimetri, e con la tentazione ricorrente di produrre soggetti sempre più minuti, sapere quanto misurano i riproduttori è un’informazione utile.

Le iscrizioni ENCI e i venticinque affissi

I numeri italiani raccontano una razza stabile, con una popolazione che si mantiene sopra i trecento cuccioli l’anno.

Testa di Piccolo Levriero Italiano con le orecchie a tetto
AnnoCuccioli iscritti in Italia
2015304
2016264 (il minimo)
2017333
2018297
2019289
2020316
2021382 (il massimo)
2022356
2023332
2024321

In dieci anni sono stati registrati 3.194 cuccioli, con il minimo di 264 nel 2016 e il massimo di 382 nel 2021. Nel 2024 sono stati 321.

Gli allevamenti con affisso ENCI sono venticinque: sei nel Lazio, tre ciascuno in Piemonte, Lombardia e Veneto, due in Campania, Toscana e Friuli Venezia Giulia.

È una distribuzione buona per chi cerca un cucciolo: quasi ovunque in Italia c’è un allevamento raggiungibile in giornata, il che permette di andare a vedere i cani prima di decidere.

E vedere i cani, in questa razza, conta: un Piccolo Levriero Italiano ben allevato si riconosce dal modo in cui si avvicina alle persone, curioso e senza paura.