Allevamento del Segugio dell’Istria a pelo raso
Quanto costa un cucciolo, dove si trova e i numeri in crescita
Questa è una delle poche razze da caccia che in Italia non sta calando: 4.142 cuccioli iscritti all’ENCI in dieci anni e un 2024 chiuso a 529, il record del decennio.
In questa pagina: quanto costa, perché quasi tutti gli allevamenti sono in Sardegna, cosa chiedere e i numeri anno per anno.
Sommario
Quanto costa un cucciolo di Segugio dell’Istria
Un cucciolo con pedigree costa in Italia fra i 400 e gli 800 euro. È la fascia tipica dei segugi da caccia, più bassa di quella delle razze da compagnia perché il mercato è quello dei cacciatori e non delle mode.
Si arriva a 1.000 euro e oltre per le cucciolate da genitori con risultati in prove di lavoro. In una razza selezionata sul lavoro quel dato conta più di qualsiasi titolo di bellezza.
Il cucciolo senza pedigree è da evitare, e in questa razza c’è una ragione precisa: un cane bianco con macchie arancioni è facile da confondere con incroci di segugi. Il pedigree è anche l’unica garanzia che sia un Segugio dell’Istria.
Sul resto: il primo anno costa 400-600 euro fra vaccini, microchip, sverminazioni e sterilizzazione, e il mantenimento si assesta sui 50-80 euro al mese. La toelettatura, con un pelo di un centimetro, praticamente non esiste.
Perché quasi tutti gli allevamenti sono in Sardegna
Gli affissi italiani di questa razza sono sette, e cinque sono in Sardegna. Gli altri due stanno in Molise e in Calabria.
La spiegazione sta in una frase dello standard: questo cane è particolarmente adatto alla caccia in terreni aspri e rocciosi, le zone carsiche. Il carso istriano e le montagne sarde sono ambienti sorprendentemente simili: pietra, macchia bassa, poca acqua e pendenze.
I cacciatori sardi hanno adottato questa razza soprattutto per il cinghiale, e i numeri lo raccontano meglio di qualsiasi analisi: mentre le razze da caccia italiane perdono terreno, questa in dieci anni è raddoppiata.
Per chi cerca un cucciolo la conseguenza pratica è chiara: la Sardegna è il posto dove guardare per primo, e chi vive sul continente deve mettere in conto un viaggio o un trasporto organizzato.
Ha senso aggiungere che questa concentrazione ha un rovescio: con sette affissi e migliaia di cuccioli, una parte importante delle cucciolate nasce da cacciatori che allevano in proprio. Come sempre in questi casi, si valuta la persona prima del cane.
Cosa chiedere a un allevatore
Le domande sono quelle di sempre, con un accento sul lavoro, perché in una razza da caccia è lì che si vede la differenza fra una linea e l’altra.
Sul lavoro: su quale selvaggina lavora la linea? Lo standard indica lepre, volpe e cinghiale, più la pista di sangue, e un cane selezionato sul cinghiale ha un motore diverso da uno da lepre.
Sulla salute: lastre di anche e gomiti dei riproduttori. Non esistono test del DNA specifici per questa razza, quindi chi ve ne propone uno sta confondendo le razze.
Sul carattere: vedi la madre. Lo standard chiede un cane né nervoso né aggressivo e mette la timidezza eccessiva fra i difetti eliminatori: una madre spaventata è un segnale.
Poi le condizioni minime: cuccioli cresciuti in mezzo alle persone e non solo in box, consegna non prima dei 60 giorni, microchip e pedigree.
E una domanda che in questa razza è sensata: il cucciolo andrà a caccia o in famiglia? Un buon allevatore vi indirizza verso il soggetto giusto, perché anche in una razza docile ci sono cani più tosti e cani più tranquilli.
Il Segugio dell’Istria in Italia: i numeri dell’ENCI
Fra il 2015 e il 2024 l’ENCI ha iscritto 4.142 cuccioli di Segugio dell’Istria a pelo raso. La progressione è quella di una razza che cresce: 258 nel 2015, poi 292, 394, 498 nel 2018, e dopo qualche anno intorno ai 450 il record del 2024 con 529.
È un caso quasi unico. Praticamente tutte le razze da caccia italiane hanno perso il trenta o il quaranta per cento nello stesso periodo, seguendo il calo dei cacciatori; questa, invece, ha più che raddoppiato.
Il motivo è che si è ritagliata una nicchia precisa: la caccia al cinghiale in Sardegna e nel sud, su terreni dove le sue qualità di segugio da carso valgono più che altrove.
Per chi cerca un cucciolo, la buona notizia è che non c’è nessuna urgenza: si può scegliere, visitare più di un allevamento e prendersi il tempo. Per chi cerca invece un cane da famiglia, la nota realistica è che quasi tutte queste cucciolate nascono per andare a caccia, ed è giusto dirlo all’allevatore fin dalla prima telefonata.

