Addestramento ed educazione del Segugio dell’Istria a pelo duro

Un segugio gentile e facile da addestrare

Anche per questa razza lo standard usa la formula che nei segugi è rara: la razza è facile da addestrare per la caccia. E aggiunge un aggettivo che descrive bene il rapporto con le persone: gentile, devoto al suo padrone.

Qui dentro: cosa insegnare da cucciolo, il richiamo, la voce e quali attività funzionano con un cane da montagna.

Sommario

Cosa insegnare da cucciolo

Le priorità sono quelle di ogni cane da seguita: socializzazione ampia, condotta al guinzaglio, richiamo giocato ogni giorno e abitudine alla manipolazione.

In questa razza c’è una voce in più rispetto al fratello a pelo raso: l’abitudine alla spazzola. Con cinque-otto centimetri di pelo ispido, un cane che non si lascia toccare rende difficile anche il semplice controllo dei forasacchi.

Il metodo è il rinforzo positivo con sessioni brevi: lo standard descrive un cane gentile e facile da addestrare, e con la durezza si perde più di quanto si ottenga.

Utile fin da subito anche l’abitudine alla macchina e al trasportino: un cane da caccia passa molte ore in viaggio.

Sul fisico vale la regola generale: prima dei dodici mesi niente bicicletta, niente salti ripetuti e niente lunghe corse su asfalto.

Il richiamo, la voce e il maltempo

Il richiamo è il lavoro principale di ogni segugio, ma qui si parte bene: lo standard descrive un cane devoto al suo padrone, e la devozione è la materia prima del rientro.

Gli strumenti sono i soliti: fischietto, premi di valore altissimo riservati al rientro, nessun richiamo lanciato a vuoto e longhina finché il comportamento non è affidabile.

La voce è di tono medio, con qualche tono più profondo: meno squillante di quella del pelo raso, ma sempre una voce da segugio. Si gestisce con sfogo e presenza, non si elimina.

C’è poi un vantaggio pratico di questa razza che va sfruttato: lavora qualunque siano le condizioni meteorologiche. Il pelo ispido e il sottopelo permettono uscite anche quando il tempo è brutto, ed è esattamente nelle giornate grigie che gli altri cani restano fermi.

Sull’istinto predatorio serve realismo: è un cane selezionato su lepre, volpe e cinghiale. Presentazioni gestite con gatti e piccoli animali, e recinzione seria.

Quanto movimento serve e quali attività

Servono almeno due ore al giorno fra movimento e lavoro di naso. È un cane da montagna, con una resistenza costruita su terreni sconnessi: le passeggiate lunghe sono il suo pane.

Le attività più adatte sono quelle olfattive: mantrailing, nose work, ricerca in ambiente. Come per il fratello, lo standard prevede espressamente che questa razza possa lavorare anche come cane per pista di sangue, e dove esistono corsi è la disciplina che le si adatta meglio.

Ottimo anche il dog trekking: pelo, sottopelo e piedi lo rendono uno dei cani più adatti alle uscite invernali in montagna.

Meno adatte le discipline di velocità e precisione: non è un cane da agility, anche se la docilità dichiarata dallo standard permette di lavorarci meglio che con altri segugi.

Una nota sul pelo, che qui è anche una questione di gestione: dopo le uscite nel folto serve un controllo completo, perché quel mantello ispido raccoglie e nasconde qualsiasi cosa.