Storia ed origine dell’Irish Water Spaniel
Origini oscure, una coda unica e il club del 1890
Lo standard dell’Irish Water Spaniel comincia il capitolo storico con un’ammissione: le esatte origini della razza restano oscure. Poi però fa un ragionamento affascinante, e parte tutto dalla coda.
Qui dentro: i cani arrivati (forse) dalla Persia attraverso la Spagna, l’attestazione del 1600, la coda di topo che non ha nessun altro cane e il club del 1890.
Sommario
Dalla Persia all’Irlanda, forse

La ricostruzione tradizionale, che lo standard riporta con il beneficio del dubbio, è questa: generalmente si pensa che i Water Spaniel provengano da cani originari della Persia e che giunsero in Irlanda attraverso la Spagna.
Il dato documentato, invece, è irlandese: la prima attestazione a cani che danno la caccia ad uccelli selvatici risale al 1600.
Da lì lo standard trae una conclusione interessante: sappiamo che cani con un mantello resistente all’acqua erano usati in Irlanda ancor prima dell’avvento del fucile da caccia. Prima delle armi da fuoco si cacciavano gli uccelli acquatici con reti e falchi, e serviva comunque un cane capace di entrare in acqua.
Il resto delle origini resta ipotesi. Come dice il testo: non vi sono reali testimonianze sugli ascendenti dell’Irish Water Spaniel. Con un’eccezione, e vale il capitolo che segue.
La coda che non ha nessun altro cane

L’eccezione è la coda. Lo standard scrive: non vi sono reali testimonianze sugli ascendenti, tranne che per la sua particolare coda di topo. Questa caratteristica non appare in nessun cane simile.
Il ragionamento è quello di un genetista prima della genetica: se un tratto così particolare non esiste in nessun’altra razza, non può essere stato importato. Quindi, conclude lo standard, rende molto probabile l’idea che la moderna razza abbia un antenato indigeno irlandese.
La coda ha anche dato alla razza i suoi soprannomi: whip tail (coda a frusta) e rat tail (coda di topo). Sono nomi poco eleganti per un cane che, per il resto, ha un aspetto piuttosto scenografico.
Nella pratica quella coda è anche funzionale: liscia e sottile, in acqua fa da timone senza appesantirsi, mentre una coda coperta di riccioli si sarebbe imbevuta.
Le esposizioni e il club del 1890

Nella seconda metà dell’Ottocento i discendenti di questi cani, dice lo standard, furono riconosciuti e ottennero grandi successi nelle esposizioni. E nel 1890 nacque l’Irish Water Spaniel Club.
L’incisione qui accanto ritrae Shaun, un campione dell’epoca: si riconoscono già il ciuffo, i riccioli e la faccia liscia che lo standard descrive ancora oggi.
Fu un momento di popolarità vera: negli anni Settanta dell’Ottocento l’Irish Water Spaniel era fra i cani da riporto più diffusi in Gran Bretagna e Irlanda. Poi arrivarono i retriever, in particolare il Labrador e il Golden, e la razza scivolò nella nicchia in cui vive ancora.
Oggi è rara ovunque: si trova in Irlanda, nel Regno Unito, negli Stati Uniti e in Scandinavia, sempre con numeri piccoli.
In Italia è praticamente assente: i registri dell’ENCI riportano un solo cucciolo iscritto nel 2015 e nessun affisso dedicato alla razza.

