Allevamento dell’Irish Glen of Imaal Terrier

Una razza vulnerabile: dove si trova e cosa chiedere

L’Irish Glen of Imaal Terrier è una razza rara ovunque. Nel Regno Unito è una vulnerable native breed e nel 2018 ne furono registrati appena 48 cuccioli; in Italia non risulta allevata.

In questa pagina: cosa comporta cercarne uno, quanto costa il percorso, e soprattutto la domanda sanitaria che in questa razza non si può saltare, quella sulla PRA crd3.

Sommario

Quanto costa un cucciolo di Glen of Imaal Terrier

In Italia una cifra non esiste, perché non esistono cucciolate: i registri dell’ENCI non riportano nascite e non c’è nessun affisso dedicato alla razza.

Il prezzo lo fa quindi l’allevamento estero, e i paesi di riferimento sono l’Irlanda, il Regno Unito, la Scandinavia e gli Stati Uniti. A quello vanno aggiunti il viaggio, il passaporto, la vaccinazione antirabbica e, se il cane arriva dal Regno Unito, le pratiche previste dopo la Brexit.

C’è anche il costo del tempo: con poche decine di cuccioli l’anno nei paesi dove la razza esiste, l’attesa si misura in mesi.

Sul mantenimento siamo su cifre contenute: 50-70 euro al mese per un cane da sedici chili. La voce da mettere in conto è la toelettatura: lo stripping qualche volta l’anno, che si impara a fare in casa o si paga a un professionista che sappia lavorare i peli duri.

VoceSituazioneNote
Cuccioli in ItaliaNon risultano cucciolate iscritteNessun affisso italiano per la razza
Dove si trovaIrlanda, Regno Unito, Scandinavia, Stati UnitiNel Regno Unito e razza vulnerabile
PrezzoLo fa l’allevamento esteroNon esiste una forbice italiana
Costi in piùViaggio, passaporto europeo e antirabbicaDal Regno Unito servono anche le pratiche post Brexit
AttesaMesiLe cucciolate sono poche ovunque
Mantenimento al mese50-70 euroCane da 16 kg
ToelettaturaStripping periodicoSi impara a farlo in casa o si paga un toelettatore

La domanda sulla PRA crd3

Se devi ricordare una sola cosa di questa pagina, è questa: chiedi lo stato PRA crd3 di entrambi i genitori. È la patologia di razza, ed esiste un test del DNA che la rende evitabile.

La PRA crd3 è un’atrofia progressiva della retina a esordio tardivo: il cane comincia a perdere la vista intorno ai cinque anni e arriva alla cecità. Non fa male, ma cambia la vita al cane e alla famiglia.

Nel 2010 due laboratori hanno identificato la mutazione responsabile e messo a punto il test; nell’ottobre dello stesso anno, su richiesta dei club di razza britannici, il Kennel Club ha istituito uno schema ufficiale di screening, con i risultati pubblicati sul suo database.

Come si legge il referto: libero (nessuna copia della mutazione), portatore (una copia, cane sano) o affetto (due copie). Basta che un genitore sia libero, testato o per discendenza, perché i cuccioli non sviluppino la malattia.

Gli altri controlli sono più leggeri: la displasia dell’anca in questa razza è occasionale e di solito lieve, ma le lastre dei riproduttori restano una buona abitudine, e ha senso chiedere se in famiglia ci sono state allergie cutanee.

Cosa chiedere oltre alla salute

Con una razza così rara, la scelta dell’allevatore conta più della vicinanza geografica. Le domande utili sono poche e mirate.

La prima riguarda il carattere: chiedi di vedere la madre e, se possibile, di sapere come si comporta con gli altri cani. È il punto su cui questa razza chiede attenzione, per la sua storia, e un allevatore serio ve ne parlerà apertamente invece di minimizzare.

La seconda riguarda il pelo: chiedi come lo gestiscono. Un allevatore che fa lo stripping vi mostrerà come si fa, e questo vi risparmierà anni di toelettature sbagliate.

La terza riguarda la coda: lo standard la descrive tagliata, ma in Italia il taglio è vietato per legge, e la coda integra è espressamente permessa dallo standard nei paesi dove il taglio è proibito. Un cucciolo importato deve arrivare con la coda intera.

Poi le condizioni minime di sempre: cuccioli cresciuti in mezzo alle persone, consegna non prima dei 60 giorni, microchip e documenti in regola, e un allevatore che resti raggiungibile anche dopo.

Un’ultima considerazione: prendere un cucciolo di una razza vulnerabile significa, che lo vogliate o no, entrare in un piccolo progetto di conservazione. Conviene scegliere bene le persone da cui lo si prende.