Allevamento dell’Hellinikos Ichnilatis
Zero nascite in Italia: si passa dalla Grecia, e dai cacciatori
In Italia il segugio greco non c’è: sul codice di razza 214 le API dell’ENCI registrano zero nascite e zero affissi. La razza vive in Grecia, dove è l’unico segugio nazionale riconosciuto, e circola quasi solo fra i cacciatori di lepre.
In questa pagina: quanto costa, dove si cerca, cosa chiedere e cosa guardare in una cucciolata – a partire dal colore, che qui è una regola sola.
Sommario
Quanto costa un cucciolo di Hellinikos Ichnilatis
In Grecia, quando un cacciatore cede un cucciolo, la cifra indicativa è di 400-800 euro. Non è una razza da allevamenti commerciali: è un cane da lavoro che si scambia dentro una comunità di cacciatori.
In Italia non esiste un listino perché non esiste offerta. E qui vale un avvertimento pratico: se qualcuno vi propone un segugio greco in Italia, chiedi il pedigree – un cane nero focato di taglia media non è automaticamente un Hellinikos Ichnilatis.
Le spese successive sono quelle di un segugio di venti chili: fra 500 e 800 euro il primo anno tra vaccinazioni, microchip, sverminazioni ed eventuale sterilizzazione, e 60-90 euro al mese di mantenimento.
La toelettatura non esiste: pelo corto, una spazzolata a settimana e il controllo delle orecchie, che sono lunghe e pendenti.
La spesa che invece non si può evitare è il recinto. Con un segugio la recinzione viene prima del cucciolo, e va fatta pensando a un cane che segue una traccia lungo la rete finché non trova il punto debole.
Dove si cerca, e cosa chiedere

La strada passa dalla Grecia e dal suo Kennel Club. In pratica si arriva agli allevatori attraverso i club di caccia e le prove di lavoro, che nel sud del paese sono l’ambiente naturale della razza.
La prima domanda riguarda il lavoro dei genitori: cacciano la lepre? Da soli o in muta? La razza è riconosciuta con prova di lavoro, e in un segugio è il dato che conta più di qualsiasi titolo.
La seconda riguarda la voce: chiedi di sentire gli adulti. In un cane la cui voce è descritta dallo standard come sonora e armoniosa, la voce è un carattere che si eredita.
La terza riguarda il colore: nero focato, con al massimo una piccola macchia bianca sul petto, e pigmento nero su tartufo, mucose e unghie. È la verifica più semplice di tipicità che esista.
La quarta riguarda la consanguineità: in una popolazione nazionale e chiusa è il tema vero. Un allevatore che sa raccontare le sue linee è la miglior garanzia.
E la quinta riguarda voi: cosa farai di questo cane. In una razza che vive dentro il mondo della caccia, chi caccia ha la precedenza, e chi non caccia deve spiegare come intende dare al cane il suo lavoro.
Cosa guardare in una cucciolata
Il primo controllo è il colore: nero focato. Nient’altro. È tollerata una piccola macchia bianca sul petto, e il pigmento – tartufo, mucose, unghie – deve essere nero.
Il secondo sono le orecchie: attaccate alte, lunghe quasi metà della testa, piatte, arrotondate in basso e pendenti verticali. Orecchie appuntite, attorcigliate, troppo corte o troppo lunghe sono difetti elencati.
Il terzo è la testa: lunga, con le linee di cranio e muso divergenti e il cranio non troppo largo. In un cucciolo si intuisce già, guardando il profilo.
Il quarto è il piede: compatto. Lo standard mette il piede di lepre – lungo e ovale – fra i difetti, perché in un cane che lavora sulle pietre serve un piede raccolto.
Il quinto è la coda: non lunga, al massimo fino al garretto. La coda lunga, pesante o arricciata è un difetto.
Il sesto è la linea superiore: dritta, appena convessa sul rene. Le linee convesse o concave sono elencate fra i difetti, e in un cucciolo si vede.
E il settimo è il comportamento: cuccioli curiosi, attivi, che vengono avanti e che mettono il naso a terra. In un segugio l’interesse per gli odori si vede già a otto settimane, ed è la cosa più importante di tutte.

