Addestramento ed educazione dell Hanover Hound
Come si prepara un cane da pista di sangue
Con questa razza l’addestramento non è un accessorio: è la ragione per cui il cane esiste. Lo standard chiede che un Hanover Hound dimostri in prova le capacità richieste dal club di razza, e la selezione si fa su quello da oltre un secolo.
Qui dentro: cosa insegnare da cucciolo, come nasce il lavoro sulla traccia, il rapporto con il conduttore e cosa fare se un cane così finisce, per qualsiasi motivo, in una casa senza caccia.
Sommario
Il cucciolo e le prime tracce

Il lavoro comincia presto, ma piano. Nei primi mesi non si cerca il selvatico: si costruisce il rapporto e si insegna al cucciolo che seguire un odore fino in fondo porta a qualcosa di bello.
Le basi sono quelle di ogni cane: socializzazione, abitudine ai rumori (compresi gli spari, con gradualità e mai da vicino), condotta al guinzaglio, e la calma in macchina, perché passerà molte ore lì dentro.
Poi arrivano le piste artificiali: tracce preparate dal conduttore, corte e fresche all’inizio, poi sempre più lunghe e sempre più vecchie. Il salto di qualità è quello: un cane bravo lavora tracce di dodici, ventiquattro ore e oltre.
Il principio è sempre lo stesso: il cane deve finire quello che comincia. Non si interrompe una traccia a metà, non si aiuta il cane indicandogli la strada, e non si mette mai un cucciolo su una pista troppo difficile per lui.
Sul fisico: è un cane pesante su gambe corte, quindi prima dei dodici mesi niente salti, niente discese ripide ripetute e nessuna fretta con i chilometri.
Il rapporto con il conduttore
Lo standard usa un’espressione precisa: sensibile con il proprio conduttore, con una forte fedeltà al cacciatore che lo conduce. In questa razza il rapporto non è un contorno affettivo, è uno strumento di lavoro.
Durante una ricerca il conduttore sta dietro al cane, al guinzaglio lungo, e non vede quasi nulla: legge tutto dal comportamento del cane. Un cambio di postura, un rallentamento, il modo in cui la coda si muove. Se non conosce il proprio cane alla perfezione, non capisce niente.
Questo significa che il lavoro si fa in coppia fissa: un Hanover Hound passato da un conduttore all’altro perde molto, e ci vogliono mesi perché la nuova coppia funzioni.
Il rovescio della medaglia è la sensibilità. È un cane che si offende, che con i metodi bruschi si chiude e che, se punito su una traccia, comincia a dubitare. Nel recupero un cane che dubita è un cane inutile.
La regola pratica che i conduttori esperti ripetono sempre: sulla traccia il cane ha sempre ragione, fino a prova contraria. Chi corregge in continuazione insegna al cane a guardare l’uomo invece del terreno.
Se non si va a caccia: quali attività

Diciamolo chiaramente: se non fate recupero, questo cane non è la scelta giusta. Ma se per qualsiasi ragione ne hai uno, la domanda diventa come tenerlo mentalmente in ordine.
La risposta è una sola: lavoro di naso, tanto e organizzato. Il mantrailing è la disciplina sportiva più vicina al suo mestiere, e ci sono anche prove di pista artificiale aperte ai non cacciatori.
Bene anche la ricerca in ambiente e il nose work, che si possono fare ovunque, ma con un’avvertenza: per un cane selezionato su tracce di ventiquattro ore, mezz’ora di giochini olfattivi in salotto è poco più di un antipasto.
Sul movimento fisico serve moderazione ragionata: è pesante e basso, quindi lunghe camminate su terreno morbido sì, corsa ripetuta su asfalto e salti no.
Quello che non funziona mai è lasciarlo senza niente da fare. Un cane con quella capacità di concentrazione, senza uno scopo, diventa un cane frustrato, e la frustrazione in casa si vede.

