Allevamento dell Halden Hound
Una razza a rischio: dove si trova e perché in Italia no
Su questa razza la pagina più onesta possibile è anche la più breve nei numeri: in Italia l’Halden Hound non è rappresentato, l’ENCI non ha nemmeno una scheda dedicata e nei registri delle nascite non risulta nulla.
In Norvegia, dove la razza vive, si registrano fra i 7 e i 21 cuccioli all’anno. Qui dentro: cosa vuol dire per chi cerca un cucciolo, cosa chiedere e perché la prudenza è d’obbligo.
Sommario
Quanto costa un cucciolo di Halden Hound
Non esiste un prezzo italiano, perché non esistono cucciolate italiane. Qualsiasi cifra vi venga proposta come prezzo dell’Halden Hound in Italia è inventata, e ha senso dirlo chiaramente.
In Norvegia il prezzo lo fa l’allevatore, ma il vero ostacolo non è il costo: è la disponibilità. Con una decina di cucciolate l’anno in tutto il paese, le liste d’attesa sono lunghe e la priorità va a chi userà il cane per cacciare, che è il modo in cui il club tiene viva la razza.
Ai costi vanno poi aggiunte le formalità: la Norvegia non fa parte dell’Unione Europea, quindi oltre a microchip, passaporto e vaccinazione antirabbica servono le pratiche doganali di importazione.
Sul mantenimento non ci sono sorprese: un cane da poco più di venti chili molto attivo costa 50-80 euro al mese, e la toelettatura si fa in casa con una spazzola, molto più spesso nei periodi di muta.
Cosa chiedere, e cosa verificare due volte
La prima verifica riguarda la razza stessa. Un segugio bianco con macchie nere e focature assomiglia a molti altri cani da seguita europei, e in una razza senza presenza italiana la probabilità che un Halden Hound offerto sul mercato locale sia in realtà un meticcio o un altro segugio è alta. Chiedi il pedigree e verificate l’ente che lo ha rilasciato.
Se invece la strada è quella giusta, cioè un allevatore norvegese, le domande sono due e riguardano entrambe la genetica. La prima: quanto sono imparentati i genitori? Con una popolazione così piccola è il tema centrale, e un allevatore serio ha il dato e ve lo dice.
La seconda: quali controlli ha fatto sui riproduttori? Il kennel club norvegese non registra malattie ereditarie diffuse nella razza, displasia compresa, ma questo non toglie che le lastre e una visita oculistica restino buona pratica.
Poi valgono le regole di sempre: vedere la madre, cuccioli cresciuti in casa, consegna non prima dei 60 giorni, microchip e documenti in regola.
E una domanda da fare a te stessi: sei pronti a dare a un cane costruito per correre nella neve norvegese quello che gli serve, in un clima e in un paese diversi?
L Halden Hound in Italia: nessun numero, e perché
Le pagine di questo sito, quando parlano di allevamento, si appoggiano ai dati dell’ENCI: cuccioli iscritti anno per anno e affissi attivi per regione. Per l’Halden Hound quei dati non ci sono, e non perché non li abbiamo cercati.
L’ENCI non espone una scheda per questa razza e l’interrogazione dei registri restituisce un risultato vuoto: significa che in Italia non risultano cucciolate iscritte.
Non è un caso isolato: succede per diverse razze nordiche e per molti segugi locali europei che non sono mai stati importati in modo stabile. In questi casi la scelta editoriale è dirlo, invece di riempire la pagina con stime.
Se cerchi un segugio con caratteristiche simili e vuoi restare in Italia, le strade praticabili sono altre: i segugi nostrani, che qui hanno una popolazione vera, o le razze da seguita europee più diffuse. Nel frattempo, se l’Haldenstøver vi ha incuriosito, la cosa migliore che puoi fare è conoscerlo: le razze rare si difendono anche facendole sapere.

