Allevamento del Griffon Fauve de Bretagne

Perché in Italia non si trova e come si fa a prenderne uno

Il dato da cui partire è questo: fra il 2017 e il 2023 l’ENCI ha registrato 34 cuccioli di Griffon Fauve de Bretagne, e in Italia non c’è nessun affisso dedicato alla razza.

Quindi in questa pagina non troverai un listino italiano che non esiste. Troverai dove la razza vive, cosa comporta prenderla in Francia e quali domande fare a un allevatore.

Sommario

Quanto costa un cucciolo di Griffon Fauve de Bretagne

In Italia una cifra non c’è, perché non ci sono cucciolate con continuità: trentaquattro cuccioli in sette anni vogliono dire due o tre cucciolate ogni tanto, spesso di cacciatori che hanno importato i riproduttori.

Il prezzo, quindi, lo fa l’allevamento francese. A quello vanno aggiunti il viaggio, il passaporto europeo, la vaccinazione antirabbica e i tempi di attesa previsti prima di poter spostare il cane fra due paesi dell’Unione.

Poi c’è il costo che nessuno mette in conto: l’attesa. Le cucciolate sono poche, spesso prenotate dai soci del club, e un allevatore serio preferisce farvi aspettare la cucciolata giusta.

Sul mantenimento siamo su cifre normali per un cane da venti chili molto attivo: 50-80 euro al mese. La toelettatura si fa in casa, perché il pelo duro chiede una spazzolata a settimana e lo stripping ogni tanto, mai la tosatura.

VoceSituazioneNote
Cuccioli in ItaliaQuasi inesistenti34 iscrizioni ENCI in sette anni e zero affissi
Dove si trovaFrancia, soprattutto in BretagnaLa razza vive dove si caccia
PrezzoLo fa l’allevamento franceseNon esiste una forbice italiana
Costi in piùViaggio, passaporto europeo e antirabbicaRegole per portare un cane da un paese UE
AttesaMesiLe cucciolate sono poche e spesso già prenotate
Mantenimento al mese50-80 euroCane da una ventina di chili molto attivo
ToelettaturaIn casaPelo duro: spazzola e stripping, mai tosature

Cosa chiedere a un allevatore

Le domande sono quelle di sempre, con due accenti particolari per una razza numericamente piccola.

Il primo è la consanguineità. Quando i riproduttori disponibili sono pochi, il rischio di accoppiare cani troppo imparentati è concreto, e un allevatore serio sa dirvi quanto sono legati i genitori e perché ha scelto quell’accoppiamento. È la domanda più importante, più di qualsiasi test.

Il secondo è il lavoro. Il club di razza ha come motto la caccia innanzitutto, e la maggior parte delle linee è selezionata su lepre, volpe e cinghiale. Se il cane andrà in famiglia, chiedetelo esplicitamente: alcune linee hanno un motore che una casa normale fatica a soddisfare.

Poi il resto: vedere la madre e valutarne il carattere (lo standard vuole un cane equilibrato, quindi una madre timorosa è un segnale), lastre delle anche dei riproduttori, cuccioli cresciuti in mezzo alle persone, consegna non prima dei 60 giorni con microchip e pedigree.

Un’ultima cosa: diffida di chi vi promette test genetici di razza. Per il Griffon Fauve non esistono, e chi ve li vende sta vendendo altro.

Il Griffon Fauve de Bretagne in Italia: i numeri dell’ENCI

I registri dell’ENCI, per questa razza, si leggono in dieci secondi: 8 cuccioli nel 2017, 13 nel 2018, poi 1, 0, 9, 2 e 1 fino al 2023. Totale: 34.

Gli affissi registrati sono zero. Nessun allevamento italiano si occupa stabilmente di questa razza, e le poche cucciolate nate qui sono probabilmente figlie di cani importati da cacciatori.

È un’informazione utile in due sensi. Se cerchi un cucciolo, sai che la strada passa dalla Francia e che serve pazienza. Se invece qualcuno vi propone un Griffon Fauve nato in Italia, chiedi il pedigree e verificate: con numeri così, la probabilità che sia un meticcio fulvo a pelo duro è tutt’altro che remota.

Nulla di questo è un giudizio sulla razza. È un cane funzionale, gentile e resistente, che semplicemente non ha mai lasciato la sua regione.

AnnoCuccioli iscritti all’ENCI
20178
201813
20191
20200
20219
20222
20231
Totale34
Affissi italianiNessuno