Addestramento ed educazione del Griffon Fauve de Bretagne
Un segugio che torna: cosa dice lo standard e cosa serve
Nello standard del Griffon Fauve de Bretagne c’è una frase che in un segugio non si legge quasi mai: ben diretti, sono obbedienti e ritornano prontamente. È una buona notizia, ma ha una condizione dentro: ben diretti.
Qui dentro: cosa insegnargli da cucciolo, come si costruisce il richiamo, come si convive con la voce di battitore e quali attività lo appagano.
Sommario
Come si educa un cucciolo di Griffon Fauve

Il carattere di base aiuta: lo standard lo descrive socievole, affettuoso ed equilibrato, e i cuccioli di questa razza sono in genere aperti e curiosi. Non è un cane diffidente, e questo rende la socializzazione più semplice.
Il metodo è il rinforzo positivo con sessioni corte. Un segugio impara benissimo, ma si annoia con la ripetizione: cinque minuti fatti bene valgono più di mezz’ora di esercizi.
Le priorità dei primi mesi sono quattro: socializzazione ampia, condotta al guinzaglio, richiamo giocato da subito, e abitudine alla manipolazione di orecchie, dita e bocca, perché saranno controlli di tutta la vita.
Un consiglio pratico per questa razza in particolare: costruite il richiamo prima che il cane scopra le piste. Fra i quattro e i sette mesi il naso non ha ancora preso il comando, ed è la finestra in cui si guadagna la fiducia che userete dopo.
E niente maniere dure: è un cane gentile e con la ruvidezza si spegne, esattamente come si spegne l’entusiasmo che poi serve in campagna.
Il richiamo e la voce di battitore
Sul richiamo lo standard è ottimista, e per una volta è credibile: dice che questi cani ben diretti, sono obbedienti e ritornano prontamente. La parte importante è ben diretti, cioè guidati, allenati, seguiti.
Come si fa in pratica: fischietto invece della voce (si sente più lontano e non tradisce il nervosismo), premi di valore altissimo usati solo per il rientro, e nessun richiamo lanciato quando sai già che il cane non tornerà. Ogni richiamo ignorato è un mattone tolto al muro.
Fino a quando il richiamo non è solido: longhina da dieci metri e aree recintate. Con un cane tenace come questo, la fretta si paga.
La voce, invece, è parte del pacchetto e non si toglie. Lo standard la descrive con precisione: una voce di battitore sostenuta, grido corto e ripetuto. È il suono con cui il cane dice al cacciatore dove si trova e cosa sta facendo, ed è selezionato apposta.
In casa si gestisce con le solite tre cose: cane sfogato, poche ore da solo e un segnale di stop insegnato presto. Ma chi vive attaccato ai vicini farebbe bene a saperlo prima di prendere il cucciolo.
Quanto movimento serve e quali attività

Serve almeno due ore al giorno fra movimento e testa. È un cane costruito per i terreni difficili, con una resistenza superiore a quella che la taglia lascia immaginare.
Le attività più adatte sono quelle di naso: ricerca in ambiente, mantrailing, nose work, piste finte in giardino. Mezz’ora di lavoro olfattivo stanca più di un’ora di corsa e lo rende un cane più tranquillo in casa.
Poi il dog trekking, che sfrutta la resistenza vera di questa razza, e la vita in gruppo: lo standard dice che danno prova di saper stare insieme, e in effetti in compagnia di altri cani stanno bene.
Meno adatte le discipline di obbedienza formale e i salti ripetuti: non è un cane da precisione, è un cane da terreno.
La regola pratica che funziona meglio di tutte è lasciarlo annusare. Una passeggiata in cui decide lui dove mettere il naso vale il doppio di una fatta di marcia.

