Storia ed origine del Greyhound

Dal coursing su lepre alle piste, e la questione delle tombe egizie

Il Greyhound è il prototipo del levriero, e la sua storia ha due capitoli molto diversi: quello antico, che va raccontato con qualche cautela, e quello moderno delle corse, che ha plasmato la razza più di ogni altra cosa. In questa pagina trovi tutti e due, più la situazione italiana di oggi.

Sommario

Le tombe egizie e la prudenza dello standard

Greyhound in corsa in una fotografia d'epoca

Lo standard FCI dice una cosa è la dice con una cautela che merita di essere notata: gli esperti, sebbene non all’unanimità, pensano che il Greyhound possa aver avuto le sue origini nel Medio Oriente.

Il riferimento sono i disegni di cani di tipo levriero trovati sulle pareti delle tombe dell’antico Egitto, che risalgono fino al 4000 a.C.. Sono immagini vere e la somiglianza è impressionante, ma la genetica moderna colloca i levrieri europei fra le razze ricostruite in tempi recenti, non fra i sopravvissuti dell’antichità.

La conclusione onesta è quella che lo standard suggerisce da solo: il tipo levriero è antichissimo, la razza Greyhound no. Cani leggeri e veloci con il torace profondo sono comparsi ovunque servisse inseguire a vista, perché quella forma funziona.

Su una cosa invece non ci sono dubbi, e la scrive lo stesso standard: fu in Gran Bretagna che essi vennero allevati in modo da arrivare a uno standard. La razza come la conosciamo è britannica, ed è nata intorno a un’attività precisa.

QuandoCosa succede
Fino al 4000 a.C.Sulle tombe egizie compaiono cani di tipo levriero: la parentela e discussa
Nei secoliCani di questo tipo si diffondono in tutta Europa
In Gran BretagnaE qui che vengono allevati fino ad arrivare a uno standard
OttocentoIl coursing su lepre viva diventa uno sport con regole e trofei
Anni VentiNasce la corsa in pista dietro alla lepre meccanica: e un altro mestiere
2002 e 2005Il coursing su lepre viva viene vietato in Scozia e poi in Inghilterra e Galles

Il coursing, la caccia da cui nasce la razza

Lo standard lo dice senza giri di parole: il coursing hound che caccia la lepre viva è quello da cui è derivato il Greyhound da corsa. Per secoli questo cane ha fatto un lavoro solo, e lo faceva a coppie.

Due Greyhound impegnati in una battuta di coursing su lepre

Nel coursing tradizionale due cani venivano liberati insieme dietro a una lepre, e il punteggio non premiava chi la catturava ma chi la girava più volte: contava la capacità di correre e di virare, non l’uccisione. Da quella pratica vengono la velocità, l’agilità e la resistenza mentale della razza.

È giusto dire come stanno le cose oggi: il coursing su lepre viva è stato vietato in Scozia nel 2002 e in Inghilterra e Galles nel 2005. In Italia la caccia con i levrieri è vietata. Quello che resta è il lure coursing, la corsa dietro a uno zimbello meccanico, che è uno sport e non una caccia.

Nel Novecento arriva l’altra grande trasformazione: la pista. Dagli anni Venti il Greyhound diventa un atleta da stadio che insegue una lepre meccanica su un anello di sabbia, e nasce un’industria enorme, soprattutto in Gran Bretagna, Irlanda, Stati Uniti e Australia.

Quell’industria ha diviso la razza in due popolazioni: i Greyhound da esposizione, più alti ed eleganti, e quelli da corsa, più compatti e leggeri. Sono lo stesso cane, ma vengono da selezioni diverse.

Il Greyhound oggi, in Italia

Corsa di Greyhound in uno stadio britannico

In Italia il Greyhound è una razza rara come cucciolo e molto più diffusa come adulto adottato, ed è una differenza da spiegare.

I numeri ufficiali sono piccoli: 521 cuccioli registrati dall’ENCI negli ultimi dieci anni, con una media di una cinquantina all’anno e appena sette allevamenti con affisso, tre dei quali in Veneto.

Accanto a questo c’è però un mondo intero fatto di adozioni: ogni anno migliaia di Greyhound smettono di correre nelle piste di Irlanda, Gran Bretagna, Spagna e Australia, e le associazioni li ricollocano in famiglia in tutta Europa, Italia compresa.

Sono cani che arrivano adulti, spesso fra i due e i cinque anni, già abituati a stare in gruppo e a essere maneggiati, ma che non hanno mai visto una casa: le scale, il pavimento liscio, la televisione e il vetro di una finestra sono novità assolute. È un percorso di adattamento che dura poche settimane e che chi lo ha fatto racconta sempre con entusiasmo.

Nella pagina dell’allevamento trovi sia i prezzi dei cuccioli con pedigree sia come funziona l’adozione, con le domande da fare in tutti e due i casi.