Allevamento del Greyhound
Quanto costa un cucciolo, i 7 affissi italiani e come funziona l’adozione
Con il Greyhound ci sono due strade e sono molto diverse: il cucciolo con pedigree, che in Italia è raro, e l’adozione di un cane a fine carriera, che è la via più battuta. In questa pagina trovi i prezzi reali di tutte e due, i numeri ENCI e le domande da fare in un caso e nell’altro.
Sommario
Quanto costa un cucciolo di Greyhound

In un allevamento con affisso ENCI un cucciolo di Greyhound costa fra i 1.000 e i 1.500 euro. Il problema, più che il prezzo, è trovarlo: in Italia nascono circa cinquanta cuccioli all’anno in tutto.
L’altra strada è l’adozione di un cane che ha smesso di correre. Le associazioni che si occupano di levrieri chiedono in genere un contributo fra i 250 e i 400 euro, e il cane arriva adulto, sterilizzato, vaccinato e con una valutazione del carattere già fatta.
Il tatuaggio della foto è uno dei modi in cui questi cani vengono identificati nelle piste: molti Greyhound adottati ce l’hanno nell’orecchio, ed è la traccia della vita che facevano prima.
Sul mantenimento siamo sui 70-110 euro al mese. Un Greyhound mangia meno di quanto la taglia suggerisca, non ha toelettatura e si ammala poco. Le spese particolari sono i cappottini, una cuccia spessa e i controlli dai denti, che in questa razza si rovinano presto.
Le iscrizioni ENCI anno per anno
Sono numeri piccoli e stabili, tipici di una razza tenuta viva da pochi appassionati.
Il totale del decennio è di 521 cuccioli, fra il minimo di 34 nel 2019 e il massimo di 70 nel 2017 e nel 2022. Gli allevamenti con affisso ENCI dedicati alla razza sono sette: tre in Veneto e uno ciascuno in Lombardia, Lazio, Emilia Romagna e Friuli Venezia Giulia.
Conviene ricordare che questi numeri raccontano solo una parte della storia. I Greyhound che vivono in Italia sono molti di più, perché la maggioranza arriva dalle adozioni internazionali e non compare in nessun registro italiano di nascite.
Le domande da fare, all’allevatore e all’associazione
Se cerchi un cucciolo, le domande sono quelle di sempre più una: chiedi come sono cresciuti, se puoi vedere la madre, che carattere hanno i genitori e se l’allevatore conosce le particolarità veterinarie della razza. Un allevatore di Greyhound che non ti parla di anestesia e valori del sangue è un allevatore distratto.
Se invece pensi all’adozione, le domande sono diverse e più concrete. La prima è quella che decide la convivenza: com’è andato il test con i gatti e con i cani piccoli? Le associazioni serie li fanno e te lo dicono senza problemi.
Poi: che età ha, da quanto ha smesso di correre, se ha avuto infortuni, com’è messo con i denti, se ha già visto una casa o arriva direttamente dai box. Sono informazioni che cambiano le prime settimane insieme.
Chiedi anche se l’associazione offre assistenza dopo l’affido: con una razza che ha bisogno di un veterinario informato, avere qualcuno da chiamare vale molto.
Ultima cosa, valida in tutti e due i casi: prepara la casa prima. Servono una cuccia spessa, un collare a martingala, un cappottino per l’inverno e, se hai un giardino, una recinzione che tenga. Con un cane che fa settanta all’ora, la prevenzione conta più di qualsiasi addestramento.

