Allevamento del Finnish Lapphund
Quanto costa un cucciolo, i test da pretendere e i numeri italiani
Dopo una serie di razze nordiche introvabili, questa si trova: in Italia ci sono cinque affissi attivi e l’ENCI ha iscritto 516 cuccioli in dieci anni, con una crescita netta fino al 2023.
In questa pagina: quanto costa un cucciolo in Italia e in Finlandia, i due test genetici da pretendere e le domande da fare in allevamento.
Sommario
Quanto costa un cucciolo di Finnish Lapphund
In Italia un cucciolo con pedigree e genitori testati costa fra i 1.200 e i 1.800 euro. In Finlandia, dove la razza è comune, si sta fra i 900 e i 1.500 euro, ai quali va aggiunto il viaggio (250-600 euro).
Gli affissi italiani sono cinque, fra Emilia Romagna, Veneto (due), Lombardia e Piemonte: pochi, ma sufficienti per non dover importare. Vale comunque la regola di sempre: se la cucciolata giusta è in un altro paese, un pedigree FCI si iscrive senza problemi al libro genealogico italiano.
Il mantenimento è quello di un cane da venti chili: 60-100 euro al mese fra cibo, antiparassitari e accantonamento veterinario. La toelettatura si fa in casa con spazzola a spilli e pettine: chi preferisce delegare mette in conto qualche seduta nei periodi di muta.
Le spese tecniche da mettere in bilancio, se il cucciolo arriva senza i risultati dei genitori, sono i test genetici: fra gli 80 e i 150 euro per prcd-PRA e glicogenosi di tipo II.
I test da pretendere e le domande da fare
I test sono due e sono quelli che i club nordici raccomandano da anni. Il primo è la prcd-PRA, l’atrofia progressiva della retina: malattia recessiva che porta alla cecità, con test del DNA disponibile. Il secondo è la glicogenosi di tipo II (malattia di Pompe), descritta proprio nel Lapinkoira, anch’essa recessiva e con test del DNA.
In entrambi i casi la regola è la stessa: serve il genotipo di entrambi i genitori, e due portatori non vanno accoppiati. Un allevatore che nel 2026 non fa questi test, in questa razza, non ha scuse.
Poi i controlli standard: lastre ufficiali di anche e gomiti dei riproduttori e visita oculistica (la cataratta ereditaria è nei programmi sanitari nordici).
Le domande sul carattere in questa razza sono facili ma vanno fatte: lo standard chiede un cane amichevole con un’espressione dolce, quindi un genitore diffidente o nervoso è fuori tipo. E una domanda specifica: quanto abbaiano i genitori, perché la propensione alla voce ha una componente familiare e in condominio cambia la vita.
Ultima cosa, che in Italia conta più che in Finlandia: chiedi come gestiscono l’estate. Un allevatore che ti spiega ombra, ore fresche e nessuna tosatura è un allevatore che conosce il mantello di questa razza.
Il Finnish Lapphund in Italia: i numeri dell’ENCI
Fra il 2015 e il 2024 l’ENCI ha iscritto 516 cuccioli di Finnish Lapphund: 18 nel 2015, 23, 46, 27, 72 nel 2019, 42, 89 nel 2021, 72, 98 nel 2023 e 29 nel 2024.
La curva dice due cose. La prima è che la razza è cresciuta in modo evidente nel decennio, passando da meno di venti cuccioli l’anno a quasi cento. La seconda è che il 2024 segna un calo netto, che potrebbe essere fisiologico (poche cucciolate concentrate) o l’inizio di un assestamento: si capirà nei prossimi anni.
Gli affissi sono cinque: Reggio Emilia in Emilia Romagna, Treviso e Vicenza in Veneto, Varese in Lombardia e Alessandria in Piemonte. Una geografia tutta settentrionale, cosa che per un cane nordico ha una sua logica anche climatica.
Il consiglio pratico: con questi numeri puoi permetterti di scegliere. Visita più di un allevamento, guarda i genitori, chiedi i test e non avere fretta. Un cane che vivrà quattordici anni merita qualche mese di attesa.

