Addestramento ed educazione dell’Eurasier
L’addestramento indulgente che chiede lo standard, e come si gestisce il pelo
L’Eurasier ha una particolarità che nessun’altra razza può vantare: il modo di educarlo è scritto nel suo standard, e la parola usata è indulgente. In questa pagina trovi cosa significa in pratica, come si gestiscono le due mute all’anno e quali attività gli si addicono.
Sommario
Cosa vuol dire addestramento indulgente

Lo standard scrive che l’Eurasier ha bisogno di comprensione e di un addestramento indulgente. È una formula insolita e va tradotta, perché indulgente non significa permissivo.
Significa senza durezza e senza pressione. È uno Spitz: capisce quello che gli chiedi, ci pensa e poi decide se ha senso. Se lo forzi, si chiude e smette di collaborare; se lo convinci, fa le cose volentieri e le ricorda.
Funzionano le sessioni corte, il cibo, il gioco e soprattutto la relazione. Un Eurasier lavora per la persona con cui vive, e questo è il vero motore.
Quello che non funziona è la ripetizione meccanica: se gli chiedi venti volte la stessa cosa, alla quinta ti guarda come per dire che la risposta l’hai già avuta.
Il richiamo va costruito bene e presto, perché come tutti gli Spitz ha una buona dose di indipendenza e un naso che funziona. Non è un cane che scappa, ma è un cane che si allontana per conto suo se non gli hai insegnato altro.
La socializzazione nei primi mesi serve, anche se il carattere di base è solido: lo standard lo dice rilassato verso gli estranei e non invadente, e quella riservatezza va accompagnata con esperienze positive, non forzata.
La regola che nessun altro standard scrive
Conviene tornarci sopra, perché è la cosa più importante da sapere su questa razza: per il completo sviluppo di queste sue qualità, l’Eurasier ha bisogno di un costante stretto contatto con la famiglia con cui vive.
Non è una raccomandazione affettuosa, è una condizione. Il carattere equilibrato e sicuro descritto dallo standard si sviluppa solo se il cane cresce dentro casa, in mezzo alle persone, partecipando alla vita quotidiana.
Un Eurasier tenuto in giardino, o lasciato solo dieci ore al giorno, non diventa semplicemente un cane triste: diventa un cane diverso, spesso insicuro, e la razza perde esattamente quello per cui è stata creata.
Sul piano pratico questo significa poche cose ma non negoziabili: dorme dove dormi tu, viene con te dove è possibile, e la solitudine si costruisce per gradi da cucciolo perché resti gestibile, non perché diventi la norma.
C’è un rovescio positivo: proprio perché sta sempre con la famiglia, l’Eurasier è uno dei cani più facili da portare in giro. Al bar, in treno, in casa d’altri sta fermo e non dà problemi.
E c’è una conseguenza sulla scelta: se la tua vita non prevede un cane addosso tutto il giorno, esistono razze più adatte, e sceglierne un’altra è un atto di onestà, non una rinuncia.
Il pelo, le mute e le attività

Il mantello è quello dei cani nordici: fitto sottopelo più un pelo di copertura di media lunghezza. Non si toeletta e non si taglia: si spazzola.
Nella normalità basta una spazzolata a settimana. Poi ci sono le due mute annuali, in genere primavera e autunno, e lì la faccenda cambia: il sottopelo viene via a ciuffi per due o tre settimane e serve spazzolare tutti i giorni.
Come per tutti i cani nordici vale la regola che non tutti conoscono: non si rasa. Quel doppio pelo isola dal freddo e anche dal caldo, e toglierlo peggiora le cose invece di migliorarle.
Sulle attività, l’Eurasier è un cane di taglia media con un’energia media: gli servono un’ora abbondante al giorno di passeggiate vere, e apprezza molto le camminate lunghe.
Le discipline migliori sono quelle che uniscono testa e collaborazione: nose work e ricerca olfattiva su tutte, poi rally obedience e attivazione mentale. Il dog trekking è forse l’attività che gli calza meglio in assoluto.
Da evitare gli sport esplosivi e le uscite lunghe con il caldo: con quel mantello l’estate italiana è impegnativa, quindi si esce presto la mattina e la sera.
Un’ultima nota: molti Eurasier amano l’acqua, ereditata dal ramo nordico, e una nuotata d’estate è uno dei modi migliori per farli sfogare senza sforzo.

