Allevamento dell’Epagneul Picard
Dove si trova un cucciolo, quanto costa e cosa chiedere a chi lo alleva
In Italia questa razza non si trova: due cuccioli iscritti all’ENCI in dieci anni e zero affissi. La strada passa dalla Francia, dove il club di razza esiste dal 1907 e gli allevatori portano i cani nelle prove di lavoro.
In questa pagina: quanto costa un cucciolo e il viaggio, cosa chiedere ai riproduttori in una razza senza test genetici obbligatori e i numeri italiani.
Sommario
Quanto costa un cucciolo di Epagneul Picard
In Francia un cucciolo con pedigree costa fra gli 800 e i 1.300 euro, a cui va aggiunto il viaggio, fra i 200 e i 500 euro secondo la distanza.
Il canale è il club di razza francese, che riunisce Picard e Pont-Audemer e pubblica le cucciolate: molti riproduttori hanno qualifiche in prova di lavoro, e in una razza da caccia quella è l’informazione che conta. Un cucciolo con pedigree FCI si iscrive senza problemi al libro genealogico italiano.
Il mantenimento è quello di un cane da ventidue chili molto attivo: 70-100 euro al mese fra cibo, antiparassitari e accantonamento veterinario. La toelettatura costa poco: le frange vanno spazzolate, il pelo del corpo è rustico e non chiede niente.
La spesa che conviene mettere in bilancio, in un cane da ferma, è quella dei corsi: il lavoro sul campo con un istruttore è ciò che trasforma un buon cucciolo in un buon cane.
Cosa chiedere a chi alleva Epagneul Picard
Non ci sono test genetici di razza da pretendere, perché non esistono patologie ereditarie diffuse che li richiedano. Le domande vanno quindi su salute generale, lavoro e carattere.
Sulla salute: lastre ufficiali di anche e gomiti dei riproduttori e visita oculistica. Sulle orecchie chiedi come le gestiscono: in un cane con orecchie grandi, frangiate e una vita in acqua, la prevenzione delle otiti è parte del pacchetto.
Sul lavoro: cosa fanno i genitori. In Francia il Picard è un cane da caccia vero e molti soggetti hanno prove; un cucciolo che arriva da cani che lavorano impara con più facilità, anche se non lo porterai mai in palude.
Sul carattere: in una razza selezionata per l’aria dolce ed espressiva, il difetto da temere è la timidezza. Guarda la madre e chiedi come reagiscono i genitori a un estraneo e a un rumore forte.
Poi le solite cose che valgono sempre: dove sono cresciuti i cuccioli, quanti anni ha la madre, quante cucciolate ha fatto, cosa hanno già visto. E una domanda in più per una razza così rara: quante cucciolate fa l’allevatore in un anno. Numeri piccoli, qui, sono un buon segno.
L’Epagneul Picard in Italia: la situazione
L’ENCI, sui dieci anni fra il 2015 e il 2024, registra due iscrizioni di Epagneul Picard, entrambe nel 2017. Gli affissi dedicati sono zero. In pratica, in Italia questa razza non esiste.
È la stessa storia dell’Epagneul Français: non è una questione di qualità del cane, è che il posto era occupato. Chi in Italia cerca un cane da ferma continentale prende un Breton, un Kurzhaar, un Drahthaar, un Bracco Italiano o uno Spinone, e nessuno ha mai avuto motivo commerciale per importare un cane grigio moschettato che pochi conoscono.
Cosa vuol dire in pratica per chi ne vuole uno: informarsi in francese sui siti del club, mettere in conto tempi lunghi e un viaggio, e trovare in anticipo un istruttore che lavori con i cani da ferma continentali.
Un dato che vale come garanzia: lo standard originale di questa razza è del 1964 e non è mai stato riscritto in profondità. Vuol dire che il Picard di oggi è lo stesso cane di sessant’anni fa, cosa che in cinofilia non capita spesso.

