Carattere e descrizione dell’Epagneul Olandese di Drent
Il cane da pernice olandese: la coda che gira, la ferma di pietra e un carattere gentile
L’Epagneul Olandese di Drent, che nei Paesi Bassi si chiama Drentsche Patrijshond, è un cane da ferma con uno standard fuori dall’ordinario: il capitolo sul carattere è lungo, dettagliato, e racconta cose che nessun altro standard racconta. Per esempio che quando il cane trova odore la coda si muove con un movimento circolare.
In questa pagina: quanto è grande, il colore e cosa non è ammesso, la testa con la misura delle orecchie, il carattere letto riga per riga dallo standard e il capitolo salute, che in questa razza va affrontato con dati alla mano.
Sommario
L’Epagneul Olandese di Drent in breve
L’Epagneul Olandese di Drent è un cane da ferma continentale di tipo spaniel, gruppo 7 sezione 1.2, con prova di lavoro. Maschi 58-63 cm per 30-35 kg, femmine 55-60 cm per 25-31 kg, mantello bianco con macchie marroni. Lo standard lo descrive come un cane che caccia a portata di fucile, con doti innate che chiedono poco addestramento, e avverte: a causa del carattere gentile è dannoso usare metodi coercitivi.
Quanto è grande un Epagneul Olandese di Drent

Le misure sono 58-63 cm per i maschi e 55-60 cm per le femmine. E qui lo standard fa una cosa che molti standard non fanno: dà anche il peso, e sono numeri importanti.
30-35 kg per i maschi e 25-31 kg per le femmine. Non è un cane leggero: è un cane da lavoro robusto, e chi lo immagina come uno spaniel di media taglia resta sorpreso quando ne vede uno dal vivo.
L’altezza può deviare di qualche centimetro se il cane è ben proporzionato: una tolleranza dichiarata, non una scappatoia.
Le proporzioni chiedono un cane leggermente allungato: la lunghezza del corpo supera l’altezza al garrese. Il torace è profondo e arriva ai gomiti, la groppa è larga e lunga e scende leggermente.
C’è un difetto grave che merita di essere citato perché dice tutto sulla filosofia di questa razza: un aspetto in qualche modo troppo elegante. Fra i difetti gravi c’è anche il collo più lungo del desiderabile, che dà un’impressione più elegante ma manca di potenza. Qui l’eleganza non è un pregio: la potenza sì.
Nella stessa logica ci sono il costato stretto e il cane basso sulle gambe fra i difetti gravi: un cane che deve camminare tutto il giorno nei campi ha bisogno di polmoni e di arti.
Il colore: bianco e marrone, e il roano che non si può

Il colore è bianco con macchie marroni, con o senza pezzature o picchiettature. Le orecchie sono marroni, come il pelo attorno agli occhi.
La regola che sorprende è quella sul roano: il roano non è permesso, cioè la mescolanza di peli marroni e bianchi su tutto il corpo. In molte razze da ferma continentali il roano è normale o perfino tipico – pensate al Bleu de Picardie – qui è vietato, e il roano su tutto il corpo è addirittura fra i difetti gravi.
Meno desiderato, ma non vietato, è il mantello: la grande sella continua sul dorso. I cani con mantello sono i primi della lista dei difetti.
Il nero non è previsto: il colore di questa razza è il marrone, e anche il tartufo e le labbra devono essere marroni. Se vedi un cane di tipo Drent con le macchie nere e il tartufo nero, quel cane non è nel colore dello standard.
Il pelo è denso, non riccio, piuttosto liscio, con sottopelo impermeabile. Non è lungo, ma sembra lungo: le frange sulle orecchie, il pelo più fitto su collo e petto, le culotte e la coda folta danno quell’impressione. Sul dorso, dice lo standard, un pelo ondulato è preferibile; le frange arricciate sono un difetto.
La testa, gli occhi ambra e la misura delle orecchie

La testa è a cuneo, moderatamente lunga, con una linea che lo standard descrive come asciutta e fluida: niente labbra pendule, niente guance pesanti.
Gli occhi hanno una richiesta di colore molto precisa e molto poetica: il colore desiderato è ambra, quindi né scuro né del colore chiaro dell’uccello rapace. È una descrizione che si trova solo in questo standard, e dà esattamente l’idea: un occhio caldo, non un occhio da falco.
L’espressione, sempre secondo il testo, deve mostrare gentilezza e l’intelligenza del cane da caccia. L’occhio troppo rotondo è un difetto.
Le orecchie hanno la misura più originale che si possa trovare in uno standard: tirate in avanti devono arrivare fino a tre dita dalla punta del tartufo. Sono attaccati alti, non pesanti, pendenti e aderenti senza pieghe.
E c’è la parte che chi vive con questi cani riconosce subito: quando l’attenzione del cane viene attirata, le orecchie ruotano in avanti e si sollevano, formando un triangolo visto di fronte. Lo standard chiude con una frase che vale più di una descrizione: le orecchie sono mobili ed esprimono i diversi stati d’animo.
Le orecchie portate aperte, cioè staccate dalla testa, sono un difetto: fra le cose che si guardano in esposizione, in questa razza, ci sono proprio quelle.
La coda che gira in cerchio, e il resto del carattere

Il capitolo sul comportamento di questo standard è un piccolo trattato di caccia pratica, e contiene il dettaglio più bello: una caratteristica della razza è che, quando cerca la selvaggina, la coda si muove con un movimento circolare, specialmente quando prende l’odore.
Chi caccia con un Drent legge quel movimento come un indicatore: la coda che comincia a girare vuol dire che il cane ha trovato qualcosa. Non è folklore, è nel testo ufficiale della razza.
Il resto del capitolo è una sequenza di cose concrete. Il cane caccia a portata di fucile. Mantenere il contatto con il cacciatore è apparentemente una qualità innata. Quando si avvicina alla selvaggina, la ferma solido come una roccia e aspetta impeccabilmente che il cacciatore arrivi.
E poi la frase che fa innamorare della razza: quando questo richiede molto tempo, il cane si gira a guardare il suo padrone. In ferma, girarsi a cercare l’umano con gli occhi.
Sul carattere in casa lo standard è esplicito: è leale e intelligente, e questo lo rende un cane da famiglia molto apprezzato oltre che un compagno di valore per il cacciatore. Con gli estranei può essere riservato all’inizio, ma mai pauroso.
L’ultima riga è un avvertimento, e in uno standard FCI è raro: a causa del loro carattere gentile, è dannoso usare metodi di addestramento coercitivi. Su questo cane la durezza non funziona, e non lo dice un educatore: lo dice il documento che definisce la razza.
Quanto vive un Epagneul Olandese di Drent e di cosa si ammala

Questo è il capitolo che va letto prima di innamorarsi della razza, e va letto con i dati in mano, perché sul Drent ci sono numeri veri e ci sono anche allarmi da pesare.
Il tema principale è l’epilessia idiopatica. La review dell’International Veterinary Epilepsy Task Force, pubblicata su BMC Veterinary Research nel 2015, ricorda che nel Drentse Patrijshond l’epilessia idiopatica è segnalata dal 1986, e che nello studio citato l’incidenza era almeno l’1,4%, fino a circa il 9,4% escludendo il gruppo con dati mancanti: la più alta fra le razze olandesi studiate.
Gli stessi dati dicono altre cose utili: maschi e femmine sono colpiti allo stesso modo, l’esordio va dai 9 mesi ai 5 anni con una mediana di tre anni, e – dettaglio importante – i cani colpiti non avevano un coefficiente di consanguineità più alto degli altri.
Poi c’è la valutazione della fondazione olandese Dier en Recht, che nella sua guida alle razze classifica il Drent come razza ad alto rischio, elenca dodici malattie ereditarie e indica l’epilessia come il problema più grave, con uno su otto cani colpiti. È una fonte militante e la cifra è più alta di quella pubblicata negli studi: va citata, e va detto che è una stima di un’organizzazione che fa campagna sulla salute delle razze, non un dato di letteratura.
Sulla consanguineità, invece, il punto è condiviso da tutti: in passato nella razza si sono fatti accoppiamenti fra padre e figlia e fra nonno e nipote, e oggi la popolazione è di fatto una grande famiglia. Chiedere il pedigree completo e capire quanto sono vicini i due genitori non è pignoleria.
Gli altri temi sono quelli di un cane da lavoro di trenta chili: displasia dell’anca e del gomito, spondilosi, e i controlli oculistici per la PRA. Nei Paesi Bassi, dal 1 giugno 2014, il Raad van Beheer impone anche il test del DNA di parentela per verificare che i genitori dichiarati siano quelli veri.
Come per tutte le razze poco numerose, la vita media non ha uno studio dedicato: le stime dei portali olandesi stanno intorno ai 12-13 anni.
A chi è adatto l’Epagneul Olandese di Drent
È adatto a chi caccia e vuole un cane che lavori vicino: a portata di fucile, con il contatto che secondo lo standard è innato.
È adatto a una famiglia attiva, e lo dice il documento ufficiale della razza: un cane da famiglia molto apprezzato. È una delle razze da ferma che riesce meglio nel doppio ruolo.
È adatto a chi lavora in gentilezza. Lo standard mette per iscritto che i metodi coercitivi sono dannosi: chi cerca un cane da correggere a strattoni, qui sbaglia razza.
È adatto a chi ha tempo: due ore al giorno di attività fuori stagione, con una parte per il naso.
Non è adatto a chi vive in appartamento senza uscite vere: sono trenta chili di cane da caccia.
Non è adatto a chi non vuole informarsi sulla salute: in questa razza epilessia e consanguineità sono argomenti da affrontare con l’allevatore, non da evitare.
E non è adatto a chi lo vuole in Italia: qui non è mai nato un cucciolo di questa razza, e la ricerca comincia dai Paesi Bassi.

