Storia ed origine del Coton de Tulear

Il cane del Madagascar riconosciuto solo nel 1970

Il Coton de Tuléar ha un nome che è un indirizzo: coton per il pelo, Tuléar per la città del Madagascar da cui viene. In questa pagina trovi la sua storia, come è arrivato in Europa e i numeri italiani di oggi.

Sommario

Un cane del Madagascar

Giovane Coton de Tulear di sei mesi

Lo standard è insolitamente sintetico sulle origini, ma i due dati che dà sono precisi: l’origine è il Madagascar e il riconoscimento ufficiale della razza è arrivato nel 1970.

Il nome dice il resto: Tuléar, oggi Toliara, è una città portuale sulla costa sud occidentale dell’isola, e coton, cotone in francese, è il modo in cui i francesi hanno descritto quel pelo unico.

La famiglia di appartenenza è quella dei bichon, i piccoli cani bianchi da compagnia che per secoli hanno viaggiato con le navi lungo le rotte commerciali del Mediterraneo e dell’Oceano Indiano. Il Madagascar era uno scalo, e da lì la storia si intuisce da sola.

La FCI, però, gli riserva un trattamento speciale: il Coton ha una sezione tutta sua, la 1.2 del gruppo 9, separata dagli altri bichon. È il riconoscimento che, pur essendo imparentato, è diventato qualcosa di diverso.

Il resto della sua storia recente sta in una riga del documento: introdotto in Francia molto prima del suo riconoscimento ufficiale del 1970, questo nuovo arrivato ha conquistato un posto di primo piano fra i cani da compagnia di questo paese; oggi è sparso per tutto il mondo.

QuandoCosa succede
In MadagascarIl cane vive nella zona di Tulear, sulla costa sud occidentale
Prima del 1970Viene introdotto in Francia molto prima del riconoscimento
1970Arriva il riconoscimento ufficiale della razza
Da alloraDiventa uno dei cani da compagnia più noti in Francia
OggiLo standard dice che la razza e sparsa per tutto il mondo
25.11.1999Data dello standard FCI oggi in vigore

Il Coton de Tuléar oggi, in Italia

In Italia il Coton è una razza piccola ma in crescita costante: fra il 2015 e il 2024 l’ENCI ha registrato 1.213 cuccioli, passando dai 104 del 2015 ai 135 del 2024, con il picco di 170 nel 2022.

Coton de Tulear bianco appena spazzolato
AnnoCuccioli iscritti in Italia
2015104
2016119
201796
2018106
201986 (il minimo)
2020119
2021127
2022170 (il massimo)
2023151
2024135

È una crescita lenta e sana, senza il boom improvviso che di solito rovina le razze: nessun anno con numeri esplosivi, nessun crollo.

Il dato che pesa, però, è un altro: gli allevamenti con affisso ENCI dedicati alla razza sono otto in tutta Italia, due in Campania e uno ciascuno in Marche, Umbria, Lombardia, Puglia, Friuli Venezia Giulia ed Emilia Romagna.

Con numeri così bisogna mettere in conto una lista d’attesa e probabilmente un viaggio. È anche il motivo per cui molti Coton italiani arrivano da Francia o Germania, dove la razza è più diffusa da decenni.

Il vantaggio di una razza piccola è che gli allevatori si conoscono tutti e le linee sono tracciabili: chiedere se una linea è testata per l’atassia di Bandera, e ottenere una risposta documentata, è molto più semplice che in una razza da migliaia di cuccioli l’anno.