Addestramento ed educazione del Coton de Tulear
Un cane facile da educare e un mantello da spazzolare
Il Coton è uno dei cani più facili che ci siano: allegro, socievole e collaborativo. Il lavoro vero è sul mantello, e su una cosa che nei cani da compagnia si sottovaluta sempre, l’abitudine a restare soli. In questa pagina trovi entrambe.
Sommario
Come si educa un Coton de Tuléar

Lo standard lo descrive allegro, stabile e molto socievole, e in addestramento questo si traduce in un cane che collabora volentieri e che non ha bisogno di essere convinto.
Funzionano il cibo, il gioco e l’entusiasmo. Le sessioni vanno tenute corte, cinque minuti alla volta, perché è un cane sveglio che si annoia a ripetere.
I metodi duri non servono e fanno danno: è un cane piccolo e sensibile, e la severità produce solo un cane che si spegne. Con la voce calma si ottiene tutto.
Le due cose da impostare subito sono la manipolazione e il guinzaglio. La prima perché lo spazzolerai ogni giorno per quindici anni, e un cane che si lascia toccare ovunque rende la vita facile a entrambi.
La pulizia in casa, come in molti cani di taglia piccola, può richiedere un po’ più tempo della media. Serve una routine regolare e pazienza nei primi mesi, senza sgridate.
Sulla socializzazione: è un cane naturalmente socievole, quindi i primi mesi servono soprattutto a fargli conoscere rumori, superfici e situazioni, non a fargli accettare persone e cani, cosa che gli riesce da sola.
La solitudine e l’abbaio
Il Coton è un cane da compagnia nel senso letterale del termine: sta con le persone, e questo è il suo mestiere. La conseguenza è che la solitudine prolungata gli pesa più che ad altre razze.
L’abitudine a restare solo va costruita da cucciolo e per gradi: pochi minuti, poi di più, senza scene all’uscita e senza feste al rientro. È un lavoro noioso che si fa una volta e vale per tutta la vita del cane.
Il consiglio pratico che in questa razza funziona meglio è lasciargli qualcosa da masticare o da cercare quando esci: un tappetino olfattivo o un gioco riempito cambiano la percezione della tua uscita.
Sull’abbaio, il Coton non è un segnalatore ossessivo come altri cani piccoli, ma avvisa. Si lavora come sempre: il cane annuncia, tu prendi atto, chiedi lo stop e premi il silenzio.
L’errore classico, comune a tutti i cani di questa taglia, è prenderlo in braccio ogni volta che si agita o che arriva qualcuno. È il modo più rapido per insegnargli che agitarsi funziona.
Un’ultima cosa che riguarda il carattere: proprio perché è così facile, il Coton rischia di essere educato poco. Anche un cane da quattro chili ha bisogno di regole, e gliele si insegna molto più facilmente da cucciolo che a tre anni.
Come si cura il pelo e che attività fare

Il mantello del Coton è morbido, fitto e senza sottopelo vero. Come per tutti i peli di questo tipo, non cade: si annoda, e i nodi si formano sotto, dove non si vedono.
Servono spazzolate serie tre o quattro volte a settimana se si tiene il pelo lungo, lavorando a strati: si solleva una ciocca alla volta e si pettina dalla radice con un pettine di metallo, non passando la spazzola in superficie.
Le zone critiche sono sempre le stesse: dietro le orecchie, sotto le ascelle, sull’inguine e sulle culottes. Il bagno si fa solo su un cane già pettinato, perché il pelo annodato che si bagna diventa feltro.
C’è poi un periodo che spiazza tutti: verso gli otto o dieci mesi il pelo da cucciolo lascia il posto a quello adulto, e in quelle settimane il cane si annoda molto più del solito. Non è un peggioramento, è una fase, e passa.
Chi non ha quel tempo può tenerlo corto: è una scelta pratica e legittima per un cane di famiglia, e toglie quasi tutto il lavoro quotidiano.
Sulle attività, il Coton è più capace di quanto sembri: le discipline di olfatto lo appassionano, il rally obedience e la dog dance gli calzano bene, ed è anche un ottimo cane da pet therapy, proprio per quel temperamento allegro e stabile.
Nella vita quotidiana bastano due o tre uscite con il tempo di annusare. Non è un cane sportivo e non ha bisogno di esserlo.

