Allevamento del Cocker Spaniel Inglese
Quanto costa un cucciolo, i 133 affissi italiani e il test da chiedere sempre
Il Cocker è una delle razze più allevate d’Italia, e questo è un vantaggio enorme: si può scegliere, confrontare e andare a vedere. In questa pagina trovi i prezzi reali, i numeri ENCI anno per anno e le domande da fare a un allevatore, a partire da un test genetico che su questa razza non è opzionale.
Sommario
Quanto costa un cucciolo di Cocker

In un allevamento con affisso ENCI un cucciolo di Cocker Spaniel Inglese costa fra gli 800 e i 1.500 euro. La forbice si muove per la linea di sangue e per i controlli sanitari fatti, non per il colore.
Sul mantenimento siamo fra i 60 e i 100 euro al mese, a cui va aggiunta la toelettatura ogni due mesi, sui 40-70 euro, e una voce fissa che su questa razza non si può saltare: i prodotti per la pulizia delle orecchie.
Molti proprietari imparano a gestire le frange in casa e vanno dal toelettatore solo per il lavoro completo: è una scelta sensata e l’allevatore può insegnarti da dove cominciare.
Sul colore, una precisazione utile: nel Cocker nessuna varietà è più rara o più pregiata delle altre. Se qualcuno ti chiede di più per un roano o per un tricolore, sta vendendo una storia.
Le iscrizioni ENCI anno per anno
Sono numeri da grande razza popolare, ed è una delle poche curve in salita che si vedano in questi anni.
Il totale del decennio è di 26.755 cuccioli, con il picco di 3.378 nel 2021 e un 2024 ancora sopra i 2.900. Per confronto, razze molto conosciute come lo Shar Pei o il Dogue de Bordeaux non arrivano a cinquemila in dieci anni.
Sui colori, l’ENCI registra le varietà separatamente: 10.846 di altri colori, cioè pezzati e roani, 8.079 neri e 7.814 rossi.
Gli allevamenti con affisso dedicati alla razza sono 133: venti in Lombardia, diciannove nel Lazio, quattordici ciascuno in Toscana, Veneto ed Emilia Romagna, nove in Piemonte. È una delle reti più capillari d’Italia.
Le domande da fare a un allevatore di Cocker

La prima domanda è quella che conta più di tutte: i genitori sono testati per la nefropatia familiare? È una malattia renale mortale che colpisce fra i sei mesi e i due anni, è recessiva ed esiste il test del DNA dal 2006.
La seconda riguarda gli occhi: controllo oculistico ufficiale dei riproduttori, per l’atrofia progressiva della retina e il glaucoma. Su una razza così numerosa, gli allevamenti che li fanno e quelli che non li fanno si distinguono proprio qui.
La terza è pratica e cambia il cane che porti a casa: è una linea da lavoro o da esposizione? Il working cocker ha un’energia da cane da caccia vero, e in una famiglia sedentaria diventa ingestibile. Non è meglio né peggio: è diverso, e va scelto sapendo cosa si sceglie.
La quarta riguarda il carattere e va fatta guardando i genitori. Chiedi come reagiscono agli estranei e se ci sono stati problemi in linea. Sull’aggressività nei soggetti unicolori esistono dati britannici, e un allevatore serio non si offende per la domanda.
Infine le solite: dove crescono i cuccioli, se puoi vedere la madre, cosa hanno già visto. E se l’allevatore ti spiega la routine delle orecchie prima che tu gliela chieda, sei nel posto giusto.

