Addestramento ed educazione del Cavalier King Charles Spaniel

Il cane più facile che ci sia, con due attenzioni da non sottovalutare

Il Cavalier King Charles Spaniel è probabilmente il cane da compagnia più semplice da educare, e il rischio è proprio questo: che non venga educato affatto. Qui trovi come si imposta, come si lavora sulla solitudine e quali attività gli piacciono.

Sommario

Come si educa un Cavalier

Primo piano di un Cavalier King Charles Spaniel di colore blenheim

È un cane che vuole compiacere, e questo rende il lavoro facilissimo. Non ha testardaggine da terrier, non ha indipendenza da nordico, non ha istinti forti che competono con te: se gli chiedi qualcosa, di norma la fa volentieri.

Il metodo è il rinforzo positivo ed è particolarmente adatto qui, perché il Cavalier è un cane sensibile: un tono duro lo spegne subito e non insegna niente. Col cibo e con la voce si ottiene tutto.

Il rischio vero, con questa razza, è opposto a quello di tante altre: è che nessuno lo educhi. Un cane da sei chili che tira al guinzaglio, che salta addosso, che abbaia per avere attenzione o che pretende il divano non fa danni, quindi lo si lascia fare. Il risultato è un cane maleducato e spesso più insicuro di quanto sarebbe.

La regola è la stessa che vale per tutti i cani piccoli: le regole sono quelle di un cane grande. Un Cavalier educato è un cane che si porta ovunque, e ovunque è esattamente dove vuole stare.

Le priorità pratiche sono due. La pulizia in casa, che nei cani piccoli richiede un po’ più di costanza. E il richiamo: non ha grande istinto predatorio, ma lo standard lo definisce assolutamente senza paura, e un cane senza paura vicino a una strada è un problema serio.

La solitudine, che è il vero tema di questa razza

Il Cavalier è un cane da compagnia senza altri mestieri: non fa la guardia, non caccia, non conduce. È stato selezionato per stare con le persone, e basta. La conseguenza è che stare da solo gli riesce molto male.

Non è una fragilità caratteriale: è quello per cui è stato costruito. Ma va gestito, perché un Cavalier lasciato solo otto o dieci ore al giorno diventa un cane che abbaia, che si dispera e che a volte smette di mangiare.

Il lavoro si imposta dal primo giorno con la solita gradualità: assenze brevissime che si allungano poco alla volta, uscite e rientri senza cerimonie, un posto suo dove abbia imparato a stare bene anche quando ci sei, e qualcosa da masticare mentre non ci sei.

C’è però una cosa da dire con onestà: se la tua vita prevede dieci ore fuori casa tutti i giorni, questa non è la razza giusta, e non c’è tecnica che lo cambi. Il Cavalier è il cane perfetto per chi lavora da casa, per chi può portarlo con sé, per una famiglia in cui c’è quasi sempre qualcuno.

Un’attenzione in più da costruire da cucciolo: abitualo a farsi manipolare le orecchie. Sono lunghe, frangiate e trattengono umidità, e le otiti in questa razza sono frequenti: un cane che si lascia pulire senza combattere è un enorme vantaggio per tutta la vita.

Le attività giuste per un cane sportivo che sembra da salotto

Lo standard apre la voce carattere con la parola sportivo, e chi ha un Cavalier lo sa: sotto quelle frange c’è uno spaniel, cioè un cane che discende da cani da caccia e che ama stare fuori.

Cavalier King Charles Spaniel che salta un ostacolo in agility

Le attività che gli piacciono di più sono quelle da fare insieme. Il dog trekking è perfetto: sembra piccolo, ma con la giusta abitudine cammina per ore. Vanno benissimo le lunghe passeggiate, le esplorazioni e i giochi di riporto.

L’agility a livello amatoriale è divertente e gli si addice per taglia e agilità, e l’obedience sfrutta al meglio la sua voglia di compiacere.

La nose work merita una menzione perché è l’attività più sottovalutata su questa razza: viene dagli spaniel, ha un buon naso, e i giochi di ricerca in casa o in giardino sono un modo eccellente di stancarlo nelle giornate in cui non si esce.

E poi c’è il campo in cui questa razza è insuperabile: la pet therapy. Quel carattere che lo standard descrive come allegro, amichevole, non aggressivo e privo di qualsiasi tendenza al nervosismo lo rende uno dei cani più impiegati negli interventi assistiti con gli anziani e con i bambini.

Due avvertenze pratiche. La prima riguarda il cuore: in un cane adulto con un soffio diagnosticato, l’attività va concordata col veterinario, che di solito consiglia movimento regolare e moderato invece di sforzi intensi.

La seconda riguarda il caldo: il Cavalier ha il muso più lungo del King Charles Spaniel ma non è un cane a muso lungo, e con quel pelo lungo d’estate va gestito con le solite regole, cioè uscite all’alba e alla sera.