Storia ed origine del Cão de Castro Laboreiro

Un villaggio, un veterinario e una razza che rischia di sparire

Questa razza prende il nome da un villaggio preciso, nell’estremo nord del Portogallo, e lo standard la definisce una delle più antiche della penisola Iberica. In questa pagina trovi da dove viene, chi ne ha scritto il primo standard nel 1935 e perché oggi, in patria, è considerata minacciata.

Sommario

Da dove viene il Cão de Castro Laboreiro

Paesaggio del parco nazionale di Peneda-Geres, in Portogallo

Dal villaggio di Castro Laboreiro, nel comune di Melgaço, all’estremo nord del Portogallo, a un passo dal confine con la Galizia. Lo standard descrive il territorio meglio di qualsiasi guida turistica.

Le parole sono queste: è una zona rustica di montagna, che si estende dal fiume Minho alle montagne di Peneda e Soajo, con altezze che arrivano a 1400 metri. È delimitata dai fiumi Minho, Trancoso, Laboreiro e Mouro.

Uno standard che confina una razza fra quattro fiumi è uno standard che sta raccontando una razza locale vera, non un progetto di allevamento.

Quelle montagne oggi sono in gran parte dentro il parco nazionale di Peneda-Gerês, il più antico del Portogallo, e sono un posto dove il lupo iberico non è mai scomparso. È il motivo per cui questa razza esiste.

Il mestiere era quello dei guardiani di tutta Europa: stare con le mandrie in quota d’estate, scendere d’inverno, e nel frattempo tenere lontano il lupo. Le case sparse in quelle valli avevano bisogno di un cane che facesse la sentinella, e lo standard usa esattamente quella parola.

Sull’antichità della razza il testo è netto e prudente allo stesso tempo: è una delle più antiche razze della Penisola Iberica, senza date. Chi ti racconta i secoli precisi sta improvvisando: di questi cani, per secoli, non ha scritto nessuno.

QuandoCosa succede
Da secoliIl cane e sulle montagne del nord del Portogallo, fra i fiumi Minho, Trancoso, Laboreiro e Mouro
Il nomeViene dal villaggio di Castro Laboreiro, nel comune di Melgaco
Il territorioDal fiume Minho alle montagne di Peneda e Soajo, fino a 1400 metri
Il mestiereDifendere il bestiame dal lupo, che nella zona e ancora presente
1932Arrivano i primi registri provvisori nel libro genealogico portoghese
1935Il veterinario Manuel Fernandes Marques scrive il primo standard ufficiale
1935Il Clube Portugues de Canicultura riconosce la razza
Dal 1996E una delle quattro razze del Programa Cao de Gado di Grupo Lobo contro i danni da lupo
04.11.2008Data dello standard originale in vigore, pubblicato dalla FCI il 05.01.2011
OggiIn Portogallo la razza e considerata minacciata
2015-2024In Italia l’ENCI registra 13 cuccioli e nessun affisso

Il primo standard del 1935

Il castello di Castro Laboreiro, nel nord del Portogallo

La razza entra nella cinofilia ufficiale negli anni Trenta. I primi registri nel libro genealogico portoghese sono del 1932, ancora provvisori, e nel 1935 arriva il primo standard ufficiale.

Lo scrisse un veterinario, Manuel Fernandes Marques, e nello stesso anno il Clube Português de Canicultura riconobbe la razza. Per una razza di montagna portoghese, quella data è presto: il Cão da Serra da Estrela avrà il suo standard ufficiale nello stesso anno.

Il castello nella foto qui accanto è quello di Castro Laboreiro, ed è il modo più diretto di capire che tipo di posto sia: una fortezza medievale su una rupe, in un paesaggio in cui il confine, la montagna e il bestiame hanno deciso tutto per secoli.

Fino a metà Novecento questi cani hanno fatto il loro lavoro senza che nessuno se ne occupasse. Poi è arrivato il cambiamento che ha svuotato le montagne: emigrazione, fine della pastorizia tradizionale, villaggi che si spopolano.

Un cane da guardiania senza gregge da guardare non ha un mestiere, e la razza ha cominciato a ridursi. Le fonti portoghesi non girano intorno al problema: oggi il Cão de Castro Laboreiro è considerato minacciato, e la causa principale sono le trasformazioni sociali del suo habitat.

Lo standard FCI oggi in vigore è del 4 novembre 2008, pubblicato in italiano nel 2011, e ha il numero 170 della nomenclatura.

Una razza a rischio, e il ritorno del lupo

Il paese di Castro Laboreiro sotto la neve

La storia recente di questa razza ha un doppio movimento: il mestiere tradizionale si è ridotto, ma il lupo non è mai andato via, e da trent’anni i cani da guardiania sono tornati a essere uno strumento di conservazione.

Il Programa Cão de Gado dell’associazione portoghese Grupo Lobo va avanti dal 1996: affida cuccioli di razze nazionali ai pastori nell’area di distribuzione del lupo iberico, e il Castro Laboreiro è una delle quattro razze usate.

I numeri del programma sono buoni: circa 400 allevatori sostenuti e quasi 700 cani consegnati, con l’assistenza tecnica e veterinaria che serve a farli crescere bene.

È il modo più concreto di tenere in vita una razza da lavoro: non con le esposizioni, ma rimettendola al lavoro per cui è stata fatta.

Fuori dal Portogallo il Castro Laboreiro resta una razza per pochissimi appassionati. In Italia i numeri sono quasi commoventi: l’ENCI ha registrato 13 cuccioli in dieci anni, tre nel 2015 e dieci nel 2016, e poi niente. Gli affissi dedicati sono zero.

Chi ne vuole uno, oggi, guarda al nord del Portogallo. E la cosa da sapere prima di cercare è che laggiù questo cane non è un cane da esposizione: è ancora un cane che lavora, in un posto dove il lupo passa.