Allevamento del Cão de Castro Laboreiro

Quanto costa un cucciolo e perché va cercato in Portogallo

In Italia il Cão de Castro Laboreiro è una delle razze più rare che esistano: 13 cuccioli iscritti in dieci anni, tutti fra 2015 e 2016, e nessun affisso. Qui dentro: il prezzo di un cucciolo, le domande da fare a chi alleva e le iscrizioni ENCI vere.

Sommario

Quanto costa un cucciolo di Cão de Castro Laboreiro

La stima realistica per un cucciolo con pedigree è fra gli 800 e i 1.500 euro, più il viaggio. In questa razza, però, il prezzo non è il problema: il problema è trovarne uno.

Scultura dedicata al Cão de Castro Laboreiro in Portogallo

In Italia non esiste nessun affisso dedicato e l’ENCI non registra cuccioli dal 2016. Il riferimento è il nord del Portogallo, dove la razza è di casa e dove esistono allevatori legati al territorio di origine.

VoceQuantoNota
Cucciolo con pedigree800-1.500 euroE una stima: in Italia non esiste nessun affisso, il riferimento e il Portogallo
Il viaggio300-700 euroTrasporto dal nord del Portogallo, o due giorni di auto
Mantenimento80-120 euro al meseCibo per un cane da 35 chili, antiparassitari, veterinario
Toelettatura0-20 euro al mesePelo corto: una spazzolata a settimana e basta
Recinzionela voce che tutti dimenticanoUn guardiano che perlustra ha bisogno di confini veri
AttesamesiIn Italia non nascono cuccioli dal 2016

Il mantenimento è quello di un cane da 35 chili: fra gli 80 e i 120 euro al mese fra cibo, antiparassitari e veterinario.

La toelettatura, invece, è quasi una non-voce: pelo corto senza sottopelo, una spazzolata alla settimana e nessuna seduta dal toelettatore. Per una razza di questa taglia è un vantaggio concreto.

La voce che nessuno mette in preventivo è la recinzione, e con un cane che perlustra continuamente non è un accessorio: è la condizione per tenerlo.

Un avvertimento pratico: il color lupo di questa razza somiglia a quello di molti meticci grandi, e con numeri così bassi il rischio di comprare qualcos’altro è reale. Chiedi sempre il pedigree e verifica il libro genealogico del paese di origine.

Le domande da fare a un allevatore di Cão de Castro Laboreiro

La prima riguarda le anche: lastre ufficiali dei genitori con il punteggio scritto. In un cane da lavoro da 35 chili non è la domanda del pignolo, è la prima domanda.

La seconda è specifica di questa razza e nasce dallo standard: la sordità. La sordità congenita è elencata fra i difetti eliminatori, quindi chiedi se i cuccioli sono stati controllati e come.

La terza riguarda la consanguineità. Con una razza considerata minacciata in patria, il coefficiente di consanguineità della cucciolata è un numero che un allevatore serio conosce a memoria.

La quarta riguarda il carattere dei genitori, e qui c’è una sfumatura che vale oro: lo standard mette la diffidenza fra i difetti. Genitori che ti guardano da lontano senza avvicinarsi non sono tipici della razza; genitori sicuri che ti valutano e poi ti accettano, sì.

La quinta riguarda la coda: dev’essere integra, portata bassa a scimitarra e senza uncino in punta, perché qui l’uncino è un difetto grave. È l’opposto del Serra da Estrela, e un allevatore che conosce la razza te lo spiega senza che tu chieda.

La sesta riguarda il lavoro: chiedi se i suoi cani custodiscono qualcosa. In una razza da guardiania, un allevamento che tiene i cani con gli animali seleziona anche il carattere, non solo il tipo.

E se compri in Portogallo: vedere cuccioli e madre di persona almeno una volta, mai spedizioni con corriere, pedigree del Clube Português de Canicultura, microchip e passaporto europeo in regola.

Il Cão de Castro Laboreiro in Italia: i numeri dell’ENCI

I numeri italiani di questa razza sono fra i più piccoli di tutta la pagina Razze, e non c’è nemmeno una tendenza da leggere: ci sono due annate e poi il silenzio.

AnnoCuccioli iscritti in Italia
20153
201610
20170
20180
20190
20200
20210
20220
20230
20240
Totale in dieci anni13

In dieci anni fanno 13 cuccioli: tre nel 2015 e dieci nel 2016, quasi certamente una o due cucciolate. Dal 2017 in poi l’ENCI non registra più niente, e gli affissi dedicati alla razza in Italia sono zero.

Vuol dire che di Castro Laboreiro in Italia ne esistono pochissimi, quasi tutti importati, e che chi ne incontra uno al parco lo prende per un incrocio grande dal mantello grigio.

Il motivo della scarsa fortuna italiana non è il carattere, che per un guardiano è dei più gestibili. Sono due cose molto concrete: la razza è rara anche in patria, dove è considerata minacciata, e chiede spazio e tolleranza per l’abbaio, che è tanta roba per il mercato italiano dei cani da appartamento.

Per chi la vuole comunque, la strada è il nord del Portogallo, i club di razza portoghesi e la pazienza. E conviene farlo con una premessa chiara: laggiù questo cane non è un cane da esposizione, è ancora un cane che lavora in una zona dove il lupo passa.