Carattere e descrizione del Cane da Pastore Croato
Quanto e grande, il pelo riccio, il nero unico colore e il carattere
Il Cane da Pastore Croato, l’Hrvatski ovčar, è un conduttore di bestiame croato con due cose che lo rendono immediatamente riconoscibile: un pelo da ondulato a riccio e un colore soltanto, il nero. In questa pagina trovi quanto è grande, come funziona il mantello, il carattere e la parte sulla salute.
Sommario
Il Cane da Pastore Croato in breve
Il Cane da Pastore Croato (Hrvatski ovčar) è un cane da conduzione croato alto 45-50 centimetri nei maschi e 43-48 nelle femmine. Il pelo è da ondulato a riccio, lungo dai 6 ai 14 centimetri, e il colore ammesso è uno solo, il nero. Lo standard lo descrive vivace ed equilibrato, con astuzia, coraggio, resistenza e pazienza, e lo dice facile da addestrare. Vive 13-14 anni.
Quanto è grande un Cane da Pastore Croato

I maschi misurano 45-50 centimetri al garrese, le femmine 43-48, con una tolleranza di tre centimetri nei soggetti di struttura eccellente. Il peso non è nello standard: in pratica sta fra i 13 e i 20 chili.
Lo standard lo descrive come un cane di taglia media di tipo spitz, di apparenza rustica, con una testa dall’espressione simile a una volpe. E aggiunge una frase che vale come ritratto: dà l’impressione di un cane fiero, agile, forte, compatto ma per niente rozzo.
Le proporzioni sono scritte al centesimo: il corpo è rettangolare e la lunghezza supera l’altezza al garrese dell’8-10 per cento nei maschi e dell’8-12 per cento nelle femmine. Sì: lo standard mette nero su bianco che le femmine possono essere più lunghe dei maschi, perché devono portare le cucciolate.
C’è poi una misura che nessuno guarda mai e che qui è dichiarata: l’altezza al gomito è il 50 per cento dell’altezza al garrese. Detto in altre parole, ha le gambe lunghe metà della sua altezza, ed è esattamente quello che serve a un cane che deve correre su terreno accidentato per tutto il giorno.
Sulle orecchie lo standard fa una scelta che pochi fanno: le accetta erette oppure semi-erette, e le due varianti valgono uguale. Nel semi-eretto la punta si piega per gli ultimi due quinti. Quello che non va bene sono le orecchie asimmetriche, e le orecchie completamente pendenti sono una squalifica.
Sulla coda la descrizione è quasi affettuosa: a riposo la porta sotto la linea del dorso, a forma di sciabola o uncino, e quando il cane si mette in attenzione la alza sopra il dorso, a forma di falce, ad anello o arrotolata. Ed esistono soggetti che nascono senza coda o con la coda corta: lo standard lo dice e lo consente.
Il pelo riccio del Cane da Pastore Croato
Il pelo di copertura va da ondulato a riccio ed è lungo fra i 6 e i 14 centimetri. Sotto c’è un sottopelo denso, compatto e morbido che insieme al pelo esterno forma, dice lo standard, un’ottima protezione per il cane.
Lo standard è preciso anche su come non deve essere: relativamente morbido e di buona qualità, il che significa che non deve essere né lanoso né duro al tatto. Un pelo completamente liscio o lanoso è una squalifica, e così un pelo più corto di quattro centimetri sul garrese.
La cosa più bella di questo mantello è che è a due velocità. Sul muso, sulla fronte, intorno agli occhi, sulle orecchie e sulle guance il pelo è corto e liscio, da uno a un centimetro e mezzo: è per questo che la testa sembra quella di una volpe mentre il corpo sembra quello di un cane a pelo lungo.
Sul resto del cane il pelo si allunga e prende dei nomi tutti suoi: la criniera sul collo, particolarmente evidente nei maschi, le frange dietro gli anteriori, le culottes sui posteriori e il pennacchio sulla coda. Il pelo più lungo di tutti sta all’altezza delle culottes e all’attaccatura della coda.
Sul piano pratico è un pelo comodo: spazzola e pettine, niente tosature, niente toelettatore. Due volte l’anno però il sottopelo viene via a manciate, e in quelle settimane la spazzolatura diventa quotidiana.
E c’è un dettaglio da conoscere per non spaventarsi: durante la muta il sottopelo, che è nero, diventa spesso grigiastro o talvolta mostra anche una sfumatura marrone. Lo standard specifica che non è un difetto: è solo il pelo vecchio che se ne va.
Il colore del Cane da Pastore Croato: solo nero
Qui lo standard è più corto che in qualsiasi altra razza. Quattro parole: il colore è nero. Non ci sono varianti, non ci sono tonalità, non c’è una lista di colori ammessi. È nero, e basta.
Le tolleranze sono minime e conviene conoscerle, perché sono quelle che distinguono un soggetto in standard da uno squalificato. Sono ammessi pochi peli bianchi distribuiti uniformemente sul nero, a condizione che siano appena visibili. Non sono ammesse strisce bianche, né un mantello punteggiato di bianco su corpo e arti.
Sul petto una macchia bianca è consentita, ma con il metro alla mano: fino a cinque centimetri va bene, oltre gli otto è una squalifica. Macchie bianche in qualunque altro punto del corpo sono una squalifica a prescindere.
Sul pigmento lo standard è severo come in poche razze. La pelle deve essere color ardesia, e tartufo, interno delle narici, labbra, palpebre, cuscinetti, unghie e zona anale devono essere neri. Anche l’interno delle labbra e le gengive vanno pigmentati, con una raccomandazione che sembra scritta da un allevatore: più scuro è, meglio è.
Le squalifiche legate al pigmento e agli occhi sono le solite di famiglia: tartufo non pigmentato per più del venti per cento, palpebre non pigmentate anche solo leggermente, occhi blu e qualsiasi forma di strabismo. Il colore giusto dell’occhio va dal nero al castano scuro.
C’è un motivo pratico per cui tutto questo conta anche a chi non fa esposizioni: un cane completamente nero con la pelle pigmentata è un cane costruito per il sole della pianura slavone d’estate e per il gelo d’inverno. Il pigmento non è estetica, è protezione.
Il carattere del Cane da Pastore Croato
Lo standard lo riassume in due parole che vanno lette insieme: temperamento vivace e disposizione equilibrata. Poi aggiunge che è affezionato e devoto al suo proprietario e che deve essere interessato a tutto ciò che accade nel suo ambiente.
La riga più importante, però, è quella sul lavoro: questa razza ha un innato senso per il lavoro con gli animali domestici. Non è una gentilezza da catalogo: è la descrizione di un cane che davanti a un gruppo di animali sa cosa fare senza che nessuno gli spieghi niente.
Le qualità che lo standard elenca per il lavoro sono cinque, e sono una lista da rileggere: astuzia, coraggio, vivacità, resistenza, pazienza e correttezza durante il lavoro. Quella correttezza è la parola chiave: è un cane che interviene sugli animali, a volte mordicchiando, ma senza fare del male.
Chi lo ha visto lavorare racconta una cosa che sembra un’esagerazione e non lo è: quando la mandria è stretta, questo cane corre sopra il dorso degli animali per arrivare più in fretta dove serve. Ha una capacità di salto fuori dal comune e una predisposizione ereditaria per il lavoro sui bovini: non si fa intimidire da un toro, e questo dice tutto sul coraggio di un cane da quindici chili.
In casa quell’intensità non sparìsce, cambia solo oggetto. Il Croato ti segue, ti guarda, partecipa. Lo standard dice che è facile da addestrare, e in effetti impara in fretta: il problema non è insegnargli le cose, è dargliene abbastanza da fare.
Il tema pratico numero uno è l’abbaio. È un cane molto intenso, e nelle prime fasi del lavoro tende ad abbaiare molto; con l’esperienza impara ad abbaiare al momento giusto, ma è una cosa che va gestita da subito e non a due anni.
Il carattere fuori standard è definito in modo netto: non deve essere né aggressivo né nervoso, e un soggetto aggressivo o eccessivamente timido è una squalifica. In una razza rara e allevata in numeri piccoli, chiedere di vedere i genitori non è una formalità.
Come si muove un Cane da Pastore Croato

Lo standard dedica al movimento poche righe e una spiegazione che vale più della descrizione: il trotto è l’andatura preferita, poiché stanca meno il cane quando lavora con il bestiame.
L’allungo deve essere sostanziale e con una forte spinta, il movimento armonioso e senza contrazioni. In azione il dorso deve restare fermo, e gli arti non devono né incrociare né essere sollevati troppo in alto.
Sono tutte indicazioni che descrivono un cane economico: uno che copre chilometri senza sprecare energia, perché il suo mestiere non dura mezz’ora ma una giornata intera.
Sui posteriori c’è un dettaglio che sorprende chi arriva da altre razze da pastore: gli speroni possono esserci, singoli o doppi, oppure mancare, e le due cose valgono uguale. È il contrario di quello che chiede il Cane da Pastore Catalano, dove il doppio sperone è obbligatorio.
Quello che invece è escluso in modo assoluto è la corporatura sbagliata: un cane corto sugli arti o di tipo acondroplasico è una squalifica. Un conduttore di bovini con le gambe corte non esisterebbe a lungo.
Quanto vive un Cane da Pastore Croato e di cosa si ammala
Le stime disponibili parlano di 13-14 anni, che per un cane da lavoro di taglia media è una buona longevità. Su questa razza non esistono studi pubblicati: è un cane rustico, senza esagerazioni morfologiche e allevato in numeri piccolissimi, e questo di solito aiuta.
Il primo controllo di buon senso è la displasia dell’anca: dove l’allevatore fa le lastre, vanno chieste. Il secondo, citato dalle fonti di razza, è la lussazione della rotula: un controllo ortopedico sui riproduttori è quello che ti aspetti da chi seleziona con criterio.
Sugli occhi lo standard è esplicito: le palpebre non devono essere allentate né mostrare segni di entropion o ectropion. Una visita oculistica sui riproduttori chiude il discorso.
Poi ci sono i temi da cane che vive fuori. I forasacchi sono il pericolo numero uno di un cane con culottes e frange che passa l’estate nell’erba alta: controllo dopo ogni uscita, dita e ascelle comprese.
La muta non è una malattia ma è un impegno: il sottopelo è denso e due volte l’anno viene via a manciate. Se non lo spazzoli si infeltrisce, e sotto un pelo infeltrito la pelle non respira.
E poi c’è la cosa che riguarda te più che lui: il peso. Un cane selezionato per lavorare tutto il giorno mangiando poco, se lo tratti come un cane da divano, ingrassa. Il peso in questa razza si controlla con le mani, perché sotto quattordici centimetri di pelo riccio non si vede assolutamente niente.
A chi è adatto il Cane da Pastore Croato

È adatto a chi vuole un cane da pastore intenso e collaborativo, e ha qualcosa da fargli fare. Con un innato senso per il lavoro, l’ozio è il suo problema peggiore.
È adatto a chi ha animali o vuole provare le prove di conduzione: è il suo mestiere, e in Slavonia lo fa ancora.
È adatto a chi fa sport cinofili: agility, obedience, rally obedience, ricerca olfattiva. Taglia media, salto notevole, testa sveglia e voglia di collaborare sono la combinazione che serve.
È adatto a chi vuole un cane rustico che sta bene fuori: lo standard dice che l’allevamento centenario in Slavonia lo ha reso adatto a tutte le condizioni.
È adatto a chi non vuole spendere in toelettatura: spazzola, pettine e pazienza nei mesi di muta.
Non è adatto a chi non tollera l’abbaio: è un cane intenso e vigile, e la voce è parte del pacchetto. Si gestisce, non si cancella.
Non è adatto a chi vive in appartamento con due uscite brevi al giorno. Un cane con questo motore, chiuso in casa, si inventa un lavoro che non ti piacerà.
Non è adatto a chi ha fretta o vuole comprare vicino a casa: in Italia non esiste un solo allevamento della razza e nascono in media due cuccioli l’anno.
Non è adatto a chi cerca un cane da guardia nel senso dei molossi: annuncia tutto, ma è un cane da quindici chili con una disposizione equilibrata, non un deterrente.
Se invece cerchi un cane da pastore piccolo, nero, sveglio come pochi e con seicento anni di storia documentata dietro, l’Hrvatski ovčar è una delle razze più interessanti e meno conosciute d’Europa.




