Addestramento ed educazione del Cane da Pastore Bergamasco

Come si lavora con un cane che ragiona, e come si gestiscono i feltri

Lo standard del Bergamasco parla di capacità di apprendere, determinazione, moderazione e pazienza: sono le quattro cose che rendono questo cane facile da educare e difficile da imbrogliare. In questa pagina trovi come si imposta il lavoro, come si gestisce il mantello e cosa fargli fare.

Sommario

Come si educa un Pastore Bergamasco

Cane da Pastore Bergamasco giovane, con il pelo ancora in formazione

È un cane che impara in fretta e che collabora, purché la richiesta abbia senso. La sua moderazione lo rende uno dei cani da pastore più semplici da gestire in famiglia.

Funziona il rinforzo positivo con sessioni brevi. La determinazione di cui parla lo standard significa che se decide una cosa la porta a termine: le regole vanno stabilite da cucciolo e mantenute.

La socializzazione nei primi mesi serve a smussare quella che il testo chiama una normale naturale diffidenza: persone, bambini, città, altri cani, superfici e rumori. Non per renderlo un cane che salta addosso a tutti, ma per fargli capire cosa è normale.

C’è una parte dell’educazione che in questa razza è specifica e nessuno racconta: abituarlo a farsi manipolare. Un cane che a tre anni ha i feltri deve accettare che gli si mettano le mani addosso in ogni punto, orecchie e zampe comprese. Si insegna da cucciolo, con sessioni di pochi minuti.

Il richiamo va costruito bene: è un cane da conduzione, e quando vede animali in movimento l’istinto si accende.

Un’ultima cosa sul metodo: con un cane paziente serve essere pazienti. Il Bergamasco non è un cane veloce nelle reazioni: valuta e poi agisce. Quel mezzo secondo in cui sembra non ascoltare è il momento in cui sta pensando.

La cura del mantello, spiegata bene

Questa è la parte che decide se convivere con un Bergamasco funziona o no, e va imparata prima di prendere il cucciolo.

Il punto di partenza è capire cosa succede: il pelo lanoso non fa la muta e intrappola il sottopelo, formando i feltri. Non è un problema, è il mantello della razza.

Fino a circa un anno il cucciolo ha il pelo morbido e non feltra: è il periodo in cui si insegna a farsi toccare, e nient’altro.

Poi, quando i feltri iniziano a formarsi, il lavoro del proprietario è uno solo: separarli con le mani, in modo che il mantello diventi un insieme di feltri distinti e non un’unica coperta. Si fa a mano, a poco a poco, seguendo le linee naturali del pelo.

Le cose da non fare sono altrettanto importanti: non spazzolare (distrugge la tessitura), non pettinare i feltri già formati, non tosare per comodità estiva, e non affidarlo a un toelettatore che non conosca la razza.

Il bagno va fatto raramente e con un metodo: bagnare bene, sciacquare a lungo e poi asciugare per ore, aiutandosi con il sole e con l’aria. Un cane con i feltri umidi per due giorni sviluppa problemi di pelle e odore.

In compenso c’è il regalo: questo cane non lascia pelo in casa. Nessuna nuvola di sottopelo sui divani, perché tutto resta nel mantello.

Che attività fare con un Pastore Bergamasco

Cane da Pastore Bergamasco impegnato in una prova di lavoro su gregge

La cosa più giusta è quella per cui è nato: la conduzione del gregge. La FCI lo classifica con prova di lavoro, e in Italia esistono prove dove i Bergamaschi si vedono ancora.

Le prove di sheepdog e le prove di conduzione sono l’attività ideale, anche solo come esperienza: un cane da pastore che vede le pecore per la prima volta si accende in un modo da vedere.

Il dog trekking è il suo elemento naturale: un cane costruito per la transumanza cammina per ore in montagna, e con quel mantello il freddo non lo tocca.

L’attivazione mentale e il nose work funzionano molto bene, perché è un cane che ragiona: giochi di problem solving, ricerche in giardino, esercizi di controllo.

Il rally obedience è più adatto dell’obedience classica, e sfrutta la sua capacità di apprendere senza chiedergli la velocità nervosa di un Border Collie.

L’hoopers, se lo si vuole tenere attivo senza salti, è una buona alternativa a un’agility che con quel pelo e con questa struttura non è la scelta migliore.

Da evitare: le uscite intense nelle ore calde, i salti ripetuti da giovane e, soprattutto, l’idea che a un cane così basti il giardino. Ha bisogno di camminare e di avere un compito, anche piccolo, tutti i giorni.