Carattere e descrizione del Cane da Pastore Belga
Le quattro varietà, quanto e grande e il carattere del Malinois
Groenendael, Tervueren, Malinois e Laekenois sono la stessa razza: quattro varietà distinte solo dal pelo e dal colore. In questa pagina trovi come si riconoscono, quanto è grande un Pastore Belga, il carattere descritto dallo standard con parole da leggere, e la parte sulla salute.
Sommario
Il Cane da Pastore Belga in breve
Il Cane da Pastore Belga è una sola razza in quattro varietà: Groenendael, Tervueren, Malinois e Laekenois. L’altezza ideale è di 62 centimetri nei maschi e 58 nelle femmine, per 25-30 e 20-25 chili. Lo standard lo descrive vigile ed attivo, traboccante di vitalità e sempre pronto a passare all’azione. Vive 12-14 anni.
Quanto è grande un Pastore Belga

Lo standard non dà un intervallo ma una misura ideale: 62 centimetri al garrese per i maschi e 58 per le femmine, con una tolleranza di due centimetri in meno e quattro in più. Il peso è di 25-30 chili nei maschi e 20-25 nelle femmine.
La descrizione dell’aspetto è una delle più eleganti della cinofilia: un cane che unisce eleganza e potenza, di muscolatura asciutta e forte, inscrivibile in un quadrato, rustico, abituato alla vita all’aperto e costruito per resistere alle variazioni atmosferiche tanto frequenti nel clima belga.
Non è un cane pesante e non è un cane massiccio: è asciutto, e questa è la prima differenza che si nota rispetto al Pastore Tedesco.
C’è poi una riga che dice tutto sulla filosofia di questa razza: il Pastore Belga sarà giudicato nelle sue posizioni naturali, senza contatto fisico con il presentatore. Niente stand costruito a mano: il cane si presenta da solo.
Sulla maschera lo standard è pignolo in modo insolito: nel Tervueren e nel Malinois servono sei punti di pigmentazione nera, cioè i due orecchie, le due palpebre superiori e le due labbra. L’assenza di maschera è un difetto da squalifica.
Anche la taglia fuori dai limiti squalifica, ed è un dettaglio da conoscere quando si legge un annuncio che promette un Malinois particolarmente grande.
Le quattro varietà del Pastore Belga

Questo è il punto che confonde tutti, e la risposta è semplice: Groenendael, Tervueren, Malinois e Laekenois sono la stessa razza. Cambiano soltanto il pelo e il colore, e lo standard usa proprio questi due criteri per distinguerle.
Il Groenendael è a pelo lungo e solo nero uniforme: nessun altro colore è ammesso. Il Tervueren è a pelo lungo ma fulvo carbonato o grigio carbonato, con la maschera nera. Il Malinois è a pelo corto, unicamente fulvo carbonato con maschera. Il Laekenois è a pelo duro, arruffato e lungo circa sei centimetri, fulvo con poca carbonatura.
Due regole che quasi nessuno conosce. La prima: le quattro varietà sono giudicate separatamente e ciascuna ha i propri titoli. La seconda, ancora più netta: gli accoppiamenti tra le varietà sono proibiti, salvo deroghe concesse dalle commissioni ufficiali di allevamento.
In Italia, però, questa varietà esiste soprattutto sulla carta. Fra il 2015 e il 2024 l’ENCI ha registrato 13.083 cuccioli di Pastore Belga, e 10.336 erano Malinois: il 79%. Nel solo 2024 la quota sale al 90%.
Il Laekenois, in dieci anni, ha collezionato 26 iscrizioni totali, con quattro annate a zero. Quando in Italia si dice Pastore Belga, quasi sempre si sta parlando di un Malinois.
Il carattere del Pastore Belga

Lo standard usa un’espressione che dovrebbe essere stampata su ogni annuncio di cuccioli: traboccante di vitalità e sempre pronto a passare all’azione.
È la frase che spiega tutto quello che succede quando un Malinois finisce nella casa sbagliata. Non è un cane che si accende quando serve: è un cane che è già acceso, e che aspetta solo di sapere cosa deve fare.
Il documento prosegue: all’attitudine innata di guardiano del gregge si aggiungono le preziose qualità del miglior cane da guardia della proprietà. Senza alcuna esitazione, è difensore caparbio ed ardente del suo padrone.
Ma poi arriva il contrappeso, ed è la parte che distingue un buon Pastore Belga da uno problematico: il suo carattere sicuro, senza alcuna paura o aggressività. E in chiusura: nel corso del giudizio di questa razza si terrà conto del carattere calmo ed audace.
Calmo e audace insieme. Un Pastore Belga che ringhia per insicurezza, che reagisce a tutto, che non riesce a stare fermo non è un cane molto di razza: è un cane che si allontana da quello che lo standard chiede.
Nella vita quotidiana è un cane estremamente legato alla sua persona, che impara con una velocità impressionante e che ha bisogno di sapere cosa fare. È anche sensibile: i metodi duri, su un cane così reattivo, producono danni rapidi.
Con i bambini di casa è affidabile se cresciuto bene, ma va detto senza giri di parole che il movimento veloce lo stimola: un Malinois adolescente e tre bambini che corrono in giardino sono una combinazione che va gestita, non lasciata a sé stessa.
Quanto vive un Pastore Belga e di cosa si ammala
Vive 12-14 anni ed è nel complesso una razza robusta, come ci si aspetta da un cane selezionato per lavorare. Ci sono però due temi da conoscere prima di scegliere un cucciolo.
Il primo è l’epilessia, e riguarda soprattutto le varietà a pelo lungo. Uno studio danese sui Groenendael e Tervueren nati fra il 1995 e il 2004 ha trovato una prevalenza del 9,5% fra i cani esaminati.
L’età media di comparsa era di 3,3 anni, con un intervallo che va dai sei mesi agli otto anni, e nel 39% dei casi la prima crisi è arrivata dopo i quattro anni. Gli autori hanno concluso che la malattia segrega in linee specifiche: non è distribuita a caso, viaggia in famiglie precise.
È il motivo per cui, in questa razza, chiedere all’allevatore la storia dei parenti non è un’esagerazione: un cane epilettico può essere diagnosticato anni dopo essere stato riprodotto.
Il secondo tema sono le articolazioni: displasia dell’anca e del gomito, con le radiografie ufficiali dei genitori come unica risposta seria. E poi ci sono gli occhi, con l’atrofia progressiva della retina e la cataratta, e la torsione dello stomaco.
C’è infine un problema di salute che non compare in nessun elenco veterinario e che manda in canile più Pastori Belgi di tutte le patologie messe insieme: la testa. Un Malinois che non ha niente da fare sviluppa comportamenti compulsivi, distrugge, si morde la coda, gira in tondo. Non è una malattia: è una razza da lavoro tenuta senza lavoro.
A chi è adatto il Pastore Belga
Va detto subito e senza diplomazia: non è un cane per tutti, e non lo è soprattutto nella varietà Malinois, che è quella che si trova più facilmente.
È adatto a chi ha già esperienza con i cani da lavoro, o a chi è disposto ad affidarsi a un istruttore fin dal primo mese. È adatto a chi vuole fare uno sport cinofilo sul serio: IGP, mondioring, ricerca, agility, obedience.
È adatto a chi ha tempo tutti i giorni, non nel fine settimana: due ore fra movimento, lavoro di testa e attività, per dodici o quattordici anni.
Se cerchi un cane un po’ meno estremo, all’interno della stessa razza le varietà Groenendael e Tervueren sono in genere più gestibili in famiglia, pur restando cani da lavoro veri.
Non è adatto a chi lo prende perché ha visto un video di un cane della polizia. Quei cani sono il prodotto di anni di lavoro quotidiano con professionisti, e la stessa genetica in mano a una famiglia impreparata produce un disastro.
Non è adatto a chi passa dieci ore fuori casa, a chi vuole un cane da giardino e a chi cerca un cane rilassato. E non è adatto a chi ha paura di chiedere aiuto: in questa razza rivolgersi a un istruttore competente è la normalità, non un’ammissione di incapacità.
Se invece questa descrizione ti entusiasma invece di spaventarti, il Pastore Belga è uno dei cani più straordinari con cui si possa lavorare. Ti darà tutto, a patto che tu gli dia qualcosa da fare.





