Storia ed origine del Bull Terrier
James Hinks, la testa a uovo e il colonnello che salvò il miniatura
Il Bull Terrier ha una storia con un autore, una data e un’idea precisa: una testa che nessun altro cane aveva. Qui trovi quello che racconta il sommario dello standard, comprese le vicende della sua versione in miniatura.
Sommario
James Hinks e il 1850

Il sommario storico è insolitamente asciutto e comincia con un nome: fu un certo James Hinks a redigere per primo lo standard della razza nel 1850, selezionando la testa a forma di uovo.
Quella frase contiene tutto il progetto. Hinks non stava cercando di migliorare un cane esistente: stava creando un tipo nuovo a partire dai bull and terrier dell’epoca, e l’elemento su cui ha lavorato è proprio quello che ancora oggi rende la razza riconoscibile in un decimo di secondo.
Le date successive sono precise: la razza fu esposta per la prima volta nella sua forma attuale a Birmingham nel 1862, e il Bull Terrier Club fu fondato nel 1887.
La tavola qui accanto è del 1915 e mostra un Bull Terrier di quel periodo: la testa è già inconfondibile, anche se il downface si è accentuato ancora nei decenni successivi.
Il Bull Terrier miniatura, sparito e resuscitato
La seconda parte del sommario riguarda una razza gemella che ha rischiato di sparire del tutto. Un tipo più piccolo di Bull Terrier era conosciuto fin dai primi del diciannovesimo secolo, ma perse popolarità prima della Prima guerra mondiale.

Il punto più basso ha una data: nel 1918 il tipo piccolo fu tolto dal registro di razza del Kennel Club britannico. Cancellato dai libri, di fatto.
La resurrezione arriva vent’anni dopo: nel 1938 un gruppo di appassionati guidati dal colonnello Richard Glyn fondò il Miniature Bull Terrier Club proprio allo scopo di ridare vita alla razza.
Il risultato è una situazione curiosa da conoscere: lo standard del Bull Terrier miniatura è identico a quello del Bull Terrier, con l’unica eccezione del limite di altezza. Stessa testa a uovo, stesso carattere, stessi colori: cambia solo la taglia.
Ed è anche il motivo per cui, in una razza dove lo standard dichiara di non avere limiti di altezza, l’unico limite di altezza esistente è proprio quello che separa le due razze.
Il Bull Terrier oggi
Nella classificazione FCI il Bull Terrier è un terrier di tipo bull con prova di lavoro facoltativa. Ma la sua vita moderna è tutta un’altra cosa: è un cane da compagnia e da esposizione, e nel Regno Unito una vera icona popolare.
In Italia i numeri raccontano un ridimensionamento netto: dai 678 cuccioli del 2016 ai 206 del 2024, cioè un calo di circa il 70%, con 28 allevamenti con affisso rimasti.
Il motivo probabilmente non è caratteriale ma di immagine: il Bull Terrier paga una reputazione costruita sull’aspetto, che il suo stesso standard smentisce quando lo descrive amabile, gioioso e particolarmente buono con le persone.
Per chi lo sceglie oggi, comunque, il calo ha un vantaggio: chi alleva Bull Terrier adesso non lo fa per moda, e le probabilità di trovare qualcuno che fa i test sono più alte di quanto fossero dieci anni fa.

