Addestramento ed educazione del Bull Terrier
Un pagliaccio testardo: fisicità, altri cani e attività
Il Bull Terrier è collaborativo e allegro, e allo stesso tempo ostinato e fisicamente esuberante: sono le tre cose che lo standard mette una accanto all’altra. Qui trovi come si imposta, come si gestiscono gli incontri con gli altri cani e cosa serve a un cane che resta cucciolo a lungo.
Sommario
Come si addestra un Bull Terrier

Lo standard usa un’espressione che sorprende: propenso alla disciplina. E in effetti il Bull Terrier collabora volentieri, impara in fretta e ha una gran voglia di stare con le persone. Solo che, subito dopo, lo stesso standard aggiunge ostinato.
Le due cose insieme descrivono benissimo il lavoro: con il rinforzo positivo e sessioni corte si ottiene tutto, ma bisogna rendere le richieste interessanti. Un Bull Terrier annoiato non si oppone: si distrae e va a cercarsi qualcosa di più divertente.
I metodi duri sono da evitare, e non per ragioni ideologiche: con un cane forte, testardo e molto legato alle persone, la coercizione rovina il rapporto senza ottenere obbedienza.
La priorità pratica è la gestione della fisicità. Questo è un cane che gioca pesante, spinge, si butta addosso per affetto e non si rende conto di quanto pesa. Camminata al guinzaglio, lascia e autocontrollo vanno costruiti da cucciolo, quando pesa dieci chili e non trenta.
Una nota che riguarda i cuccioli sordi, che in questa razza non sono rari: se il tuo è stato testato e risulta sordo, l’addestramento si fa a segni e funziona benissimo. La regola non negoziabile diventa una sola: mai libero in spazi non recintati.
Gli altri cani, e la socializzazione
Con le persone il Bull Terrier parte avvantaggiato, perché lo standard lo descrive particolarmente buono e la selezione va in quella direzione. Con i propri simili il discorso è diverso e va affrontato con onestà.
È un terrier di tipo bull, e la competitività fra soggetti dello stesso sesso è comune. Non significa che non possa avere amici a quattro zampe: significa che gli incontri vanno scelti, soprattutto in adolescenza, e che le aree cani molto affollate non sono il contesto migliore.
La socializzazione nei primi mesi è quindi importante quanto in un cane da guardia, anche se per ragioni diverse: serve a insegnargli che gli altri cani non sono né una minaccia né una sfida. Incontri tranquilli con cani equilibrati, in spazi ampi e senza guinzagli tesi.
Con i gatti e i piccoli animali vale l’avvertenza di tutti i terrier: la convivenza si costruisce da cucciolo e non si improvvisa da adulti.
Le attività giuste per un Bull Terrier
È un cane muscoloso e attivo, come dice lo standard, e ha bisogno di scaricare energia tutti i giorni. Ma è anche un cane a muso corto e di costituzione massiccia, e questo pone dei limiti che vanno rispettati.

Le attività che funzionano meglio sono quelle brevi e intense alternate a lavoro mentale: la nose work è perfetta, perché stanca moltissimo senza sforzo fisico, e l’obedience costruisce quel controllo che con un cane fisico serve tutti i giorni.
Il rally obedience e i giochi di attivazione mentale sono ottimi, e per chi vuole qualcosa di più dinamico l’agility è possibile a livello amatoriale, con attenzione alle articolazioni.
Le cose da evitare sono due e riguardano entrambe la fisiologia: gli sforzi prolungati con il caldo, perché la testa di questa razza non è quella di un cane a muso lungo e il raffreddamento è meno efficiente, e le corse lunghe su superfici dure.
E c’è una raccomandazione che vale per tutta la vita del cane: il Bull Terrier è un masticatore formidabile. Giochi robusti e sorveglianza, perché tutto quello che riesce a rompere finisce ingoiato, e i corpi estranei nello stomaco sono uno dei motivi più frequenti per cui questa razza finisce in sala operatoria.

