Storia ed origine del Bull Terrier Miniatura

James Hinks, la testa a uovo e il ritorno del 1938

Il Bull Terrier Miniatura ha una storia curiosa: il tipo piccolo esisteva prima che la razza fosse riconosciuta, poi è stato cancellato dai registri e infine è tornato grazie a un colonnello inglese. In questa pagina trovi come è nata la testa a uovo, cosa è successo nel 1918 e chi ha rimesso in piedi la razza.

Sommario

James Hinks e la testa a forma di uovo

Maschio bianco di Bull Terrier Miniatura in piedi di profilo

La storia comincia intorno al 1850, e lo standard cita il nome del responsabile: fu un certo James Hinks a redigere per primo lo standard della razza nel 1850, selezionando la testa a forma di uovo.

Hinks lavorava a Birmingham e partiva dai bull and terrier dell’epoca, cani da combattimento che voleva trasformare in qualcosa di diverso: un cane bianco, elegante per i gusti del tempo, con una testa senza stop e senza interruzioni.

Il risultato viene presentato al pubblico nel 1862: la razza fu esposta per la prima volta nella sua forma attuale a Birmingham. Il Bull Terrier Club nasce nel 1887.

Nello standard c’è poi una frase che i cinofili citano spesso, perché è insolita: la cosa veramente interessante che riguarda la razza è che lo standard recita con precisione: non ci sono limiti né di peso né di altezza, ma ci dovrebbe essere l’impressione di massima sostanza nella mole del cane.

È quella libertà sulla taglia che spiega tutto il resto: se non ci sono limiti, esistono Bull Terrier di tutte le dimensioni, e a un certo punto qualcuno ha deciso che i più piccoli meritavano una razza a parte.

QuandoCosa succede
1850James Hinks redige il primo standard del Bull Terrier e seleziona la testa a forma di uovo
1862La razza viene esposta per la prima volta nella sua forma attuale a Birmingham
Primi dell’OttocentoEsiste già un tipo più piccolo di Bull Terrier
1887Nasce il Bull Terrier Club
1918Il tipo piccolo viene TOLTO dal registro del Kennel Club britannico
1938Il colonnello Richard Glyn e un gruppo di appassionati fondano il Miniature Bull Terrier Club
05.07.2011Data dello standard originale del Miniatura oggi in vigore
2015-2024In Italia l’ENCI registra 3.192 cuccioli di Bull Terrier Miniatura

Il 1918 e il ritorno del 1938

Bull Terrier Miniatura fotografato a una esposizione internazionale

Il tipo piccolo non è un’invenzione moderna: un tipo più piccolo di Bull Terrier era conosciuto fin dai primi del 19° secolo. Ma la sua strada è stata accidentata.

Lo standard racconta la caduta in una riga: il tipo piccolo perse di popolarità prima della Prima Guerra Mondiale e fu tolto dal Kennel Club Breed Register nel 1918. Cancellato dai registri, cioè ufficialmente non più una razza.

Il ritorno arriva vent’anni dopo, e ha un nome e una data: nel 1938, un gruppo di appassionati, capitanati dal colonnello Richard Glyn, fondarono il Miniature Bull Terrier Club allo scopo di ridare vita alla razza.

La scelta che quel gruppo ha fatto è la ragione per cui oggi le due razze sono identiche tranne che nella taglia: lo standard è lo stesso di quello del Bull Terrier, con l’eccezione del limite di altezza.

È una decisione elegante e anche prudente: invece di scrivere uno standard nuovo, si è deciso che il Miniatura è un Bull Terrier che non supera una certa altezza. Nient’altro.

Il limite oggi in vigore è di 35,5 centimetri, fissato nello standard originale del 5 luglio 2011. Il resto del testo, dalla testa a uovo alle orecchie rigidamente erette, è parola per parola quello del fratello grande.

Il Bull Terrier Miniatura oggi, e i numeri italiani

Qui arriva il dato che sorprende: in Italia il Bull Terrier Miniatura non è una rarità. Fra il 2015 e il 2024 l’ENCI ha registrato 3.192 cuccioli, con un picco di 447 nel 2021.

Gli allevamenti con affisso dedicato sono 36, distribuiti soprattutto fra Lombardia, Toscana (con una concentrazione notevole in provincia di Lucca), Lazio, Piemonte, Sicilia e Puglia.

Il confronto con il fratello grande è interessante: il Bull Terrier di taglia normale, nelle stesse annate, ha superato i cinquecento cuccioli l’anno. Le due razze convivono, e spesso escono dagli stessi allevamenti.

Il motivo del successo del Miniatura è facile da capire: è lo stesso cane, con la stessa faccia e lo stesso carattere, in un formato che sta in un appartamento e che si carica in braccio dal veterinario.

Il rovescio della medaglia è quello di tutte le razze che diventano popolari: dove ci sono numeri, ci sono anche cucciolate fatte male. In una razza con la PLL e la sordità fra i temi sanitari, la differenza fra un allevamento serio e uno improvvisato non è estetica: è la vista e l’udito del tuo cane.