Allevamento del Buldogue Campeiro

Una razza riconosciuta nel 2025 che in Italia non c’è: dove si cerca

Il Buldogue Campeiro è stato riconosciuto dalla FCI nel 2025 e in Italia non ha né nascite registrate né allevamenti con affisso.

In questa pagina: perché non esiste un prezzo italiano, come si arriva agli allevamenti brasiliani, cosa chiedere e cosa guardare in una cucciolata.

Sommario

Quanto costa un cucciolo di Buldogue Campeiro

Due Fila Brasileiro con il proprietario in una fazenda brasiliana

In Italia non esiste un prezzo perché non esiste il mercato: zero nascite e zero affissi. Il ragionamento va fatto sul Brasile, che è praticamente l’unico paese dove questa razza si alleva.

In Brasile il movimento è organizzato dal riconoscimento CBKC del 2001, con allevamenti registrati soprattutto nel sud, fra Santa Catarina e Rio Grande do Sul. I prezzi locali variano molto da allevamento ad allevamento.

La parte cara e complicata è l’importazione: volo dall’altra parte del mondo, trasportino a norma, documenti sanitari, microchip, vaccinazioni e pratiche doganali. Va programmata con mesi di anticipo.

Un avvertimento che con le razze appena riconosciute vale doppio: il riconoscimento FCI del 2025 porterà attenzione e prezzi, e con l’attenzione arrivano sempre i venditori improvvisati. Il pedigree CBKC è l’unica garanzia.

Il resto delle spese è quello di un cane robusto di taglia media: 500-800 euro il primo anno fra vaccini, microchip, sverminazioni ed eventuale sterilizzazione, e 80-120 euro al mese di mantenimento.

Sulla toelettatura non si spende nulla: pelo corto e nessuna ruga da pulire.

Ci sono invece due voci da mettere in conto prima del cane: una recinzione seria, perché è un cane da guardia con istinto territoriale, e la disponibilità a farsi seguire da un istruttore che conosca i molossoidi.

VoceQuantoNote
Cucciolo in ItaliaNon esisteZero nascite e zero affissi registrati
Cucciolo in Brasile2.000-5.000 realPrezzi molto variabili fra gli allevamenti
ImportazioneVolo, documenti e pratiche sanitarieDa programmare con mesi di anticipo
Primo anno500-800 euroVaccini, microchip, sverminazioni, sterilizzazione
Mantenimento al mese80-120 euroCane robusto di taglia media
ToelettaturaNessunaPelo corto: una spazzolata a settimana
RecinzioneDa fare beneÈ un cane da guardia con istinto territoriale
Assicurazione RCConsigliataMolossoide potente, anche se equilibrato

Cosa chiedere all’allevatore

Femmina di Fila Brasileiro in una vecchia fotografia di fazenda

La prima domanda, e non è la solita, riguarda la respirazione. Nello standard la difficoltà respiratoria è un difetto eliminatorio: chiedi di vedere i genitori dopo uno sforzo, non a riposo.

Un cane che rumoreggia da fermo, che dopo dieci minuti di gioco fatica a raffreddarsi o che dorme rumorosamente ha un problema, indipendentemente dai titoli.

La seconda riguarda il rapporto fra testa e muso, che deve stare fra 4 a 1 e 3 a 1. È una misura, e un allevatore serio sa dirvi dove stanno i suoi cani.

La terza sono le lastre di anche e gomiti. Su un cane compatto e pesante non sono un lusso.

La quarta è il coefficiente di consanguineità: la razza è ripartita nel 1977 da un pugno di soggetti raccolti nelle campagne, e trent’anni non bastano a rendere larga una base così stretta.

La quinta riguarda il carattere: lo standard chiede un cane controllabile senza essere timido, e mette fra i difetti eliminatori sia l’aggressivo sia l’eccessivamente timido. La madre va vista, e va vista con estranei intorno.

E poi una domanda specifica per una razza da esportare: hai già mandato cani in Europa? Chi lo ha già fatto conosce la burocrazia e vi farà risparmiare mesi.

Cosa guardare in una cucciolata

Il primo controllo è il muso. Lo standard chiede un rapporto fra testa e muso compreso fra 4 a 1 e 3 a 1, e fuori da lì si squalifica: un cucciolo con il muso già schiacciato non è nel tipo.

Il secondo è la chiusura della bocca. Il prognatismo ci deve essere, ma solo quanto basta perché il cane possa tenere il bue: oltre due centimetri è un difetto eliminatorio, così come la bocca storta.

Il terzo sono gli occhi: quelli blu, quelli detti di porcellana e gli occhi di colori diversi squalificano. È un controllo che si fa in dieci secondi.

Il quarto è il colore, e qui la regola è semplice: va bene tutto tranne il merle. Se in una cucciolata compare un cucciolo merle, la domanda da fare non riguarda quel cucciolo ma l’intera linea.

Il quinto è la testa, che deve essere ampia e larga ma senza eccesso di rughe o pelle lassa. Un cucciolo pieno di pieghe non è tipico di questa razza.

Il sesto è la struttura: lo standard vuole un cane che indichi forza e agilità, largo di spalle e stretto di rene, e che non sia tozzo né eccessivamente pesante.

E infine il comportamento: in una razza descritta come calma e che abbaia poco, un cucciolo iperreattivo o uno che si nasconde sono due segnali opposti ma ugualmente importanti.